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Nasce alla Spezia la “Marconiana”, manifestazione a vela sulla rotta delle onde radio di Guglielmo Marconi

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LA SPEZIA – “Nasce  alla Spezia la Marconiana a vela sulla rotta  delle onde radio  di Gulielmo Marconi”. La manifestazione  è per ricordare  i 120 anni  dai primi esperimenti   dello scienziato si svolgerà  sabato 15 luglio alle ore 14.  “La Marconiana” dovrebbe  diventare un appuntamento annuale  grazie alla collaborazione tra la Marina Militare e l’Amministrazione comunale della Spezia.

Questa  mattina  è stato presentato  al Museo Navale  il programma degli eventi del 14 e 15 luglio  oragnizzato Marina Militare, Comune della Spezia,  insieme al Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN), il Museo Tecnico Navale, le sezioni della Lega Navale del Golfo ed i Radioamatori, per commemorare l’80° anniversario della morte di Guglielmo Marconi e per celebrare il 120° anniversario dei primi esperimenti di radiotelegrafia navale nonché il 120° anniversario della fondazione della Lega Navale.
La figura di Marconi è infatti legata storicamente alla città della Spezia e alla Marina Militare per via dell’intensa attività di ricerca intrapresa nel campo delle comunicazioni a grande distanza a partire dalla fine del ‘900 e culminata, qualche anno dopo, con la trasmissione di messaggi via etere fino a 3800 chilometri di distanza da bordo dell’incrociatore Carlo Alberto.
La manifestazione prevede un programma di visite presso il Museo Tecnico Navale della Spezia, per poter ammirare le apparecchiature conservate presso la Sala Marconi inaugurata lo scorso marzo, un convegno sugli esperimenti di Marconi e una veleggiata aperta a tutti, denominata “Marconiana, a vela sulla rotta delle onde radio”, organizzata dalla Lega Navale Italiana delle sezioni del Golfo insieme alla locale Sezione Velica della Marina Militare, durante la quale gli equipaggi effettueranno il percorso in mare seguito dalla corazzata “San Martino” il 18 luglio 1897 per l’esecuzione dei primi storici test che hanno segnato di fatto la nascita della telegrafia navale.

“Nessuno meglio di Marconi – hanno spiegato  nel corso  della presentazione  del convegno gli organizzatori – può esprimere l’importanza della sua invenzione. Quella bobina e la scintilla che scoccò al di là di una collina bolognese, diedero vita ad una rincorsa nella ricerca che dura ancora oggi e forse non avrà fine. Ma qual era l’intuizione di Marconi? Dalla Conferenza tenuta da Guglielmo Marconi il 2 marzo 1899 a Londra in una riunione dell’Institution of the Electrical Engineers: “Il trasmettitore funziona nel seguente modo: quando si preme il tasto, la corrente della batteria aziona il rocchetto, che carica le sfere dell’oscillatore di Righi o il conduttore verticale W, che si scarica a sua volta attraverso lo spinterometro. La scarica è oscillante e il sistema delle sfere ed il conduttore isolato si comportano come un radiatore di onde elettriche. Come è facile comprendere, abbassando il tasto per intervalli brevi o lunghi, si possono emettere brevi o lunghe successioni di onde, che, influenzando il ricevitore, producono, secondo la loro durata, degli effetti brevi o lunghi, permettendo in questo modo la riproduzione dei segnali Morse o di altri segnali emessi dalla stazione trasmittente.
Ricevitore ‐ Uno degli elementi principali del mio ricevitore è il tubo sensibile o coesore, scoperto, credo di aver ragione nell’asserirlo dal professore Calzecchi‐Onesti di Fermo. Questo coesore è inserito in un circuito di cui fan parte una pila ed un relè telegrafico sensibile, inserito a sua volta in un altro circuito di cui fan parte un “decoesore” ed un apparato registratore In condizioni normali la resistenza della limatura nel coesore è infinita, o, in ogni caso molto grande, ma se detta limatura viene sottoposta all’azione di onde elettriche o impulsi, si produce in essa istantaneamente un fenomeno di coesione e la resistenza si abbassa a 100‐500 ohm. Ciò permette alla corrente della pila di azionare il relè. Il risultato pratico è che il ricevitore funziona fin che vien abbassato il tasto nella stazione trasmittente. Per ogni segnale anche breve, le armature del relè e il martelletto entrano in rapide vibrazioni dipendenti l’una dall’altra. Infatti è il relè che, entrando in funzione, fa funzionare il martelletto, ma questo con la sua azione interrompe il relè”.

Marconi affermò che l’invenzione nasceva dalla volontà di salvare le vite umane in mare e ben colse il valore della sua invenzione: si pensi al ruolo ed al valore che questa invenzione ebbe nel salvataggio dei naufraghi del Titanic e della tenda rossa della spedizione italiana al Polo Nord.

Claudia Verzani

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