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Lorenzo Forcieri: «Il nuovo molo? Serve più alla città che al porto, per questo non va bloccato»

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LA SPEZIA – «La straordinaria giornata di sabato scorso, con la presenza di ben tre navi da crociera attraccate contemporaneamente nel nostro Porto, ha riaperto il dibattito politico sul futuro delle attività crocieristiche nel Golfo.

Le tre navi di sabato, il ritorno della Disney, e soprattutto la proposta di MSC e Royal Caribbean per la Stazione Crocieristica, ci dicono che la scelta di dedicare una parte del nostro porto alle crociere è stata giusta. Lo sviluppo futuro di questo settore turistico, avviato durante la mia presidenza, ha permesso di ottenere questi risultati a cui assistiamo ogni anno.

Anche la stagione 2017 infatti, programmata e definita nella precedente gestione, si sta concludendo con risultati più che soddisfacenti. Tutto questo lavoro però oggi potrebbe essere rimesso in discussione dalla ripresa dei dubbi sulla realizzazione del molo crociere, vanificando le nostre possibilità di attrarre nel nostro territorio anche gli investimenti privati ad esso collegati.

Si rischia così di compromettere il futuro di questa importante attività che vanta già numeri notevoli: 667mila crocieristi nel 2015 con conseguente ritorno economico ed occupazionale, 30,9 milioni di euro generati per il territorio spezzino. Fonte: Società Risposte Turismo.

Passate le inspiegabili retromarce della precedente amministrazione, e’ giusto oggi ribadire che il pennello, a differenza di quanto dichiarato nei giorni scorsi da alcuni esponenti politici, rappresenta non un’ulteriore opera di tombamento dello spazio a mare, ma anzi la capacità di aggiungere e liberare spazi che possono essere utilizzati per la comunità locale,  evitando l’occupazione totale di Calata Paita.

Il molo è necessario più alla città che non al porto, infatti con la sua realizzazione sarà possibile costruire al suo interno la stazione crocieristica, liberando per la città Calata Paita, che senza il molo sarebbe nuovamente tutta impegnata dalla stazione e dal traffico crocieristico; al contrario, con il molo ampi spazi di calata Paita con relativo fronte a mare sarebbero restituiti agli spezzini.

Invece di rimettere in discussione tutto, penso che la comunità spezzina e i suoi rappresentanti amministrativi dovrebbero impegnarsi a rilanciare una politica di accoglienza con iniziative mirate a trattenere sul nostro territorio il maggior numero di crocieristi, politica che oggi mi sembra completamente scomparsa.»

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