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I gialli del Commissario Giannetti alla Corte del Castello di Ameglia

AMEGLIA – Nell’ambito dei numerosi eventi culturali organizzati per l’estate dalla Proloco del Comune di Ameglia, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, nella serata di venerdì 28 luglio alle ore 21,30, presso la suggestiva Corte del Castello di Ameglia, Roberto Bologna, architetto e scrittore, presenta i Gialli del Commissario Giannetti e in particolare l’ultima sua fatica LA FARFALLA CHE UCCISE IL RINOCERONTE. L’ingresso è libero. Durante la serata il poeta e attore lunense, Paolo Devoti, leggerà alcuni passaggi del romanzo.

I romanzi di Roberto Bologna, tutti ambientati nel territorio lunense, con l’antica città di Luni sempre al centro delle principali indagini, corrono su un doppio filo: quello più leggero, che connota il tipico giallo investigativo, dove il Commissario Leonardo Giannetti è chiamato a districarsi in una catena di delitti e indiziati, alla stregua di una vera e propria caccia al tesoro che conduce il lettore a formulare esso stesso ipotesi destinate inevitabilmente a essere ribaltate prima dell’inaspettato epilogo, e quello più profondo, teso a mettere in evidenza i danni che l’uomo, più o meno coscientemente, ha saputo infliggere al nostro territorio, il tutto attraverso la riscoperta di antichi aneddoti, ormai dimenticati, che hanno caratterizzato nel tempo gli storici luoghi della Lunigiana e del Golfo della Spezia.

Nella FARFALLA CHE UCCISE IL RINOCERONTE, dove un rinoceronte morente sembra la metafora della Montagna Sacra delle Apuane, l’indagine del Commissario Giannetti ha il suo punto di partenza in un macabro delitto compiuto la sera del solstizio d’estate nel luogo ancestrale della Farfalla Dorata sui Monti di San Lorenzo sopra le colline di Lerici e si sviluppa intorno al tema delle eccessive escavazioni delle nostre montagne volte a ricavare la preziosa “polvere bianca”. Il romanzo si snoda in continui flash back storici fra presente e passato, dove ai devastanti effetti sull’ambiente, generati da azioni condotte troppo repentinamente dall’uomo, fa eco anche una importante scoperta che sembra definitivamente svelare un antico mistero nascosto in un particolare “simbolo” rinvenuto nel famoso dipinto della Nascita di Venere, che lega indissolubilmente il Golfo dei Poeti alla famosa opera del Botticelli . Ancora una volta la conoscenza del passato sarà la chiave per giungere alla verità, perché, come riporta un passo del romanzo di Roberto Bologna “Il passato non muore mai, è il presente che muore ogni giorno”.