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Scavi, nuove norme assurde anche solo per una buca

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La rabbia di Confartigianato Costruzioni.

LA SPEZIA – Prima di scavare una buca, anche di un solo metro cubo, l’impresa dovrà avvertire 15 giorni prima il comune competente e l’Arpal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente ligure. La nuova norma (Dpr n. 120) nata da un chiarimento del Ministero dell’Ambiente ed entrata in vigore il 22 agosto 2017 fa infuriare Paolo Figoli, presidente di Confartigianato La Spezia e presidente degli edili spezzini: «Ogni volta che chiediamo di semplificare la normativa ci troviamo in risposta una complicazione nuova. La ratio originale doveva essere quella di individuare requisiti generali affinchè terre e rocce da scavo generate in cantieri di piccole dimensioni fossero qualificati come sottoprodotti da riutilizare e non come rifiuti. Spesso la politica si dimostra sorda rispetto alle esigenze delle piccole e medie imprese edili, un preavviso di 15 giorni non è conciliabile con i tempi del lavoro reale».

Il presidente Figoli in ogni occasione ricorda che il settore delle costruzioni sta ancora pagando la crisi dal 2008. «Hanno chiuso centinaia di imprese ma continua la politica dei lacci e lacciuoli. Questo nuovo adempimento è un regalo del Ministero dell’Ambiente che appesantisce procedimenti e costi, l’azienda sarà anche costretta a pagare le ulteriori analisi e i controlli predisposti in caso di verifica, anche se quest’ultima dovesse dare esito negativo”. Una legge che di certo non favorirà l’edilizia già in crisi. In Liguria le costruzioni contano 21.416 microimprese artigiane di cui 2.250 alla Spezia. Indirettamente purtroppo secondo l’Associazione di via Fontevivo sono norme che continuano a favorire chi opera nell’illegalità, anziché chi continua a lavorare nel settore con professionalità e correttezza.

«In una situazione dove i pochi lavori che ci sono – prosegue Figoli – vengono commissionati qualche giorno prima, se non con un unico giorno di preavviso, essere vincolati a tempistiche così stringenti significa soffocare ancor di più il settore e le aziende». Altro punto contestato da Confartigianato Costruzioni riguarda il dimensionamento dei cantieri: «Il decreto considera piccoli “piccoli” quelli con una produzione di terra e/o roccia fino a 6 mila metri cubi. Questo significa che dallo scavo di un’abitazione ad uno stralcio della Variante Aurelia, tutto è cantiere di piccole dimensioni», conclude Figoli, «sarebbe stato meglio prevede una fascia di microcantieri esonerata». Confartigianato scriverà stamani al Ministero dell’Ambiente e agli enti preposti per cercare di modificare tale normativa.

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