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Il vescovo a Velva

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NOTIZIE DELLA DIOCESI.

LA SPEZIA – Martedì prossimo 29 agosto si celebra la festa della Madonna della Guardia, la cui devozione, sorta a Genova nei secoli scorsi, è molto sentita anche nel Levante della Liguria. Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti celebrerà martedì mattina la Messa solenne delle 11 al santuario di Nostra Signora della Guardia a Velva. Il santuario ha la caratteristica di sorgere proprio al confine tra la diocesi di Chiavari e quella della Spezia – Sarzana – Brugnato: la parte prevalente è infatti in comune di Castiglione Chiavarese (Genova), la restante in comune di Maissana (La Spezia). Per consuetidine la Messa solenne viene presieduta dal vescovo di Chiavari, ma quest’anno Palletti ha accolto l’invito del confratello Alberto Tanasini, convalescente, a sostituirlo. In diocesi si tengono celebrazioni importanti a Molicciara, comunità che durante la guerra venne salvaguardata dai bonbardamenti a seguito di un voto alla Madonna della Guardia, e nel piccolo santuario del Vignale, che domina Spezia dalla collina sopra Pegazzano.

INSEGNANTI DI RELIGIONE ALLA SCUOLA DI DON MILANI
Nell’anno che ha visto Papa Francesco recarsi a Barbiana, nei luoghi dell’attivtà pastorale ed educativa di don Lorenzo Milani, proprio all’”Attualità del pensiero pedagogico di don Milani” sarà dedicato, a settembre, il consueto corso di aggiornamento e di formazione permanente per gli insegnanti di Religione cattolica della diocesi della Spezia – Sarzana – Brugnato. Il corso, organizzato dall’ufficio diocesano Scuola ed educazione, in collaborazione con l’Istituto superiore di scienze religiose “Niccolò V”, si svolgerà quest’anno da sabato 9 a martedì 12 settembre, e verrà aperto da un intervento introduttivo del vescovo Luigi Ernesto Palletti. Come luogo di svolgimento del corso è stato confernato il salone multimediale “San Francesco di Sales” di Tele Liguria Sud, nei pressi della cattedrale di Cristo Re alla Spezia. Ci sarà possibilità di parcheggio per le auto. Le relazioni di base saranno effettuate da don Aldo Basso, della diocesi di Mantova, già consulente ecclesiastico nazionale della federazione delle scuole materne cattoliche e docente presso varie istituzioni cattoliche. Nel corso dei lavori sono previste anche attività di gruppo per approfondire le tematiche svolte nelle diverse relazioni.

L’incontro del clero
Come già preannunciato, si tiene giovedì 31 agosto a Cassego, nella casa “San Pio X”, l’incontro dei sacerdoti e dei diaconi della diocesi. L’incontro, aperto dal vescovo Luigi Ernesto Palletti – che presiede poi la concelebrazione della Messa – sarà dedicato al pensiero mistico della beata Itala Mela.Tratterà il tema dom Bernardo Gianni, abate dei benedettini olivetani di San Miniato al monte a Firenze. Durante l’incontro, organizzato dal seminario nel corso della sua tradizionale settimana estiva di Cassego, saranno festeggiati i sacerdoti diocesani più anziani e quelli per i quali ricorrono quest’anno ricorrenze importanti del loro ministero.

Corsi per fidanzati
Sono in distribuzione nelle parrocchie della diocesi le locandine e i pieghevoli con il programma degli incontri zonali per la preparazione al matrimonio. Gli incontri sono organizzati dall’ufficio diocesano per la Famiglia, diretto da don Roberto Poletti, e si svolgono per cicli. Il primo ciclo sarà a settembre nella zona del Golfo, che comprende i comuni della Spezia, di Lerici, di Porto Venere e di Vezzano Ligure. Gli incontri di questo ciclo si tengono il sabato alle 18, a partire dal 9 settembre, presso le opere diocesane di via Malaspina, alla Spezia. Per informazioni, telefonare ad Anna o Sandro Salvatori, tel. 0187.770950.

DON GIOVANNI AL TRAGUARDO DEI 104 ANNI
Con i suoi novantasei anni, è don Renato Strusi, canonico della concattedrale di Sarzana, il decano del clero della diocesi: nato nel 1921 ed ordinato nel 1944 (ultimo dei sacerdoti viventi ordinato in tempo di guerra), sarà ricordato con affetto giovedì prossimo a Cassego, nel corso dell’incontro annuale del clero. C’è però un altro sacerdote che, pur non risultando come appartenente alla diocesi, vi ha svolto per un trentennio il ruolo di parroco, e che ha compiuto proprio nei giorni scorsi la veneranda età di centoquattro anni. Si tratta di don Giovanni Dalla Mora, religioso della congregazione del beato Orione (”orionini”), nato il 16 agosto 1913 ed ordinato sacerdote, già in età adulta, nel 1953. Assegnato alla comunità di Ortonovo Alto, nell’attuale comune di Luni, don Giovanni fu parroco della parrocchia di Casano San Giuseppe dal 1978 al 2008, quando si ritirò a novantacinque anni compiuti. Svolse inoltre incarichi pastorali anche nelle parrocchie vicine. Dal 2008 ad oggi è ospitato, con altri confratelli, nella casa “Don Orione” di Trebaseleghe, in provincia di Padova, non lontano dalla natìa terra bellunese. Proprio a Trebaseleghe più volte si sono recati a incontrarlo, con grande amicizia, gruppi di suoi parrocchiani di un tempo, mentre lui è tornato ancora una volta a Casano nel 2013. Don Dalla Mora è stato il primo sacerdote orionino a superare i cento anni di età, e adesso, ancora in discrete condizioni di salute, ne ha compiuti centoquattro. Il giorno precedente il suo compleanno, nella solennità dell’Assunta, ha ancora concelebrato la Messa (come si vede nella foto qui sopra) in occasione della professione perpetua di fratel Alberto Berio, un orionino nato e formatosi a Genova. A don Giovanni inviamo dunque, sia pure con un leggero ritardo, gli auguri più cordiali per questo suo nuovo ed ulteriore traguardo, sempre da lui vissuto “ad maiorem Dei gloriam”: “Ad multos annos !” …

VACANZE DIVERSE
di Giuseppe Savoca
«Viaggiatori sulla terra di Dio»: è questo il tema scelto dai vescovi italiani per la dodicesima giornata per la Custodia del creato, che verrà celebrata a livello nazionale domenica prossima a Gubbio. Nelle singole diocesi, compresa quella della Spezia – Sarzana – Brugnato, ci saranno eventi successivi, anche in una dimensione ecumenica. Si può dire però che, in qualche modo, la dimensione spirituale e insieme culturale di questa giornata, sottolineata negli ultimi anni dalle riflessioni suggerite dall’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, ha accompagnato tutte le attività pastorali ed educative del periodo estivo. Ci riferiamo, in primo luogo, all’intensa attività del “centro San Pio X”, ovvero la casa estiva diocesana di Cassego, in alta Val di Vara. Nei due mesi passati sono stati diverse centinaia i giovani e i ragazzi ospiti del centro per i tradizionali campi estivi, alternati con presenze di singoli gruppi o di singole parrocchie. Ad accoglierli ed a seguirli nell’organizzazione dei soggiorni, una fitta schiera di volontari e di volontarie, spesso già partecipanti ai campi estivi degli anni precedenti. Insieme agli educatori, hanno potuto fare in modo – in un’estate che ha sempre invogliato alle passeggiate ed alle escusioni nel cuore della natura – che, per gli ospiti di Cassego, l’espressione di Francesco nella sua enciclica, “Suolo, acqua, montagne: tutto è carezza di Dio” potesse davvero divenire esperienza vissuta. Ma non c’è stato solo Cassego. Alcuni gruppi associativi e parrocchiali hanno organizzato soggiorni estivi fuori diocesi, altri in località diverse del territorio diocesano. Come ad esempio gli scout del gruppo “Lerici 1”, che nelle settimane scorse hanno sistemato le loro tende nelle radure di San Bernardo di Campore, nei monti del comune di Maissana al confine tra Spezia e Genova, partecipando poi alle celebrazioni in onore del santo insieme alle comunità locali: sono state giornate a contatto con la natura, con i suoi segreti e con le sue meraviglie, così come con le sue difficoltà. Nel segno di uno “spirito” sempre più forte.

RIAPRE L’IMPAVIDI
Quella di martedì è una giornata importante per la città di Sarzana. Riapre infatti i battenti, con uno spettacolo di lirica dedicato a Maria Callas, lo storico teatro degli “Impavidi”, chiuso ormai da diversi anni per lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza. I “media” locali stanno dando dunque giusta attenzione ad un evento atteso da tempo, richiamando il ricordo di quegli otto “accademici impavidi” che, tra il 1807 e il 1808 (allora si fece tutto in appena un anno !), realizzarono l’opera, come riporta una targa marmorea nell’ingresso, “fingendis moribus, relaxandis animis, virtutibus emulandis”, ovvero – dichiarando apertamente un intento non di puro divertimento ma, a loro modo, “educativo” – “per mettere in scena i costumi, per rilassare gli animi e per proporre modelli di virtù”. Molto di meno viene invece ricordata l’istituzione che, per circa quattrocento anni, sorse in quel luogo, e le cui strutture vennero poi trasformate, in epoca napoleonica, in quelle del teatro. Ci riferiamo al convento sarzanese dei frati Domenicani, il secondo nella storia religiosa e civile della città. Il primo convento sorgeva infatti dalla parte opposta, al di fuori di quella che era chiamata “porta San Domenico”, più o meno presso l’attuale piazza San Giorgio, e la sua fondazione viene collocata all’inizio del Trecento da storici e ricercatori quali Clinio Cottafavi ed Ennio Callegari. Un secolo dopo, divenuta la città murata e “chiusa” all’esterno per ragioni militari, il convento venne spostato dove appunto oggi sorge il teatro. Doveva essere un complesso molto vasto, con un ampio terreno coltivato posto quasi dirimpetto alla fortezza della Firmafede, lo stesso che oggi – divenuto il “campetto” della parrocchia di Santa Maria – ospita la nuovissima vasca anticendio a servizio del teatro. Potremmo quasi dire che i Domenicani, cacciati dal convento a fine Settecento con la ventata anticlericale venuta dalla Francia, che chiuse anche a Sarzana molte chiese e conventi, non hanno però dimenticato, nel solco della visione cristiana delle cose, la città che così a lungo li aveva ospitati. In qualche modo, infatti, è proprio grazie a loro che il teatro, oltre che beneficiare di strutture solide e sicure, dispone oggi di un’adeguata protezione antincendio. Meritano dunque di essere ricordati anche loro …

Egidio Banti

Sull’evento di Soviore
Martedì scorso 22 agosto, un tragico evento accaduto in Località Soviore ha suscitato profondo dolore nell’intera comunità diocesana.
Da quanto appreso nel comunicato diramato dall’Arma dei Carabinieri intervenuti sul luogo alle 3 dopo la mezzanotte per le indagini del caso, un giovane venticinquenne ungherese, Peter Szabo Gergeley, nel nostro paese per motivi turistici, era caduto dal ciglio di un terrapieno da un altezza di cinque metri, decedendo sul colpo. Preliminari accertamenti – prosegue la nota dei Carabinieri – consentivano di appurare che il giovane, dopo essersi sporto dal terrapieno ubicato nelle adiacenze del locale Santuario, perdeva l’equilibrio precipitando nel vuoto.
Appresa la notizia del tragico epilogo, il nostro Vescovo si è subito raccolto in preghiera per il giovane deceduto, esprimendo, in tale modo, anche la sua personale vicinanza al dolore della famiglia.﷯

Concerti d’organo
Tre concerti d’organo si tengono in settimana per la rassegna “Il suono del tempo”, promossa dall’associazione “César Franck” con la collaborazione delle parrocchie e il contributo di Fondazione Carispezia. Stasera Giovanni Maria Pierucci suona nella chiesa di San Giorgio di Bonassola; martedì 29 agosto Andrea Bracco e Matteo Pasqualini suonano a San Lorenzo di Antessio (Sesta Godano); venerdì 1° settembre Piergino e Francesco Maruelli in Santo Stefano di Santo Stefano Magra. L’ingresso è libero, l’inizio sempre alle 21.15.

Lutto in casa Silvestri
Si sono svolti venerdì scorso ad Ameglia, luogo di origine della famiglia, i funerali di Fulvio Silvestri, di anni 90, fratello minore di monsignor Siro Silvestri, che fu vescovo diocesano dal 1975 al 1989. Alla famiglia Silvestri le nostre più sentite condoglianze.

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