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Maggy Bettolla con “Luoghi abbandonati volume 2” alla Corte del Castello di Ameglia

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AMEGLIA – Venerdì 4 Agosto ore 21:30 con ingresso libero, secondo incontro con gli scrittori alla Corte del Castello di Ameglia, organizzato dalla ProLoco e patrocinato dal Comune.

Con “Luoghi abbandonati volume 2”, è il turno di Maggy Bettolla, fotografa amatoriale da anni, che predilige come soggetti delle sue fotografie i luoghi decadenti, gli oggetti smarriti nei cassetti in stato di abbandono e la natura che si riprende i suoi spazi.

Dal 2014 ha esposto le sue fotografie in molte mostre fotografiche ed eventi creando due collezioni intitolate “Paesi Fantasma della Val di Vara: Trascendenze Esili” e “Il Nido in Rovina”.

Ha pubblicato nel dicembre 2015 un libro intitolato “Luoghi Abbandonati tra borghi, castelli e antiche dimore della provincia spezzina” dove ha inserito anche quasi 200 foto oltre ai suoi testi. Nell’ottobre 2016 è uscito il suo secondo libro intitolato “Luoghi abbandonati tra paesi fantasma, chiese, castelli e archeologia industriale dell’Alta Toscana”.

Nel corso degli anni di attività nel settore, l’autrice ha effettuato collaborazioni, alcune tutt’ora in essere con importanti programmi TV, quotidiani, riviste e siti web.

Nel novembre 2016, Maggy Bettolla ha fondato l’associazione culturale Desertis Locis, di cui è il presidente, un progetto che sognava da anni e che finalmente è diventato realtà.

LUOGHI-ABBANDONATI-VOL-2

Il libro apre con la presentazione di Vezio De Lucia, uno tra i più noti urbanisti italiani, che ci ricorda come l’abbandono e lo spopolamento, che già furono studiati sessant’anni fa da Manlio Rossi Doria, siano in progressivo aumento, senza che si faccia nulla per contrastarli. Da decenni «lo spopolamento prosegue inesorabile e se ne parla – inutilmente – ogni volta che queste aree sono devastate da frane, alluvioni, terremoti. Alcuni monumenti – prosegue l’urbanista – luoghi di culto, segmenti di archeologia industriale potranno essere restaurati e riusati ma la maggior parte di essi è destinata a restare rudere e memoria…»

Sono «ruderi e memoria» di grande fascino, quelli di cui racconto guidando il lettore nel percorso con carte e immagini (circa 400) che si distinguono – nota De Lucia – per «l’eccellente qualità di Maggy fotografa e la precisione delle mappe e dei riferimenti topografici (comprese le coordinate Gps) che avrebbero reso felice Antonio Cederna.»

Si scoprono così grazie al libro luoghi impervi, castelli e abbazie millenarie, chiese e cimiteri ormai inghiottiti dalla vegetazione, oppure una cava abbandonata, le cui ferite hanno scolpito il monte in maniera indelebile, o ville con giardini, o interi paesi, alcuni ormai scomparsi dalle carte geografiche, in cui pare quasi di addentrarsi in un sogno senza tempo.

Vi è persino una ferrovia in disuso, con binari, ponti bombardati e gallerie, una delle quali addirittura è stata costruita sotto l’alveo di un fiume e risulta, ad oggi, ancora percorribile. Di particolare interesse i “casi celebri” di Formentara e Fabbriche di Careggine e un “vallone” degli opifici in cui, tra le pagine anche qualche leggenda popolare come quella dei frati cannibali , in un bosco in cui oggi restano alcuni ruderi di grande suggestione e il racconto di una particolare usanza andata perduta: le foto post mortem.

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