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Intitolata a Fabio Gnetti la piazza di Solaro

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L’Ammiraglio si distinse durante la vicenda che portò all’affondamento del cacciatorpediniere “Manin”, durante la Seconda Guerra Mondiale. L’Amministrazione: “Un atto doveroso verso un uomo che si è contraddistinto per coraggio e senso del dovere”.

LERICI – L’Amministrazione comunale di Lerici ha deciso di intitolare la piazzetta ubicata a Solaro all’Ammiraglio Fabio Gnetti, Medaglia d’oro al valore militare, nato a Solaro il 26 marzo del 1915.

«Un atto doveroso nei confronti di un uomo che fu protagonista di un’avventura memorabile, a soli 26 anni – commenta Leonardo Paoletti, Sindaco di Lerici -. L’Amministrazione desidera dare il giusto riconoscimento a una personalità del nostro territorio che si è contraddistinta per coraggio e senso del dovere in una situazione di estrema difficoltà e pericolo. Ricordarlo con una piazza è il minimo che possiamo farlo per ringraziarlo e onorarne la memoria».

Fabio Gnetti era imbarcato in qualità di Sottotenente di Vascello sul cacciatorpediniere “Manin”, nel 1941, quando questo venne affondato da un attacco aereo mentre tentava un’incursione su Porto Sudan durante la Seconda Guerra Mondiale. Trovandosi a essere l’ufficiale più alto in grado egli si trovò, a soli 26 anni, a guidare una scialuppa di 42 superstiti, che condusse in salvo fino alle coste dell’Arabia Saudita, a conclusione di una drammatica navigazione durata sette giorni.

L’impresa gli valse il riconoscimento della Medaglia d’oro al valor militare, che gli fu conferita il 14 settembre 1948.

Continuò a dar prova di coraggio e senso del dovere, tanto da continuare la sua carriera fino alla nomina da Ammiraglio e al riconoscimento di numerose decorazioni al valore militare. Fu insignito di tre Croci al Merito di Guerra, alla Medaglia d’oro di lunga navigazione, al diploma di Patriota della Grande Guerra. Fu inoltre nominato Gran Ufficiale al merito della Repubblica, nonché presidente dell’Istituto al Valor di Marina e della Federazione degli Istituti di valore.

Fino alla morte avvenuta il 14 luglio 2003.

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