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Festival dello Sciacchetrà di Riomaggiore

De Paoli: «Mettere a lavorare nelle Cinque Terre gli extracomunitari per eliminare il problema delle terre incolte».

RIOMAGGIORE – Al Festival dello Sciacchetrà delle Cinque Terre di oggi non sono mancate le sorprese. L’iniziativa che da una parte offre la possibilità di degustare il celebre vino passito vero e proprio emblema territoriale, dall’altra vuole fare un bilancio sulla produzione. Un grido di dolore e una richiesta di collaborazione e comprensione verso il fondamentale ruolo che svolgono viene espressa dai produttori in occasione del Festival. “È un momento per confrontarci con gli esponenti del Parco e i sindaci, per mettere a fuoco le problematiche negli interessi di tutti .”Abbiamo bisogno di regole omogenee, di un piano del Parco che crei così parità di vedute – afferma Heydi Bonanini – per esempio nei piani del traffico di Vernazza e Monterosso siamo assimilati ai fornitori mentre la nostra attività deve essere sgravata di pass a pagamento ma incentivata. Per fortuna il comune di Vernazza ha recepito le nostre richieste”. Una giornata per poter fare il punto della situazione e testare il polso ad una produzione che è anche simbolo di tradizioni e di un territorio unico nel suo genere, assieme a giornalisti di settore, esperti e produttori attraverso riflessioni e degustazioni guidate.

L’obiettivo: dar vita ad una sorta di Osservatorio permanente che si proponga annualmente con incontri mirati pubblici e che possa aiutare l’attività del Consorzio produttori dello Sciacchetrà sul mercato. L’iniziativa è promossa dall’Associazione culturale Amici delle Cinque Terre presieduta dall’ex senatore Luigi Grillo, dal Consorzio produttori dello Sciacchetrà e dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, Fondazione Credit Agricole, l’Assicurazione Cattolica e l’azienda NeroLifeStyle. Il sindaco di Vernazza Vincenzo Rezasco osserva che «il marchio del Parco di qualità dovrà essere riconosciuto solo ai commercianti ed operatori turistici che commercializzano il vino e i prodotti tipici del nostro territorio. Dobbiamo appropriarci della nostra cultura».

Il consigliere della Regione Liguria Giovanni De Paoli osserva che il problema delle terre incolte è molto sentito in questo territorio. «Faccio una dichiarazione anche se non saranno d’accordo i componenti del mio partito della Lega Nord. Bisognerebbe mettere a lavorare qui gli extracomunitari che sono nella nostra Provincia, che il più delle volte stanno li a vivacchiare. Sarebbe necessario fare loro dei corsi per imparare il mestiere, e la lingua dopo di che inserirli nelle varie aziende. Da una parte si recupera personale, dall’altra si eliminano le terre incolte».

La sorpresa arriva come un fulmine a ciel sereno quando ha preso la parola Federico Vecchioni amministratore delegato Bonifiche Ferraresi ed ex presidente Confagricoltura che ha dichiarato di essere disponibile all’acquisto dell’azienda Agricola Marinella SpA. “Dopo tanto lavoro siamo sulla buona strada, finalmente! ‘Bonifiche ferraresi’ è disposta a trattare l’acquisto della Tenuta di Marinella con la proprietari”. Usa il tono esclamativo il senatore Massimo Caleo ed esprime soddisfazione per l’avverarsi di un’occasione lungamente attesa. “Ringrazio Vecchioni – ha commentato Caleo, chiudendo i lavori proprio successivamente alle parole del manager – perché ha annunciato uno degli obiettivi della sua azienda davanti a un centinaio di persone, al sottoscritto e a rappresentanti di tutte le istituzioni. ‘Bonifiche’ ha investimenti da impiegare e non vuole perdere tempo”.

caleo

Vecchioni, come detto, ha chiesto decisioni rapide. Lo ha fatto parlando di “volontà dei territori”, di “certezze di interlocuzione” e di un “tavolo tecnico” per approfondire i dettagli operativi dell’operazione e per illustrare il progetto prima di avviare il take-over.

“Ho subito messo al corrente il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – sottolinea Massimo Caleo – dei propositi di ‘Bonifiche ferraresi’ per Marinella. Da tempo lo tenevo informato delineandogli la situazione e le possibili soluzioni. Il ministro mi ha ricordato inoltre i vari incontri svolti nelle scorse settimane da rappresentanti del governo con l’azienda emiliana per capire se questa era interessata all’acquisizione della Tenuta e come reperire eventuali finanziamenti destinati all’operazione. Martina mi ha assicurato che curerà personalmente da Roma l’organizzazione di un tavolo di regia, sede nella quale si dovranno comporre i diversi punti per l’avvio del progetto”.

Oltre al ministro, Caleo ha immediatamente informato il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra degli sviluppi arrivati all’improvviso ed in una sede inattesa come le Cinque Terre sul futuro dell’azienda agricola di Marinella. “Con il capo della giunta – osserva Caleo – ho sempre condiviso ogni mossa per il rilancio della prima impresa del latte della Liguria e la salvezza di tanti posti di lavoro”. Caleo ha invitato anche Luca Fontana, responsabile del dipartimento agricoltura della Regione, e il consigliere regionale di maggioranza Giovanni De Paoli a impegnarsi per coordinare al più presto l’attività del ministero con quella dell’amministrazione Toti.

Claudia Verzani