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VENEZIA – SPEZIA 0 – 0 | I remi restano sulla gondola, il pari è sin troppo sereno

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Al “Penzo” porte inviolate e poco divertimento: a vincere sono le retroguardie e la noia. Nel finale del secondo tempo Aquile con un uomo in più, ma l’imprecisione e Granoche graziano gli uomini di Inzaghi. Martedì di nuovo in campo, al Picco arriva il Novara. 

SQUADRE CHE VINCONO NON SI CAMBIANO: GALLO E INZAGHI CONFERMANO I 22 DELLO SCORSO TURNO

Dopo i primi tre punti raccolti in casa contro l’Entella, lo Spezia di Gallo cerca conferme in trasferta contro il Venezia di Super Pippo Inzaghi. Squadra che vince non si cambia e dunque spazio al 3-5-2 visto sabato scorso con Di Gennaro a difendere la porta aquilotta, De Col, Ceccaroni e Terzi dietro, Vignali, Juande, Maggiore, Pessina e Lopez sulla linea mediana, Granoche – Okereke coppia d’attacco.

Anche il Venezia riparte dagli stessi 11 di Bari, confermando Audero tra i pali, Modolo, Andelkovic e Domizzi in difesa, Zampano, Bentivoglio, Suciu e Del Grosso a centrocampo, Falzerano, Zigoni e Moreo a completare il 3-4-3.

QUALCHE PICCOLO SPUNTO, MA LE RETI RESTANO INVIOLATE

Se la casella delle reti subite da parte dei lagunari dopo le prime tre uscite indica un rotondo zero non è di certo un caso e la partita con le Aquile ne è la conferma: solida dietro e imprevedibile davanti, la squadra di Inzaghi blocca sul nascere le manovre di gioco di uno Spezia troppo timido e lento, costretto anche alla mezz’ora a dover fare a meno di Juande, k.o per infortunio e sostituito dal neo arrivato Bolzoni.

Non che gli arancio- nero- verdi creino particolari ansie a Di Gennaro, ma com’è giusto aspettarsi da una formazione di casa l’iniziativa passa da un undici in grado di chiudersi a riccio col 3-5-2, in fase di non possesso palla, salvo poi tentare l’accelerata passando al 3-4-3.

La sveglia in avanti la suona Bentivoglio con una botta dalla distanza potente ma centrale, impegnando non senza difficoltà un comunque attento Di Gennaro.

Da un portiere all’altro, al 35′ è invece il turno di Audero, che sulla palla gol creata dal duo Maggiore – Okereke si supera con un grande riflesso sulla zampata volante del nigeriano, a testimonianza della scuola juventina ben impressa nel numero uno d’origine indonesiana.

L’occasione dà il là ad un innalzamento improvviso, quanto effimero, del ritmo di gara, con Vignali che da una parte manda di poco fuori il tentativo al volo dopo il cross dalla sinistra di Lopez, mente dall’altra Zigoni deve arrendersi al decisivo intervento di Terzi, perfetto nello smorzare di testa lo stacco dell’ex Spal: lo zero a zero di un primo tempo equilibrato e senza troppi spunti viene così sancito ufficialmente dal doppio fischio del Signor Illuzzi della sezione di Molfetta.

I VENETI TERMINANO IN DIECI, GRANOCHE AND CO NON NE APPROFITTANO: LO ZERO A ZERO NON SI SCHIODA

Tra la pioggia battente e qualche sbadiglio di troppo, la prima occasione della seconda frazione di gioco arriva, nemmeno a dirlo, come un fulmine a ciel sereno al 20′ con la botta di Zigoni dai 25 metri sulla quale Di Gennaro opta per la respinta con i pugni, salvo evitare possibili brutte sorprese.

Alla ricerca di maggior sprint offensivo, Gallo mette mano al secondo cambio di giornata, gettando nella mischia Marilungo, match winner della gara contro la Virtus Entella: a fargli spazio un generoso Okereke, in crescendo rispetto alle precedenti gare.

Sul fronte opposto, anche Inzaghi cerca maggior peso davanti, sostituendo Modolo per Marsura e passando ad un 4-4-2 pronto a trasformarsi in un super offensivo 4-2-4. A scombinare i piani dell’ex tecnico del Milan ci pensa però Bentivoglio, ingenuo nel ricevere due cartellini gialli nel giro di tre minuti: il sacrificato è dunque Zigoni, out per il centrocampista Signori.

Dentro anche Giorgi per Maggiore nelle Aquile e Cernuto per Moreo nei veneziani nel finale, ma di fatto la sostanza di una gara equilibrata e senza troppi spunti non cambia. Complice la superiorità numerica, lo Spezia cerca l’assalto negli ultimi minuti, sfiorando al 49′ la clamorosa palla gol, ma Granoche dimentica la sua natura diabolica non approfittando della respinta corta di un indeciso Audero e graziando così la retroguardia di casa, che resta così ancora imbattuta. Per le Aquile arriva comunque il primo punto in trasferta, il quarto di questa stagione e un pizzico di fiducia in più anche in vista della gara di martedì contro il Novara.

Andrea Licari

 

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