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Più di uno spezzino su due (58%) andrebbe a vivere all’estero dopo la pensione

Il 64% degli abitanti della Spezia, infatti, teme che la propria pensione non sarà sufficiente e un ulteriore 20% vede molta incertezza all’orizzonte. Il 44% punterebbe sulla previdenza complementare, mentre il 41% vede nella casa un bene rifugio per la vecchiaia.

LA SPEZIA – Dopo la pensione? La valigia. Perché di fronte alla prospettiva di assegni sempre più bassi, più di uno spezzino su due (58%) si dice disposto addirittura a trasferirsi all’estero per poter mantenere uno stile di vita simile a quello attuale e trovare un ambiente e servizi più adatti alla terza età, senza trascurare la possibilità di fare nuove, piacevoli esperienze.

È il quadro che emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1.

Il 64% degli abitanti di La Spezia, infatti, teme che la propria pensione non sarà sufficiente a mantenere un tenore di vita adeguato una volta usciti dal mondo del lavoro, e un ulteriore 20% vede molta incertezza all’orizzonte.

Fra i principali timori, quello di non poter sostenere le spese mediche di cui si potrebbe aver bisogno andando in là con gli anni (49%), o persino cadere in povertà assoluta (34%), non riuscire a dare sostegno economico a figli e nipoti (39%) e dover gravare economicamente sulla famiglia anche per le necessità quotidiane (27%).

Non si tratta solo di pessimismo. A gettare ombre sul futuro pensionistico degli spezzini sono anche le difficoltà del presente, a partire dal timore di imprevisti e spese straordinarie, che costringano a metter mano al portafoglio anzitempo (51%) o una generale difficoltà a risparmiare per la vecchiaia (49%). Preoccupano anche l’instabilità dello scenario economico e normativo del momento (39%) e la precarietà del lavoro (24%).

Ma quali sono le misure di welfare a cui guardano gli abitanti di La Spezia per integrare la pensione e prepararsi agli anni della vecchiaia? Quasi la metà degli spezzini (44%) punterebbe sulla previdenza complementare: di questi, il 50% con un fondo pensione, il 39% con un piano individuale di risparmio e il restante 11% stipulerebbe una polizza assicurativa. Ciò che conta, dicono gli abitanti di La Spezia,

è pensarci per tempo, fin da giovani (32%) o da quando si inizia la propria carriera lavorativa (32%).

Se il 41% degli spezzini investirebbe nel mattone, per il 34% la soluzione è tenere i soldi sul proprio conto corrente, mentre per un ulteriore 20% la soluzione è investire i propri risparmi sul mercato finanziario.

Ma a chi si rivolgono gli abitanti della Spezia per farsi consigliare? Il 42% si muoverebbe in maniera autonoma, cercando informazioni sul web (20%) o decidendo da sé (22%). Il 39% si affiderebbe all’agente assicurativo, il 29% a un consulente e il 24% alla propria banca, mentre per il 12% le figure di riferimento sono familiari, colleghi o amici.

“Integrare la pensione di base con una rendita complementare è sempre più una necessità per gli italiani”, afferma Marco Mazzucco, Direttore Distribuzione Marketing e Brand di Gruppo di Reale Mutua. “Occorre essere lungimiranti, giocare d’anticipo e quindi comprendere l’importanza di costruire per tempo, con una forma di welfare appropriata, una vecchiaia serena giorno dopo giorno. Ed è proprio questo uno dei punti chiave del nostro Osservatorio, l’iniziativa che abbiamo lanciato quest’anno per monitorare l’attenzione e la propensione degli italiani rispetto al macro tema del welfare. Analizzando i risultati della ricerca emerge come i nostri connazionali stiano in effetti sviluppando una sensibilità al tema del futuro pensionistico e agli strumenti e opportunità disponibili.”

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.