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Conto alla rovescia al Canaletto per le barriere anti rumore

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Il progetto presentato stasera nella sede dell’Autorità Portuale dall’architetto Beccarelli.

LA SPEZIA – E’ partito il conto alla rovescia per installare le barriere anti rumore nel quartiere del Canaletto e più tardi a Fossamastra. «Il porto deve creare un’alleanza con la città e quindi essere creazione di un filtro vivo di rapporti (settore commerciale e residenti)». A fare questa dichiarazione è stato il progettista, l’architetto Sergio Beccarelli, questa sera nella sala dell’Autorità Portuale in occasione della presentazione delle barriere all’autorità e cittadinanza. Alla Marina del Canaletto sono già stati consegnati i lavori formalmente. «Nei prossimi giorni – ha spiegato la presidente dell’Autorità Portuale Carla Roncallo – inizieranno le opere riguardanti la posa della barriera anti rumore, con il nuovo spazio ricavato per la fascia di rispetto e successivamente si andrà avanti sul maxi-lavoro del fascio dei binari per il quale l’autorità portuale ha stanziato da tempo 40 milioni di euro. A Fossamastra invece i tempi saranno più lunghi e i lavori inizieranno una volta terminati i riempimenti del terminalista. Un paio d’anni almeno e nel frattempo la stesura di un progetto preliminare poi esecutivo. Anche qui barriere condivise con i cittadini».

peracchini

“Ho detto di accelerare ai dirigenti dell’Autorità Portuale con questi progetti – ha dichiarato il sindaco della Spezia Pier Luigi Peracchini presente in via del Molo -. Ci sono quartieri in sofferenza, possiamo portare avanti solo determinati interventi ma cercheremo il massimo ottenibile. Purtroppo ci portiamo dietro una brutta eredità in quella zona. Oggi cerchiamo soluzioni per coniugare attività sociali e commerciali. Di certo se a suo tempo fosse toccato a noi, non avremmo fatto certe scelte. Ecco perché abbiamo messo pressione, per iniziare questo lavoro. E per quanto riguarda il waterfront? Aspettiamo più idee per una soluzione complessiva e unitaria. Vedremo. L’obiettivo è dare risposte sia alla città che alle attività economiche». La parola è poi passata a Beccarelli per presentare lo studio. Dal depotenziamento del molo Ravano allo spostamento del fascio dei binari, si parte dal Canaletto. Il metodo di indagine ed isola ha tre ambiti di lavoro: dell’ambito 1A fa parte la questione della lunga barriera antirumore.

“Auto e moto, ferrovia (particolarmente significativa di notte), navi: si tratta di incidenze di pressione acustica qualitativamente e quantitativamente diverse. La nostra proposta prevede l’abbattimento dell’attuale recinzione e, tenendo presente la salvaguardia delle alberature, la sostituzione con una barriera, peraltro rimovibile (il che permetterà il futuro arretramento di 10 metri successivo allo spostamento del fascio dei binari con un’area cuscinetto di verde urbano e connessione con l’attuale pista ciclabile), alta 4,5 metri per tutto il tratto competente che arriva fino a sei metri, all’altezza dell’istituto Nautico dove c’è ovvio bisogno di una protezione ancora maggiore. Vetri con serigrafie pertinenti con gli elementi vegetazionali alternati a vetri trasparenti nei complessivi 732 metri. Nell’ambito 1B e 2 altri interventi coerenti: verrà riproposta una barriera architettonica nella finestra rimasta sguarnita mentre in prossimità della rampa del varco portuale, verranno installati dei dispositivi e delle barriere che neutralizzano i rumori prodotti dagli autocarri entranti in porto. Qualcuno dalla platea fa notare che il rumore, con le navi da crociera e mercantili, arriva anche e soprattutto dal mare. A Fossamastra, come detto, ci sarà bisogno di molto più tempo.«Lo studio – spiega l’architetto Beccarelli- ipotizza interventi anche tenendo conto del fatto che il quartiere, differentemente dal Canaletto, ha sembianze da piccola città con una sua dinamica storica, i suoi angoli, uno zoccolo di edifici ad un solo piano che raccoglie un proprio tessuto commerciale. Due proposte, ipotesi progettuali con filosofie differenti, intorno alla fascia di rispetto da 710 metri. Entrambe prevedono due rotatorie, una a Valdilocchi ed una adiacente all’area delle cosiddette “casermette”, per abbassare le velocità dei veicoli e dare nuovi attraversamenti: “La prima è una soluzione più conservativa con mantenimento delle pertinenze veicolari e la possibilità di costruire una ciclopedonale con alberature che arrivano sotto la barriera antirumore; la seconda invece prevede l’allontanamento delle auto dalle case e l’uso dell’attuale sede stradale in funzione sociale, ricreativa e gli spazi di posta ciclabili più vicini al blocco abitativo». Vedremo come si esprimerà la cittadinanza.

Claudia Verzani

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