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L’amministrazione Comuanle di Monterosso tutela i commercianti regolari

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MONTEROSSO – IL DIVIETO imposto agli ambulanti abusivi di vendita nelle spiagge, il contrasto all’occupazione indiscriminata delle sedute, delle panchine e delle ringhiere della passeggiata a mare con mercanzia varia anche contraffatta, l’installazione di fioriere a contrasto della distesa di teli e vestiti in vendita, non sono provvedimenti dettati dalla contingenza degli eventi ma sono una precisa scelta e un messaggio chiaro che l’Amministrazione comunale di Monterosso al Mare ha fatto e vuole dare: alle Cinque Terre legalità, sicurezza urbana, decoro, tutela della bellezza del paesaggio e delle proprie radici sono principi non derogabili.

Uno dei compiti principali di un’Amministrazione che voglia essere in sintonia con le esigenze dei propri cittadini è infatti quello di provvedere alla loro tutela.

Tutela fisica, innanzitutto, non solo esercitata attraverso una corretta gestione della sicurezza urbana, ma anche con l’assidua presenza del Comune sul territorio, attraverso organi e norme che garantiscano la salute e il benessere delle persone come, ad esempio, controlli sulla sicurezza dell’ambiente o presidi medico-sanitari.

Accanto alla tutela fisica esiste però un’altra forma di salvaguardia e cura cui ogni Amministrazione deve necessariamente attendere, pena la trasformazione in organismo burocratico, magari efficiente, ma lontano dalla sensibilità del cittadino.

Mi riferisco a quella tutela che si potrebbe definire “morale”, quella cioè che permette ad ogni cittadino di esercitare, secondo legge, i propri diritti, godendone in pienezza, senza tuttavia prevaricare i diritti di nessun altro.

Questa forma di garanzia va certamente ad intrecciarsi con quella fisica, ma se ne mantiene comunque distinta, interessando categorie come quella economica, quella etica e quella legale.

Il Comune di Monterosso ha ritenuto recentemente, proprio in virtù di quanto appena esposto, di dover intervenire a difesa dei propri cittadini e dei propri ospiti riguardo al fenomeno dei venditori abusivi.

Accanto alle ovvie e dovute misure di sicurezza urbana che stanno gradualmente e costantemente portando ad un miglioramento complessivo del fenomeno, si è quindi pensato di agire in modo da salvaguardare gli utenti e coloro che esercitano il commercio in maniera corretta e legale.

Chi paga le tasse e gestisce il commercio con responsabilità si attende che il proprio comportamento venga riconosciuto e tutelato, così come chi compra richiede che i prodotti acquistati siano privi di ogni genere di pericolosità: l’acquirente ha diritto assoluto di comprare merce genuina, di provenienza verificata, che sia stata sottoposta ai previsti controlli sanitari, certificata da garanzie visibili e, all’occorrenza, a loro volta verificabili.

Senza contare che dietro alla contraffazione e all’abusivismo si nascondono spesso realtà abominevoli come lo sfruttamento di bambini dei paesi poveri, costretti a lavorare per produrre prodotti contraffatti, piuttosto che giocare e studiare. Acquistare un prodotto contraffatto produce un danno alla collettività ed anche all’acquirente stesso. Acquistare merce contraffatta comporta poi cali di produzione per aziende “regolari” e quindi perdita di posti di lavoro; significa alimentare gli affari della criminalità organizzata e aprire la strada verso il riciclaggio di denaro sporco.

A Monterosso quindi, il venditore in regola con le norme e le disposizioni vigenti ha piena facoltà di praticare la propria attività. Il venditore non in regola, no.

Stabiliti questi principi basilari, la piaga del commercio abusivo rende necessaria una strategia di controllo che di tali principi permetta la completa e sicura applicazione, nel totale rispetto dei valori prettamente umani e della dignità di ogni individuo.

Uno dei mezzi che sono stati individuati per andare in questa direzione è la visibile e accertabile dichiarazione del venditore che attesti la propria osservanza sia delle norme fiscali, sia di quelle igienico-sanitarie. In altre parole, in maniera ben lontana dal voler essere una schedatura e, al contrario, proprio per evitare ogni forma di schedatura, l’esplicitazione in maniera chiara del proprio status di completa legalità traguarda il ripristino dei corretti rapporti commerciali.

Questo succede quotidianamente, e nessuno se ne fa meraviglia, con tutto il personale che sia a contatto con il pubblico come, ad esempio, gli addetti a sportelli in biglietterie e uffici informazioni, le guide turistiche accreditate che, a tutela dell’utente, indossano cartellini identificativi per farsi riconoscere come autentici e non, appunto, abusivi.

Per scendere nel concreto è insensato attendersi la stessa qualità e lo stesso grado di sicura innocuità da un prodotto controllato e, viceversa, da uno che sia di provenienza dubbia o sospetta.

Dissuadere dall’acquisto di questa mercanzia, eventualmente anche sanzionando l’acquirente che lo incentiva rientra, oltre che nella difesa dei principi di moralità e legalità, anche in quella doverosa e non secondaria della tutela della salute collettiva.

Chi controlla ad esempio che i coloranti adoperati per un telo non siano pericolosi o addirittura cancerogeni, che la stoffa proposta sia priva di additivi velenosi, che le eventuali decorazioni siano maneggiabili e sicure anche per i bambini? O che le vivande proposte sulla spiaggia siano genuine e abbiano rispettato la catena del freddo? O che le lenti di un paio di occhiali contraffatti non siano dannose per la vista?

La possibilità quindi di verificare la perfetta legalità del venditore e della sua merce tutela l’utente esattamente come, in altri frangenti, il rivolgersi solo al personale in divisa delle Ferrovie o a quello munito di contrassegno di un supermercato ci garantisce da informazioni non corrette o addirittura da truffe. E nessuno si sognerebbe mai di definire questo come una schedatura.

Ecco quindi, nel caso specifico di Monterosso, lo spirito del provvedimento dell’Amministrazione che prevede l’esposizione di un visibile contrassegno di identificazione: uno spirito positivo, costruttivo e ben lontano da ogni e qualsiasi scenario orwelliano.

Pertanto, chi fa paragoni con l’imparagonabile, non solo viola la memoria di quei morti, ma neppure è al passo con l’evoluzione delle diverse normative a tutela del cittadino utente.

In conclusione, i valori di legalità e sicurezza e, al contempo, di tutela della bellezza e di decoro urbano che stiamo perseguendo non a parole ma con fatti concreti, rappresentano l’aspetto cardine della strategia politica della nostra Amministrazione che si vuole caratterizzare appunto per la difesa e la riaffermazione della legalità a tutti i livelli, la tutela dell’artigianato e del commercio locale e tradizionale, la difesa del patrimonio naturale e la valorizzazione del dignità delle Cinque Terre e della comunità che in esse abita, lavora, vive.

Questa è quindi la chiave con cui leggere i recenti provvedimenti contro gli ambulanti abusivi e a tutela del commercio regolare che tanto hanno fatto discutere.

Così come, e solo per citarne alcuni altri, il grande impegno profuso sin dallo scorso inverno in tutte le sedi per ottenere un contributo dai battellieri o il progetto, già elaborato e consegnato al Governo nel maggio scorso, nel quale abbiamo proposto ed esposto un progetto concreto e realizzabile per la regolamentazione dei flussi turistici.

E’ auspicabile che, nel dialogo fisiologico tra maggioranza e opposizione, messaggi lineari come il contrasto all’illegalità in tutte le sue forme non siano banalizzati da sterili e facili strumentalizzazioni che non fanno onore al ruolo istituzionale dell’opposizione e provocano solo fastidio nei più: è compito primario e responsabilità della politica quello di trovare unità sulle questioni richieste dai cittadini e non sempre e solo cercare pretesti di arida e di non costruttiva polemica.

Il mio impegno per il presente ed il futuro di Monterosso e delle Cinque Terre è e sarà sempre quello di una politica che, a ogni livello, dimostri coi fatti di saper fare sistema, al di là dei campanilismi e delle colorazioni politiche, per la condivisione di un piano di sviluppo da parte di Comuni, Parco nazionale, Regione e dello stesso Governo nazionale.

Emanuele Moggia
Sindaco di Monterosso al Mare

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