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Presentazione del libro “Uomini nelle gabbie. Dagli zoo umani delle Expo al razzismo della vacanza etnica”

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LA SPEZIA – Venerdì 28 luglio presso il Castello San Giorgio alle ore 21 proseguono le Notti al Castello con la presentazione del libro Uomini nelle gabbie. Dagli zoo umani delle Expo al razzismo della vacanza etnica (Ed. Il Saggiatore, 2015) di Viviano Domenici. Introduce Giacomo Paolicchi, conservatore del Museo Etnografico e co-curatore della mostra “Storie di vite usate. La diversità in mostra” (La Spezia 23 giugno – 24 settembre 2017).

Seguirà la conversazione con l’autore Viviano Domenici, giornalista, responsabile per decenni delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.

Dal 1870 al 1940 l’Europa e gli Stati Uniti celebrarono le magnifiche sorti del mondo occidentale sul palcoscenico delle Esposizioni universali. All’interno delle stesse esposizioni o nei cosiddetti villaggi etnici ricreati accanto ai padiglioni delle meraviglie, andava in scena uno spettacolo angosciante: indigeni armati di lance, donne africane con i bambini al collo, pigmei, eschimesi, indios, tutti esposti perché i bianchi potessero ammirarli o schernirli, sicuri come erano – come, forse, ancora siamo – del primato della razza bianca, del suo diritto a conquistare e dominare i popoli che bianchi non erano. Uno sqallido fenomeno messo in scena col duplice obiettivo di rinsaldare l’idea di superiorità dei bianchi e allo stesso tempo suggerire la necessità di portare la civiltà a popolazioni così evidentemente primitive e selvagge. In sostanza, uno spettacolo intercontinentale funzionale all’espansione del colonialismo, che in settant’anni mise in mostra 35-40.000 individui (molti dei quali morirono) nei recinti degli zoo nelle principali città del mondo. A una prima, superficiale, analisi possono sembrare fatti lontani nel tempo, da cui la nostra società ha ormai preso le distanze. Ma non è così. Il fenomeno ha solo cambiato veste, tanto che molti non si accorgono neppure di alimentarlo: l’ultimo zoo umano risale al 2005 (pigmei esposti nello zoo di Augusta, in Germania), e il cosiddetto turismo etnico – veri safari umani – porta oggi i vacanzieri dei Paesi più ricchi a visitare i villaggi dei “primitivi”, costretti a recitare la parte dei selvaggi, o li accompagna nelle favelas più squallide del pianeta a vedere come vivono gli ultimi della terra, e riportare a casa la prova fotografica dell’avventura vissuta. La stessa logica che traspare da certi programmi televisivi, come Lo Show dei Record, dove l’esposizione di nani, donne barbute e altri individui affetti da gravi patologie diventa oggetto di compiacente paternalismo e di curiosità morbosa che pensavamo relegata agli spettacoli dei circhi dell’Ottocento. Senza mai ritrarsi davanti agli aspetti più sgradevoli e spietati di queste pratiche, anzi affrontandoli con lucidità, Viviano Domenici racconta il lato oscuro delle Esposizioni universali, dell’epoca che le produsse e di una mentalità, tipicamente occidentale e tutt’oggi radicata, che da sempre vede gli Altri come animali da ammaestrare, sudditi da conquistare, selvaggi da civilizzare.

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