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Consiglio Regionale di mercoledì 26 luglio

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Programma turistico regionale

Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 4 contrari (Mov5Stelle) e 8 astenuti (Pd e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) la proposta di deliberazione 54 “Programma turistico regionale di legislatura”.

Con l’approvazione del programma turistico regionale denominato “Piano del turismo 2020, la Regione ha individuato la strategia turistica da attuare durante questa di legislatura. Partendo dai cambiamenti istituzionali intervenuti, quali il venire meno del ruolo delle Province in materia turistica, e dai nuovi scenari internazionali che stanno modificando in maniera rilevante le direzioni dei flussi turistici, la Regione si propone come soggetto attivo per la costruzione e lo sviluppo di prodotti turistici insieme agli operatori e ai territori  che consentano alla Liguria di presentarsi al mercato in modo innovativo cercando di allargare sempre di più la propria offerta e di presentare proposte che rendano appetibile tutto il territorio per i turisti durante tutto l’anno. Quindi non solo il turismo legato al mare, che comunque non po’ limitarsi alla sola offerta balneare, ma anche a quello culturale, dei borghi e dell’enogastronomia, fino al turismo attivo che deve rappresentare una grande possibilità soprattutto per l’entroterra. Poi il turismo congressuale e d’affari e, infine, i turismi di nicchia che devono diventare importanti complementi dell’offerta regionale. La Regione, con il Piano, individua strumenti di governance quale il “Patto per i turismo”, finanziati tramite il fondo strategico regionale, e operativi, che passano dal riordino della comunicazione, alla creazione di una app regionale che contenga informazioni sempre aggiornate su quanto il territorio offre ai turisti, fino a promozioni mirate tramite la propria Agenzia “In Liguria”.

Approvati alcuni emendamenti della giunta.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha annunciato il voto contrario del suo gruppo e ha ribadito, in replica alle dichiarazioni della giunta sul turismo in Liguria, che nel mese di maggio e giugno 2017 le presenze a Rapallo sono calate di 184 unità. Tosi ha anche criticato l’applicazione Easy Holidays, «che costerà 650 mila euro e, ancora prima di nascere, è già datata, perché esistono delle innovazioni». Critiche sono state espresse anche sul Big Data «costato 53 mila euro, che fornisce le presenze solo del 33% dei turisti mentre vi era stata prospettata la possibilità di acquistarne uno a 40 mila e che avrebbe fornito dati precisi al 100%». Il piano triennale, secondo Tosi, «non dispone di nessun obbiettivo, come invece appaiono sempre nei piani strategici internazionali e non, e tanto meno di un dettagliato programma per i vari turismi che la giunta ha scelto di seguire. Per non parlare del timing di attuazione dove si nota che la strategia di promozione è susseguente a tutte le altre strategie. Questo piano è un ripetersi – ha aggiunto – di ciò che avvenne negli anni precedenti nel turismo ligure, zeppo di legge e decreti di cui tutti sono già a conoscenza». Il consigliere ha ricordato che per elaborare questo programma la giunta, inoltre, ha impiegato due anni. Tosi, infine, ha rilevato che la città di Taranto, «che turisticamente non è certo all’altezza della Liguria, sta viaggiando con un incremento del 5% sulle presenze, a dimostrazione che il lavoro svolto dalla giunta ligure in questo settore non è certo migliore, mentre nei primi 3 mesi del 2017 ben 3.500 impiegati nella ristorazione e nel settore alberghiero hanno perso il posto di lavoro».

 

Variante a modifica del PTCP per il PUC di Arenzano

Il Consiglio regionale con 25 voti a favore (Lega Nord Liguria- Salvini, FI, FdI, Liguria Popolare, Pd e Rete a Sinistra &LiberaMENTE Liguria) e 4 astenuti (Mov5Stelle), ha approvato la proposta di deliberazione n. 53 “ Nulla osta alla variante al Piano territoriale di coordinamento paesistico già contenuta nel Piano urbanistico comunale di Arenzano”. Lo schema di deliberazione riguarda il rilascio dell’autorizzazione relativa al PTCP, contenuta nel PUC del Comune di Arenzano, volta alla riclassificazione paesistica di un’area, posta in piazzale San Martino, dall’attuale classificazione Parchi Urani (PU) alla classificazione Insediamenti diffusi (ID-MA), che è assoggettata al regime normativo del mantenimento.

 

Prospettata chiusura dell’Officina Lavorazione Batterie di Savona.

Giovanni Lunardon (Pd) ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta anche dal collega del gruppo, Luigi De Vincenzi, relativa ad un’officina di Savona, che rigenera le batterie di locomotori e vetture di Trenitalia, dove sono impiegati 15 lavoratori in appalto e 5 dipendenti. La direzione tecnica di Trenitalia, secondo quanto detto dal consigliere, ha nuovamente prospettato la chiusura dell’Officina di Savona ed il trasferimento di questa attività presso l’Officina Grandi Riparazioni di Voghera, con il conseguente esubero dei lavoratori in appalto e la ricollocazione a Voghera dei 5 lavoratori dipendenti. Il consigliere ha ricordato che nel settembre scorso il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno con il quale si impegnava la giunta a convocare al più presto un tavolo con la dirigenza di Trenitalia e le Organizzazioni sindacali per scongiurare la chiusura dell’officina. Lunardon ha chiesto alla giunta se è stato istituito il tavolo, quali esiti ne sono scaturiti e di impedire la chiusura dell’officina.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha premesso che l’argomento non è di stretta competenza dell’assessore ai trasporti, ma, a seguito di incontri con le organizzazioni sindacali e contatti costanti con Trenitalia, ha escluso che quest’ultima intenda spostare l’attività oggetto dell’interrogazione dalla provincia di Savona. L’assessore ha anche aggiunto che, comunque, nel contratto di servizi si è chiesto espressamente che per i treni regionali le lavorazioni continuino ad essere svolte in Liguria.

 

Ritardi nell’attuazione del PSR 2014-2020 e conseguenti misure

All’unanimità è stato approvato l’ordine del giorno, presentato da Giovanni Barbagallo (Pd) e sottoscritto dai colleghi del gruppo, che chiede alla giunta di fornire al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 e di bandire le misure relative alla parte sociale della misura 6.4, al momento esclusa dal bando avviato in data 26 giugno 2017, e alla misura 16.9, e a bandire la misura 7 relativa agli investimenti ed alle infrastrutture da parte dei Comuni sul nostro territorio. Secondo il consigliere queste misure «rappresentano uno strumento essenziale per sostenere lo sviluppo economico delle zone rurali».

Sono intervenuti Andrea Melis (Movimento 5 Stelle), il quale ha invitato l’assessore all’agricoltura, Stefano Mai, a relazionare sul tema anche nella competente commissione, Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Rete a Sinistra & Libera-MENTE Liguria) hanno definito la mozione «pienamente condivisibile». Favorevole anche Raffaella Paita (Pd) che ha evidenziato le difficoltà degli imprenditori agricoli, molti dei quali sono giovani, in attesa dei fondi.

L’assessore all’agricoltura Stefano Mai si è detto favorevole a questo ordine del giorno che ha definito «di buon senso e condivisibile». Ha quindi ribadito che le difficoltà dipendono da Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura). Mai ha evidenziato che in un recente incontro a Roma con il ministro competente e con Agea, quest’ultima ha ammesso di non essere in grado di gestire la situazione ed ha invitato la Regione a proseguire sulla via intrapresa, attraverso la procedura cartacea. L’assessore ha spiegato che la Regione intende intraprendere un nuovo percorso che sarà definito nella riunione di giunta del prossimo 4 agosto, per velocizzare le pratiche.

 

Sul trattato CETA

Con 22 voti favorevoli e 7 contrari (Pd) è stata approvata la mozione presentata da Gianni Pastorino (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), e sottoscritta anche dal collega di gruppo Francesco Battistini, in cui si chiede alla giunta di contrastare l’accelerazione della procedura di approvazione e di ratifica finale del trattato CETA, l’Accordo economico e commerciale globale” tra Canada e Unione Europea, «chiedendo l’apertura di un confronto ampio e partecipato sugli effetti dell’approvazione di tali trattati sul tessuto economico-sociale, l’ambiente e i diritti nel nostro Paese». La mozione chiede, inoltre, alla giunta di ribadire, nelle sedi istituzionali, il diritto delle Regioni di essere interpellate e coinvolte sulle questioni riguardanti gli impatti dell’approvazione dei trattati di libero scambio sui diritti del lavoro, sulla tutela dei territori da investimenti esteri insostenibili a livello ambientale e sociale, sulla tutela delle economie locali da una competizione troppo spesso al ribasso.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria Salvini) si è detto «perfettamente d’accordo con Pastorino sui rischi che possono derivare dall’approvazione di questo trattato alla salute dei consumatori e sui danni economici che comporterebbe per i nostri produttori». Favorevole alla mozione anche Andrea Melis (Movimento 5 Stelle), il quale ha messo in guardia sui rischi che deriverebbero dall’approvazione di questo trattato al tessuto produttivo ligure. Anche un altro esponente del Movimento 5 Stelle, Fabio Tosi si è espresso con chiarezza a favore dell’iniziativa, preannunciando il voto favorevole del suo gruppo. Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribadito che accordi di questo tipo rappresentano «il cavallo di troia per le multinazionali americane». Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha puntualizzato che dipenderà anche dal Parlamento se questo accordo entrerà o meno in vigore: «E’ quindi bene che come Regione Liguria – ha detto – facciamo pressione per scongiurare questo pericolo».

 

Sul consenso alla donazione di organi e tessuti al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità

E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato da Angelo Vaccarezza (FI) e sottoscritto dal collega del gruppo Claudio Muzio, che chiede alla giunta di sollecitare i Comuni della Liguria, che non sono in grado di offrire ai propri cittadini la possibilità di esprimere al momento del rilascio/rinnovo della carta d’identità l’assenso o il diniego alla donazione degli organi, a mettere in atto tutte le procedure previste dalla legge per consentire l’inserimento della suddetta dichiarazione e a far conoscere questa possibilità tramite una campagna informativa diretta ai cittadini, «considerati l’alto valore sociale dell’iniziativa e gli importantissimi benefici pratici che ne deriveranno». Il consigliere ha rilevato che la donazione di organi e tessuti «rappresenta un atto di solidarietà verso il prossimo, un segno di grande civiltà e rispetto per la vita, un’efficace terapia per alcune gravi malattie e, in alcuni casi, l’unica soluzione terapeutica per determinate patologie non altrimenti curabili».

 

Sull’esame di idoneità al patentino europeo della motosega

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra & Libera-MENTE Liguria) ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo Francesco Battistini, con la quale ha chiesto alla giunta i motivi per cui non sono stati pubblicati i bandi per sostenere l’esame di idoneità al patentino europeo della motosega e non sono state intraprese azioni per incentivare lo sviluppo della relativa figura professionale. Il consigliere ha rimarcato che il regolamento n. 1305 dello sviluppo rurale per la programmazione 2014-2020 propone la possibilità di attivare azioni di informazione e trasferimento di competenze e conoscenze nei settori agricolo, alimentare e forestale.

L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha spiegato che il patentino europeo è un certificato rilasciato da un soggetto privato, che si propone di certificare degli standard comuni di capacità operative per gli operatori forestali e, quindi, l’organizzazione di sessioni di esame per il patentino europeo non dipende dalla Regione. Mai ha, comunque, ricordato le iniziative assunte dalla Regione Liguria per la qualificazione e il riconoscimento della figura professionale dell’operatore forestale sottolineando la collaborazione con altre Regioni. L’assessore, infine, ha rilevato che la Liguria è capofila del progetto “Informa plus”, sempre relativo alla professionalizzazione e alla qualificazione delle imprese nel settore forestale.

 

Incostituzionalità della legge istitutiva dell’Ato della Provincia di Savona

Andrea (Movimento 5 Stelle) con un’interpellanza, sottoscritta dall’intero gruppo, ha ricordato che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi alcuni articoli della legge regionale 23 settembre 2015, n. 17 con cui era stato costituito, nel territorio della provincia di Savona, un terzo ambito territoriale ottimale (ATO) di dimensione sub-provinciale. Salvatore ha chiesto alla giunta perché si sia «costituita tardivamente in giudizio, determinando la dichiarazione di inammissibilità, da parte della Corte Costituzionale, delle difese prodotte» e come intenda procedere, alla luce di quanto emerso dalla sentenza della Corte Costituzionale che, in particolare, ha escluso la possibilità di esercitare in via legislativa una funzione amministrativa regionale.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla tutela del territorio Giacomo Giampedrone il quale ha ricordato che una nota del 24 febbraio del presidente della giunta al presidente del Consiglio spiegava che i motivi del disguido tecnico relativo alla costituzione in giudizio sono da ricondurre ad una consegna in ritardo da parte del corriere presso gli uffici romani della Regione del plico con tutta la documentazione necessaria. L’assessore ha spiegato che, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, torna in vigore la norma antecedente, ma, ricordando che la legge 17 era stata approvata con ampio consenso dal Consiglio regionale, ha dato ampia disponibilità per riavviare un percorso nelle competenti commissioni consiliari che tenga conto dei rilievi della Corte Costituzionale.

 

Trasferimento in “comando” del laboratorio di genetica dal Galliera al Gaslini

Sul possibile trasferimento del laboratorio di genetica dal Galliera al Gaslini sono state presentate un’interpellanza ed un’interrogazione da Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ed un’interrogazione da Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&Libera-MENTE Liguria)

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta dall’intero gruppo, con la quale ha ricordato che il 5 luglio scorso si è svolto un incontro sindacale con i vertici dell’ospedale Galliera, sul trasferimento al Gaslini entro il 31 luglio del laboratorio di Genetica, «patrimonio della ricerca ligure, nonché centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale». Il consigliere ha rimarcato che giovedì 13 luglio si è verificata una sostanziale retromarcia da parte dei due Enti, seguìto dalla decisione di rinviare il trasferimento in comando dopo il periodo estivo. Salvatore ha chiesto alla giunta se è a conoscenza che il Gaslini e il Galliera «stessero operando in autonomia occupandosi di una funzione decisionale di competenza della Regione» e i motivi per i quali questo trasferimento in comando non sia stato oggetto di atti ufficiali degli organi competenti.

L’interrogazione presentata dallo stesso consigliere è di analogo contenuto e riguarda le eventuali spese del trasferimento al Gaslini, in particolare per il rinvio del trasloco e il relativo blocco temporaneo dei lavori.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&Libera-MENTE Liguria) ha ricordato che da quasi due anni si parla del potenziale trasferimento del polo di genetica, senza che vi sia mai stato un atto formale. Pastorino ha evidenziato che in questi giorni al Galliera è stato prodotto un cronoprogramma da parte del responsabile della Genetica in cui si prevede la graduale chiusura delle attività per riaprirle, probabilmente alla fine di luglio, al Gaslini. Il consigliere ha rimarcato: 32 persone dovranno transitare “in comando” presso l’Istituto e sono suddivise fra 15 biologi (di cui 2 contrattisti), 15 tecnici (di cui 2 contrattisti), 1 amministrativo e 1 medico responsabile della struttura che, trattandosi di dirigente con rapporto fiduciario, non potrà essere mandato in comando. Pastorino ha chiesto alla giunta quali garanzie sono previste per il piano occupazionale e di trasferimento dei lavoratori.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha spiegato: «L’operazione di riallocazione di attività tra enti del sistema è un’operazione di qualità e efficientamento del sistema, coerente anche con la base normativa alla quale ci dobbiamo attenere». Viale ha assicurato che la Regione era informata del progetto e ha ricordato tutte le note informative e ufficiali, da aprile a luglio, inviate dai due enti all’assessorato« e la Regione – ha aggiunto – ha espressamente condiviso le scelte. Il trasferimento è stato oggetto di specifici incontri sia con il personale interessato sia con le rappresentanze sindacali già a partire dall’anno 2015». Viale ha sottolineato: «Questa iniziativa è portata avanti da tempo e finalmente trovava una sua definizione». L’assessore ha illustrato il quadro normativo regionale e nazionale in cui si inserisce l’operazione: «L’utilizzo della struttura, delle risorse organizzative e di personale viene disciplinato nella convenzione o nella concessione». L’assessore ha specificato che i due enti hanno concordato che per il personale del Galliera si procederà mantenendo la dipendenza dall’ospedale Galliera, mentre l’apporto di servizio intercorrerà con l’Istituto Gaslini. Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione Viale ha spiegato che questi rientravano già in un’azione programmatica del piano attuativo dell’istituto e che gli adeguamenti finali sono stati effettuati per un’adeguata collocazione del laboratorio di genetica, ma rappresentano esclusivamente una necessità di destinazione e non una ristrutturazione.

 

Posti letto di area medica nel presidio ospedaliero del Levante (ASL5)

Francesco Battistini (Rete a Sinistra & Libera-MENTE Liguria) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo Gianni Pastorino, con il quale ha ricordato che nel maggio scorso il direttore generale dell’Asl 5  ha deliberato di istituire 24 posti letto in più in area medica per far fronte alle crescenti necessità legate alle emergenze influenzali avvenute tra il dicembre 2016 ed il febbraio 2017. Il consigliere ha spiegato che i posti letti presso il San Bartolomeo di Sarzana sono stati così ripartiti: 5 in medicina,  1  in geriatria e 12 in chirurgia. Battistini ha chiesto alla giunta se siano sufficienti i nuovi  24 posti letto di area multidisciplinare, soprattutto in relazione alla chiusura di 18 posti letto sull’intero ospedale San Bartolomeo e quali valutazioni sono state fatte nell’apertura di soli 14 letti di area medica multidisciplinare e 10 di cure intermedie, oggi peraltro presenti, per il bacino di utenza afferente alla ASL5 presso il nosocomio di Levanto.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha spiegato che l’apertura di 10 posti letto di cure intermedie presso l’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, in aggiunta agli esistenti 15 posti di cure intermedie  presenti a Levanto, consente  con 25 posti letto totali la possibilità di accoglienza in continuità assistenziale di un maggior numero di pazienti, garantendo  un turn over più rapido di dimissioni, sia dall’area medica, sia dall’area chirurgica. Viale ha aggiunto che la perdita di 6 posti letto di degenza della medicina di Sarzana non è stata penalizzante  ma, al contrario, ha consentito l’applicazione di un modello che migliora la qualità assistenziale ai  pazienti,  in quanto la riorganizzazione strutturale dell’area medica  ha consentito  di restituire alla medicina 6 posti di day hospital, favorendo il turn over dei pazienti  in dimissione da degenza ordinaria a degenza in day hospital. Viale ha chiarito che i 14 posti letto della struttura multispecialistica non sono attribuiti a medicina, geriatria e pneumologia, ma vengono utilizzati per un percorso assistenziale personalizzato sul paziente.

 

Ristrutturazione alcuni reparti dell’ospedale  spezzino “Sant”Andrea”

Sulla ristrutturazione e ricollocazione di alcuni reparti dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia sono state presentate due interrogazioni da Francesco Battistini (Rete a Sinistra & Libera-MENTE Liguria), sottoscritte anche dall’altro componente del gruppo Gianni Pastorino.

Battistini  (Rete a Sinistra & Libera-MENTE Liguria) ha chiesto secondo quali valutazioni i locali posti al piano terra del padiglione 5 sono stati adibiti alla chirurgia generale (oggi collocata nel padiglione 6)  invece che all’ortopedia-traumatologia, come preventivato prima dell’inaugurazione del nuovo reparto. Battistini ha chiesto, inoltre, se corrisponde al vero il fatto che il fondo economico previsto per la ristrutturazione dell’ortopedia-traumatologia non verrà più impiegato per eseguire i lavori strutturali,ma sarà destinato ad acquistare attrezzature per la chirurgia generale.

Nella seconda interrogazione Francesco Battistini ha chiesto alla giunta «come si intenda procedere per ristrutturare il  reparto  di ortopedia-traumatologia, che non è a norma ed è strutturalmente indecente, limitando le spese per i traslochi e senza creare disagi per i pazienti». Battistini ha chiesto con quali tempistiche verranno avviati i lavori di ristrutturazione.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha spiegato che i locali posti al piano terra  del padiglione 5, originariamente  destinati all’ortopedia traumatologia,  sono stati destinati alla chirurgia  generale, oggi posta al padiglione 6, in quanto l’Azienda ha ritenuto di collocare tale reparto vicino alle nuove sale operatorie per evitare gli spostamenti dei pazienti. Il piano di investimenti per l’anno 2017 non prevede interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria relativamente al reparto di ortopedia. Nel programma di investimenti 2018-2020 l’Azienda rende disponibili risorse economiche per fare fronte ad interventi non strutturali in quanto l’Azienda ha valutato  che, nelle more della messa in funzione del nuovo ospedale della Spezia, non sia economicamente vantaggioso  impegnare risorse nella ristrutturazione  complessiva di reparti in quanto nel breve tempo di utilizzo del reparto non verrebbe ammortizzata la spesa. L’assessore ha, infine, elencato alcuni interventi (miglioramento delle condizioni microclimatiche, sistemazione dei controsoffitti e dei servizi igienici ecc) che Asl 5  prevede di realizzare prima della stagione estiva 2018 per migliorare le condizioni del reparto di ortopedia–traumatologia..

 

Riduzione dell’orario di apertura dello sportello del cup di Albisola Superiore

Luigi De Vincenzi (Pd) con un’interrogazione, sottoscritta anche da un altro componente del gruppo Giovanni Lunardon, ha chiesto alla giunta quali siano stati i criteri valutativi che hanno portato alla scelta di ridurre l’orario di apertura del CUP di Albisola Superiore e quali siano ad oggi le possibilità di assegnazione di nuovo personale allo sportello in oggetto per permettere il ripristino dell’apertura completa.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha premesso che nel periodo estivo si assiste ad una diminuzione fisiologica delle prenotazioni e ad una riduzione degli operatori in servizio, a causa dei periodi di ferie. L’assessore ha, quindi ,rimarcato che esistono diverse modalità per garantire comunque il servizio di prenotazione, molto agevoli per i cittadini, e altre saranno garantite a breve. Viale, fra l’altro, ha ricordato che il servizio può essere effettuato ad esempio, dalle farmacie territoriali o direttamente dagli specialisti ambulatoriali. Tra breve, inoltre, ci sarà la possibilità di utilizzo di totem che consentono la prenotazione ed il pagamento del ticket ed il sistema via web.

 

Ipotesi di un presidio sanitario nel Quartiere Ca’ Nuova di Genova

Giovanni Lunardon(Pd) con un’interrogazione, sottoscritta anche da un altro componente del gruppo Sergio Rossetti, ha chiesto alla giunta di attivare un presidio sanitario nel quartiere genovese Ca’ Nuova . Il consigliere ha spiegato che il quartiere «è molto popoloso ed ha condizioni di difficoltà sociali, esacerbate dalla collocazione collinare e sparsa delle abitazioni. La percentuale di popolazione anziana residente nel quartiere è molto consistente – ha aggiunto – e il quartiere è caratterizzato da una carenza di servizi che è andata aumentando negli ultimi anni». Lunardon ha ricordato che il Comitato di Quartiere Ca’ Nuova negli scorsi giorni ha consegnato all’assessore Viale una petizione, firmata da 403 abitanti, per richiedere l’apertura di un poliambulatorio o presidio medico infermieristico di primo soccorso.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha illustrato i servizi che già esistono nell’area del ponente genovese fra cui il polo sanitario presso l’ex ospedale Martinez, la piastra ambulatoriale di Villa de Mari, il polo di via Camozzini e, infine, l’ospedale Evangelico di Voltri. «In considerazione del fatto che le prestazioni e i servizi inclusi nei LEA sono il livello essenziale garantito ai cittadini – ha spiegato – l’attuale numero di attività assicurato fra Voltri, Prà e Pegli si ritiene congruo». Viale ha sottolineato che il Comitato di quartiere aveva chiesto un’area da dedicare ai medici di medicina generale che, però, non può essere considerato un presidio del servizio sanitario nazionale in quanto è uno studio professionale privato. L’assessore si è comunque impegnata a segnalare le istanze del Comitato agli uffici competenti affinché sia organizzato un incontro con i medici di medicina generale.

Istanze dei cittadini interessati dalla realizzazione del Terzo Valico dei Giovi”

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta dall’intero gruppo, in cui ha chiesto alla giunta se è stato preso in considerazione un piano per dotare i Comuni, coinvolti dal cantiere per realizzare la “Linea AV-AC Milano Genova – Terzo Valico dei Giovi”, di servizi di assistenza medica o di primo intervento, «idoneo a sopperire ai possibili problemi viabilistici che potrebbero verificarsi ed a eventuali blocchi del traffico anche per i mezzi di soccorso». Nel documento si ricorda le interruzioni viarie previste per realizzare l’opera «in una zona fortemente urbanizzata e con enormi problemi viabilistici imputabili principalmente al ridottissimo calibro delle viabilità esistenti». Il consigliere ha ipotizzato la congestione stradale della Strada provinciale 4, nel Comune di Ceranesi sottolineando la presenza nel territorio dell’ospedale Gallino di Pontedecimo, della Croce Rossa a Ceranesi e Campomorone, e della Croce Verde a Isoverde e Pontedecimo O.N.L.U.S..

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha ricordato che dal 22 maggio 2017 è attivo un servizio 118 sperimentale in Valle Scrivia, presso l’ex Ospedale Frugone, operativo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 20, oltre quello già presente presso l’ex Ospedale Pastorino. Nel territorio del distretto sociosanitario 10 – ha aggiunto – sono presenti due auto mediche del 118, che nella rete emergenza e urgenza si integrano con le altre auto mediche operative su tutto il territorio della città metropolitana. «Nel caso di eventuali blocchi della viabilità – ha aggiunto – è sempre presente l’elisoccorso coordinato dalla centrale operativa 118. Il responsabile dell’emergenza regionale 118, inoltre, ha redatto un piano “Gestione delle emergenze sanitarie per il cantiere del terzo valico” per sopperire ai possibili problemi viabilistici, che potrebbero verificarsi, ed eventuali blocchi di traffico».

 

Più sicurezza per i giochi dell’infanzia nei Comuni

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione, presentata da Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritta dagli altri componenti del gruppo, che chiede alla giunta di intervenire presso i Comuni affunchè vengano sensibilizzati per garantire più sicurezza dei giochi per l’infanzia installati sul territorio. Nel documento si ricorda che queste attrezzature e i loro componenti devono essere sottoposti a regolari ispezioni e manutenzioni.

L’assessore alla sicurezza Sonia Viale ha proposto alcuni emendamenti che sono stati accolti dal consigliere proponente.

 

Sulla gestione della Riserva Naturale Statale “Agoraie di Sopra e Moggetto”

Il Consiglio regionale ha approvato con 21 voti favorevoli e 4 astenuti (Mov5Stelle) la mozione, presentata da Luca Garibaldi (Pd), che impegna la giunta «a sostenere modifiche a livello normativo per consentire che l’Ente Parco Regionale dell’Aveto possa esercitare la tutela e la gestione della “Riserva Nazionale Statale delle Agoraie di sopra e Moggetto”, vista la particolare collocazione della Riserva all’interno del Parco e nel SIC, che consentirebbe una gestione più diretta e più semplice». La riserva «riveste un grandissimo “appeal” per il turismo naturalistico – ha aggiunto – ma l’attuale conduzione non ne consente un’adeguata tutela e fruizione, prevedendo durante le visite la presenza di personale del Corpo Forestale dello Stato e, dal 1° gennaio 2017, dei Carabinieri Forestali mentre il Parco dell’Aveto, fin dal suo insediamento, ha inserito tra i propri obiettivi la possibilità di poter gestire direttamente la Riserva delle Agoraie, area di notevolissimo pregio naturalistico e paesistico localizzata proprio al centro dell’Area Protetta».

Nel dibattito sono intervenuti Marco De Ferrari (Mov5Stelle), l’assessore all’Agricoltura e all’entroterra Stefano Mai.

 

Giardino Botanico di Pratorondanino:

Il Consiglio regionale ha respinto con 14 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 12 favorevoli (minoranza) la mozione, presentata da Sergio Rossetti (Pd), e sottoscritta dal collega di gruppo Valter Ferrando, che impegna la giunta a trovare nel proprio bilancio, in fase di assestamento 2017, 15 mila euro «per permettere in maniera continuativa la prosecuzione regolare del progetto Pratorondanino, non toccando i Fondi Europei finalizzati a tutti gli altri progetti, vecchi e nuovi, rivolti ad un entroterra spesso dimenticato, essendo l’area tutelata di Pratorondanino e il suo Giardino Botanico, di competenza regionale e non più della ex Provincia nonché della Città metropolitana». Il consigliere ha rilevato: «La Regione non ha avviato alcun percorso alla ricerca di finanziamenti privati, e non ha nemmeno valutato in fase di bilancio preventivo la possibilità di destinare 15mila euro finalizzati al mantenimento continuativo del progetto, ma ha incrementato la spesa corrente per pagare gli interessi del mutuo di 24 milioni di euro per l’acquisto del palazzo di Piazza De Ferrari».

Nel dibattito sono intervenuti Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMente Liguria), Alice Salvatore (Mov5Stelle), Raffaella Paita (Pd), l’assessore all’Agricoltura e all’entroterra Stefano Mai

Assenti: Cavo, Michelucci, Pisani

Quorum: 15 voti

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