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L’ avversaria – Palermo: nobile decaduta alla ricerca della propria identità

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In tanti si chiedono quale sarà il destino dei rosanero, neo retrocessi e orfani di una guida societaria. Nonostante le palesi difficoltà, la squadra oggi in mano a Mister Tedino, appare comunque tra le più temibili del campionato cadetto.

LA SPEZIA – Delusa, sedotta e abbandonata: non sembra esserci pace per la Città di Palermo, reduce, non solo da una scottante retrocessione, ma dai tira e molla societari che hanno visto l’ex Iena Baccaglini e l’immortale Zamparini contendersi lo scettro della proprietà.

Tra guardia di finanza e cordate americane interessate all’acquisto, resta comunque la rabbia di una piazza che chiede a gran voce il riscatto dentro e fuori dal campo. E se Frank Cascio, amico intimo della star Micheal Jackson, resta in stand by tra un procedimento burocratico e l’altro, a Mister Bruno Tedino l’arduo compito di far tornare a sognare i tifosi del Barbera.

Arrivato dal Pordenone e dalla sfortunata semifinale play off persa ai rigori contro il Parma, l’ex selezionatore dell’ Italia under 16 e 17, si affaccia per la prima volta in un grande e di certo non semplice palcoscenico quale il campionato cadetto.

Idee comunque chiare per il tecnico trevigiano classe ’64, che sembra aver già impresso ai propri ragazzi un’idea di calcio solida e soprattutto offensiva: fautore del 4-3-1-2, Tedino ha superato brillantemente il primo step in Coppa Italia, rifilando ben cinque reti alla Virtus Francavilla, salvo poi uscire a testa alta, sempre ai calci di rigore, contro il ben più ostico Cagliari.

Del resto, la rosa palermitana è sulla carta tra le più accreditate per il salto verso la massima serie, potendo contare su numerosi big che hanno deciso di sposare la causa rosanero, nonostante la bocciatura della scorsa stagione: su tutti il macedone Nestorovsky che, salvo ribaltoni di mercato, guiderà l’attacco siciliano al fianco di Trajkosky, altro reduce. Insieme a loro, anche i difensori Cionek e Aleesami, nonchè i centrocampisti Morganella, Chochev e Jajalo, affiancati da nuovi arrivi Bellusci e Coronado.

Guai, però, a dare per scontata un’annata che si preannuncia bollente per i siciliani, legati ad un destino societario incerto e più che mai confuso. Le preghiere a Santa Rosalia, siamo certi, aumenteranno a dismisura, nella speranza che tutto cambi affinchè cambi realmente qualcosa. Gattopardismi a parte.

Andrea Licari

 

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