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CNA Fita – Confartigianato Trasporti su blocco spontaneo al Porto

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LA SPEZIA – La pazienza è terminata all’ingresso del Porto della Spezia: questa mattina i mezzi sul raccordo che da Santo Stefano porta alla Spezia sono rimasti in coda per diversi chilometri. Gli autotrasportatori sono esasperati da mesi ed è scattato davanti alla sbarra d’ingresso del Porto un blocco spontaneo.

«Siamo purtroppo arrivati alle azioni eclatanti frutto di una situazione protratta oltre ogni limite e non più sostenibile – spiegano il Presidente di CNA Fita Stefano Crovara e il Presidente di Confartigianato Trasporti Stefano Ciliento –; già si discuteva in merito all’ipotesi di un fermo e oggi assistiamo ad un blocco spontaneo. Un autotrasportatore si è visto l’accesso bloccato da una sola guardia giurata alla sbarra di ingresso del Porto, costretto a cambiare strada si è ritrovato impegnato in una manovra rischiosa e sconfortato dall’insieme della situazione ha fermato il mezzo. Ogni mattina si registrano situazioni di pericolo, per i camionisti e per gli automobilisti nei tratti di strada a circolazione condivisa, è chiaro a tutti che così non si può continuare».

Le associazioni di categoria da tempo denunciano il perdurare di una situazione di grande criticità all’interno del terminal spezzino che sta mettendo in seria difficoltà le aziende di autotrasporto, portando tale problematica all’attenzione di diversi referenti istituzionali.

«Siamo molto preoccupati perché peak season è alle porte. Da metà novembre e per tutto il mese di dicembre aumenterà il lavoro legato agli ordinativi natalizi e alla chiusura dei bilanci aziendali prima delle ferie. – Proseguono Crovara e Ciliento -. Per soluzioni infrastrutturali sarà necessario attendere almeno due o tre anni e con queste prospettive la frustrazione della categoria diventa ingestibile. L’attesa delle operazioni di carico e scarico porta gli autisti a consumare inattivamene le ore di guida e di lavoro a disposizione, rischiando anche sanzioni in caso di verifica da parte degli organi di controllo e perdita di denaro per mancati viaggi e ritardi nelle consegne. E’ necessario cercare di accelerare le operazioni interne senza “movimentazioni prioritarie” legate alle navi e ai treni che fanno dilatare i tempi d’attesa e  individuare aree all’interno del Porto per carico e scarico di container nei momenti di punta. Queste soluzioni in grado di attenuare le criticità non sono più procrastinabili».

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