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L’Histoire du Soldat un percorso a ritroso tra le due guerre mondiali

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Peppe Servillo, voce recitante, Pathos Ensemble. Sabato 5 agosto, ore 21:30, Villa Agnelli.

LEVANTO – Si terrà sabato 5 agosto la tradizionale serata di musica e recitazione a Villa Agnelli di Levanto, appuntamento principale della XXVI edizione dell’Amfiteatrof Music Festival. L’evento porterà in scena l’Histoire du Soldat, opera da camera composta da Igor Stravinsky nel 1918 su libretto in francese di Charles-Ferdinand Ramuz, nell’interpretazione del celebre cantante e attore Peppe Servillo, affiancato dal Pathos Ensemble, formato da Silvia Mazzon (violino), Tommaso Lonquich (clarinetto) e Marcello Mazzoni (pianoforte). L’interpretazione del capolavoro resa da Servillo, che si ispira in particolar modo al teatro partenopeo, affascina per “la mimica del viso, i movimenti del corpo, la tessitura vocale e le indiscutibili capacità attoriali”.

Stravinsky conobbe Ramuz nell’autunno 1915 in Svizzera, dove il compositore era riparato per le vicende belliche.

Nell’anno finale della Grande Guerra, esule in Svizzera dopo la confisca di tutti i suoi beni a causa della rivoluzione russa, il compositore era privo di ogni mezzo di sostentamento. Per risolvere tali difficoltà economiche Stravinsky e Ramuz decisero di comporre nel 1918 uno spettacolo teatrale da camera, che potesse essere facilmente allestito per la presenza di un limitato numero di strumentisti (clarinetto, fagotto, cornetta a pistoni, trombone, violino, contrabbasso e percussione) e di attori: ciò rappresentò la genesi de L’Histoire du Soldat, ispirata a un racconto di Aleksandr Afanas’ev.

La prima esecuzione avvenne a Losanna il 28 settembre. A sostenere le spese dell’allestimento fu il mecenate Werner Reinhart di Winterthur. Come ringraziamento, Stravinsky gli dedicò l’opera, gli donò il manoscritto e realizzò per lui una Suite dell’Histoire affidata a tre soli strumenti, clarinetto, violino e pianoforte: Reinhart era difatti un buon suonatore di clarinetto.

La prima esecuzione di questa Suite precedette di pochi mesi un’altra Suite da concerto, questa volta affidata all’organico originale ed ebbe luogo l’8 novembre 1919 sempre a Losanna.

La vicenda dell’Histoire du Soldat narra di un soldato che, tornato a casa in licenza, viene blandito dal diavolo il quale gli sottrae il violino in cambio

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di un libro capace di realizzare ogni suo desiderio. In tre giorni tutti i sui sogni si realizzano, ma al risveglio, tornato a casa, si rende conto che sono trascorsi tre anni, sua moglie si è risposata e il suo posto nel focolare domestico è stato rimpiazzato. Ridiventato povero, il soldato riprende il cammino del profugo, giunge nel regno governato da un re la cui figlia malata sposerà chi sarà capace di guarirla. Con il suo violino, riconquistato al diavolo con uno stratagemma, seduce la principessa che, danzando un tango, un valzer e un ragtime, cade fra le sue braccia. Il tradizionale lieto fine viene tuttavia rovinato dal diavolo che reclama il violino e l’anima del soldato come stabilito dal patto, portandoselo via con una marcia trionfale.

Il fulcro dell’opera risiede nell’eterno motivo faustiano del patto col diavolo, tema sempre attuale, come ebbe ad annotare lo stesso Stravinsky:

«Il nostro soldato nel 1918 fu capito in modo molto preciso come vittima del conflitto mondiale allora in atto, nonostante la neutralità dello spettacolo per altri aspetti. L’Histoire du soldat resta il mio unico lavoro teatrale con un riferimento al mondo contemporaneo».

Nell’Histoire du Soldat l’influenza della musica jazz riveste una notevole importanza nella definizione del suo particolare linguaggio. Così Stravinsky descrisse il suo fruttuoso idillio con il jazz:

«La conoscenza che io avevo del jazz derivava soltanto da letture occasionali di fogli pentagrammati di questa musica. Non avendo mai potuto ascoltare il jazz improvvisato o suonato dal vivo, ero però in grado di assimilarne lo stile ritmico, così com’era scritto pur se non come veniva eseguito. Ero in grado di immaginarmi il suono del jazz, comunque, o almeno mi compiacevo di pensarlo. Il jazz significava comunque un insieme di sonorità del tutto nuove nella mia musica, e L’Histoire segna la mia definitiva rottura con la produzione della scuola sinfonica russa».

“Mattatore” della serata sarà Peppe Servillo, voce degli Avion Travel dal 1980, la cui rivisitazione dell’Histoire è stata già acclamato in numerosi teatri italiani tra cui il San Carlo di Napoli. In circa trent’anni, assieme al suo gruppo, ha pubblicato numerosi album conquistando importanti riconoscimenti. Nel 1998 gli Avion Travel hanno partecipato al Festival di Sanremo con la canzone Dormi e sogna, vincendo il premio

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della critica e il premio della giuria di qualità come miglior musica e miglior arrangiamento. Nel 2000 il gruppo ha trionfato a Sanremo con il brano Sentimento, oltre ad aggiudicarsi il premio della giuria di qualità per la musica e l’arrangiamento. Nel 2011, accompagnato dall’orchestra Roma Sinfonietta, Servillo è stato voce recitante dell’Histoire du Soldat di Stravinsky, della quale ha anche curato l’adattamento in napoletano. Nel 2014, oltre a continuare la propria attività di cantante ed attore teatrale, ha partecipato nel ruolo di Ciro Serracane nel film dei fratelli Manetti, Song ‘e Napule, vincitore di numerosi premi quali David di Donatello, Nastro D’argento e Globo d’oro.

Peppe Servillo incontrerà a Villa Agnelli il Pathos Ensemble, terzetto di straordinari solisti che vantano tutti curriculum di elevatissimo livello.

La serata vedrà, accanto alla messa in scena de l’Histoire du Soldat, la lettura di un estratto da un’intervista realizzata al pianista napoletano Sergio Fiorentino, nonché di un estratto da Napoli 44, il racconto autobiografico di Norman Lewis sulla città partenopea, della quale è originario Servillo, trasformata dalla guerra mondiale in un immenso mercato nero.

Proprio la tragedia di entrambe le guerre mondiali, secondo le narrazioni di Stravinsky e Lewis, tra fantasia e cruda attualità, rappresenta il tema portante dell’evento a Villa Agnelli, il quale sarà completato dall’esecuzione del Preludio in do diesis minore, op. 3, n. 2 di Rachmaninov e l’Andante in la minore, primo degli Otto pezzi per clarinetto, viola e pianoforte op. 83 di Max Bruch.

Per il concerto è richiesta la prenotazione presso l’Ufficio Informazioni Turistiche di Levanto (tel. 0187 808125). La prenotazione del concerto è

  • pagamento, al costo di € 10.

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