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Sao Tomè e Principe, secondo la rivista “Dove”, è uno dei dieci viaggi da fare una volta nella vita

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Giorgio Pagano: il futuro delle isole è nell’ecoturismo.

MASSAROSA – Giorgio Pagano ha presentato a Massarosa, nell’Antico Opificio La Brilla, Porta del Parco Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli, il suo libro “Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo”. La presentazione è avvenuta all’interno degli eventi organizzati dal Comitato promotore in occasione del 70° anno dalla nascita del Premio Letterario Massarosa. Dopo gli interventi di Franco Mungai, Sindaco del Comune di Massarosa, e di Enrico Cecchetti, presidente di EuroAfrican Partnership, ha preso la parola l’autore. Pagano è partito da una notizia appresa proprio dal Sindaco Mungai: secondo il numero di agosto della rivista “Dove” il viaggio a Sao Tomé e Principe è uno dei “10 viaggi da fare una volta nella vita”. Il titolo dell’articolo è “Il tempo si è fermato”. Il sottotitolo: “Spiagge tropicali, foreste immense, pochissimi resort. E le piante da cui nasce il cioccolato migliore del mondo. Le isole di Sao Tomé e Principe sono un dono della natura. Dove perdersi”. “E’ una notizia che riempie di soddisfazione chi, come me, ha lavorato al Piano di sviluppo sostenibile del Distretto di Lembà, in piena collaborazione con i Governi nazionale e locale e con le associazioni della società civile”, ha detto Pagano, che ha ricordato il messaggio chiave del suo lavoro di cooperante nelle isole: “O futuro nao è o petroleo, mas a natureza” (“Il futuro non è il petrolio, ma la natura”). Il Piano, ha aggiunto, “ha modificato la strategia del Governo per il Distretto, che si fondava su insediamenti industriali e portuali, per puntare sul turismo sostenibile: l’ecoturismo che rispetta l’ambiente e l’identità dei luoghi e ha come interlocutore privilegiato il turista ‘attivo’, esploratore e amante della natura, della cultura, della gastronomia, della vita comunitaria dei luoghi”.

Pagano ha così proseguito: “A Sao Tomé e Principe ho imparato che la partecipazione comunitaria delle popolazioni locali è un fattore decisivo dello sviluppo dell’ecoturismo. Due anni fa è nata la ‘Plataforma do turismo responsavel e sustentavel’: un’associazione che raduna oltre 50 associazioni, ong, comunità e imprese. La ‘Plataforma’ si è dotata di un fondo, che serve per promuovere le attività: gestione del Parco naturale, manutenzione dei sentieri, informazione e marketing turistico, formazione delle guide… Un esempio di gestione comunitaria di un bene comune, che vuole supplire alla carenza di risorse pubbliche, umane e finanziarie. Una sfida anche alla partecipazione di capitali privati, disponibili a investire nell’ecoturismo. A Sao Tomè e Principe partecipano alla ‘Plataforma’ anche imprese, locali e straniere, che hanno investito molto nell’ecoturismo, con buoni ritorni. E’ la prova che si deve tornare ai territori per ritrovare estro e competitività: ripartire dal capitale territoriale e dalla resilienza del locale nell’epoca della finanziarizzazione dell’economia e dei flussi globali. Non ci salveranno gli emiri o i cinesi ma le virtù civiche, i saperi e le imprese che si fondano sul capitale sociale e la coscienza dei luoghi. A Sao Tomè come nel nostro Paese”.

Alla “Brilla” è stata inoltre inaugurata la mostra fotografica connessa al libro, presentata dal critico Giovanna Riu, che sarà visitabile fino a domenica 3 settembre.

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