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Consiglio Regionale di martedì 7 novembre

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Sull’olio di cannabis
Giovanni Pastorino (Rete a sinistra liberaMENTE Liguria), ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Francesco Battistini, in cui ha chiesto «se non avrebbe senso individuare una farmacia unica per la Regione che produca oli di cannabis per tutte le ASL liguri evitando molti disagi a cui sono sottoposti i malati». Il consigliere ha ricordato che l’olio di cannabis è un prodotto naturale in grado di esplicare un’efficacia curativa contro diversi disturbi, senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci di sintesi. «Attualmente l’unico riferimento disponibile e operativo per i malati è quello dell’ASL 2 savonese e della ASL 4 e, per svariati motivi – ha aggiunto – le farmacie ospedaliere genovesi, imperiesi e spezzine non producono oli a base di cannabis, costringendo i pazienti a spostarsi verso le altre due ASL per effettuare la visita medica, la prescrizione e il ritiro dell’olio di cannabis».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha  assicurato che c’è il massimo impegno per favorire  l’accesso agevole alle terapie. Per aumentare i punti di produzione e favorire la prossimità dei pazienti – ha puntualizzato Viale –  la regione sta lavorando per estendere la possibilità di effettuare preparazioni galeniche a base di cannabis, oltre che da parte delle farmacie degli ospedali, anche da parte delle farmacie di comunità. Viale ha aggiunto che A.Li.Sa  ha attivato un tavolo per definire gli standard tecnici di preparazione ed i requisiti che  tutti i preparatori dovranno garantire. «Il tavolo, operativo da settembre – ha puntualizzato l’assessore – sta conducendo tutti gli approfondimenti necessari al fine di definire una procedura operativa unica». Viale ha aggiunto che sarà valutata anche la possibilità  di individuare un centro unico  per la preparazione dell’olio di cannabis. Si sta quindi effettuando una ricognizione in considerazione delle peculiarità della Regione, caratterizzata da consumi superiori alla media e da un considerevole numero di pazienti in trattamento, circa 850.

 

Locali Via Lungomare di Pegli 32R e 34R.

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto di intervenire nei confronti di ARTE Genova affinché siano tolti dalla vendita due locali, il 32R e il 34R in via Lungomare di Pegli, a Genova. Il consigliere ha ricordato che il 28 settembre 2017 ha preso avvio la nuova asta pubblica per la vendita del patrimonio immobiliare di ARTE Genova, secondo nuovi valori completamente aggiornati degli immobili, per un  totale di 23 beni e prevede offerte sia per il blocco degli immobili al prezzo base di 62 milioni di euro, sia offerte per i singoli cespiti. «Tra i beni messi in vendita – ha spiegato – ci sono i due locali di Via Lungomare di Pegli che nell’asta del 2013 non erano previsti, seppur alienabili, perché riconosciuti indispensabili per le attività sociali e culturali del territorio» in quanto ospitano diverse associazioni.

L’assessore all’edilizia Marco Scajola    ha detto che la  giunta da tempo ha chiesto ad Arte che i locali di Pegli, al pari di altri con interesse sociale, vengano tolti dall’elenco di quelli in  vendita, L’amministratore unico di Arte – ha ribadito Scajola – ha emanato l’atto con il quale si provvede in tal senso, stralciando i locali in oggetto dall’elenco di quelli in vendita. «Il risultato è stato ottenuto» ha detto Scajola, sottolineando l’impegno dell’amministrazione di Genova ed il fatto che il Comune si impegna a “risarcire” Arte con una sorta di permuta di altri locali.

 

Sugli approvvigionamenti della cannabis terapeutica

Giovanni Pastorino (Rete a sinistra liberaMENTE Liguria), ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Francesco Battistini, in cui ha chiesto quali siano le risultanze della nota inviata da Alisa il 3 ottobre scorso 2017 alle 5 asl liguri, al San Martino IRCCS e al Galliera, in cui si chiedeva di fornire entro il 9 ottobre il numero di pazienti in trattamento con la cannabis terapeutica, il numero parziale di pazienti in trattamento con olio; lo stato degli ordini effettuati, specificando se risultano evasi o meno; la valutazione sui quantitativi presenti per consentire la copertura dei pazienti in trattamento specificando il periodo di copertura con le giacenze presenti. Inoltre Pastorino ha chiesto: «Quali misure sono state prese per assicurare che non siano pregiudicati i diritti dei pazienti in cura ad avere un regolare, corretto e bastevole utilizzo dei preparati a base di cannabis terapeutica».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha detto che le criticità segnalate in particolare sono dovute all’insufficiente produzione di FM2, che è il cannabinolo terapeutico di produzione nazionale, e alla carenza del prodotto Bediol, prodotto estero, con concentrazioni in principi attivi vicini al prodotto nazionale. «Tutti i centri possono garantire in base alle scorte almeno un mese di trattamento.  – ha detto Viale – Solo la farmacia di ASL2 ci ha segnalato una criticità dovuta alla carenza di FM2, prodotto nazionale, e Bediol». L’assessore ha aggiunto che la Centrale regionale acquisti sta predisponendo un’idonea procedura di gara, per favorire processi di acquisizioni non solo di FM2, ma di tutte le formulazioni disponibili, quindi superare i problemi di importazione e assicurare la disponibilità del principio attivo. L’assessore ha poi tra l’altro aggiunto  che vi sono poi ulteriori azioni di miglioramento. In collaborazione con l’università degli studi di Genova, gli Ordini dei farmacisti e le società scientifiche  – ha ribadito  – è stato elaborato il documento tecnico con gli standard di preparazione galenica redatto al fine di garantire la qualità e la migliore “performance” dell’allestimento. ALISA, inoltre, sta avviando le necessarie attività per assicurare l’uso appropriato, qualità del monitoraggio e verifica dell’efficacia.

 

Imminente chiusura di 6 biglietterie delle stazioni  del ponente e del levante

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto di evitare la chiusura di 6 biglietterie nelle stazioni ferroviarie «evitando un preoccupante peggioramento dell’assistenza e della sicurezza di uno dei principali servizi pubblici di trasporto della Liguria». Il consigliere ha ricordato che il  22 settembre 2017 le organizzazioni sindacali e le rsu hanno incontrato la Direzione Regionale Liguria per discutere della situazione delle biglietterie delle stazioni ferroviarie  e che nell’incontro, Trenitalia ha ribadito l’intenzione di chiudere 6 biglietterie ad Taggia-Arma (definitiva), Pegli (solo nel periodo estivo),Pietra Ligure (periodo invernale), Loano (periodo invernale), Varazze (periodo invernale), Recco (rimodulazione dell’orario spezzato), in attesa dell’entrata in vigore del nuovo contratto di servizio con la Regione, che rinnoverà il reticolo della vendita.

L’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha innanzitutto ricordato gli attuali orari di apertura al pubblico delle  sei biglietterie in oggetto,  alle quali si affiancano alcuni self service presenti in stazione. Ha quindi concluso ricordando che, alla luce dei  vincoli di finanza  pubblica  e del necessario equilibrio economico finanziario del contratto, «ad oggi non sono previste variazioni nella programmazione degli orari di apertura delle biglietterie». Berrino ha aggiunto: «Naturalmente nella trattativa ancora in corso con Trenitalia faremo un ragionamento sulla futura apertura delle biglietterie, ma sicuramente non potremmo mettere risorse in più a tal fine».

 

Bromadiolone in alcuni cinghiali abbattuti nel parco di Montemarcello Magra

Francesco Battistini (Rete a sinistra liberaMENTE Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da collega di gruppo Giovanni Pastorino, sul ritrovamento, in alcuni capi di cinghiale abbattuti all’interno dell’area del Parco Montemarcello Magra Vara, di alte concentrazioni di Bromadiolone, un potente anticoagulante utilizzato nella produzione di esche per la derattizzazione. Il consigliere ha sottolineato l’assenza di una normativa che imponga il controllo sanitario dei capi abbattuti nell’attività di selezione, nonostante sia nota la destinazione alimentare delle carni e ha chiesto alla giunta se esista un protocollo per il censimento e la tracciabilità della destinazione dei capi abbattuti nelle battute di caccia di selezione e di attivare centri di verifica e smistamento dei capi abbattuti.

L’assessore alla caccia Stefano Mai ha spiegato che esiste un programma di monitoraggio sanitario della fauna selvatica la cui esecuzione è affidata all’Istituto zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ed è finalizzato a prevenire i rischi per la salute umana e animale. «Il monitoraggio – ha aggiunto – riguarda tutte le specie di ungulati selvatici oggetti del prelievo venatorio. L’analisi di questi capi abbattuti avviene su campioni che sono conferiti dai cacciatori tramite gli ATC e i comparti alpini. In caso di anomalie i campioni vengono inviati all’Istituto zooprofilattico con una relativa informazione all’ASL competente. Nelle squadre di caccia – ha spiegato – ci sono cacciatori esperti che sono in grado di rilevare e segnalare eventuali anomalie, come è stato riscontrato. Ritengo che quello che è successo – ha concluso – attesti l’efficacia del sistema di monitoraggio che è stato avviato».

Per quanto riguarda la tracciabilità Mai ha spiegato nel dettaglio i vari passaggi: attualmente il controllo spetta alla vigilanza faunistica regionale. Questi agenti, pertanto, in caso di abbattimento compilano delle schede e ha rilevato che i centri di lavorazione delle carni selvaggina sono, purtroppo, pochi. Attualmente i capi abbattuti, vengono portati in centri di raccolta dove restano le pelli e le carcasse per garantire la tracciabilità e ha assicurato l’impegno della Regione per garantire ulteriormente la salute dei cittadini.

 

Contrastare il punteruolo rosso delle palme nelle stazioni di Recco e Camogli.

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha chiesto alla giunta, attraverso un’interrogazione, quali misure verranno attuate da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per prevenire eventuali disagi ai viaggiatori, dovuti agli esemplari di palme situati lungo il marciapiede delle stazioni ferroviarie di Recco e Camogli colpiti dal punteruolo rosso. Il consigliere ha spiegato, infatti, che in seguito alla presenza del parassita le foglie delle palme potrebbero staccarsi dalle piante e costituire un pericolo per i viaggiatori e che il Piano d’azione regionale per contrastare la diffusione del punteruolo rosso della palma prevede che i proprietari o gestori delle piante malate ne diano immediata comunicazione al Servizio Fitosanitario Regionale, operino un’accurata potatura delle foglie/infiorescenze secche, e quando la palma è palesemente compromessa devono procedere all’immediato abbattimento con la relativa distruzione dei tessuti infestati .

Per la giunta hanno risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino e l’assessore all’Agricoltura Stefano Mai

Mai ha spiegato che è stato emanato nel marzo scorso un decreto con un aggiornamento delle misure per contrastare la diffusione del punteruolo rosso e sono state ridefinite le zone infestate. L’assessore ha dichiarato che fino ad ora non è giunta nessuna informativa circa la presenza del parassita nelle palme della stazione di Camogli e che, tuttavia, saranno effettuati ulteriori accertamenti. Al contrario gli ispettori hanno evidenziato la presenza del punteruolo rosso nelle palme della stazione di Recco e il 29 settembre è stato comunicato ad RFI di procedere alla disinfestazione.

Berrino ha aggiunto che fino ad oggi la società non ha comunicato l’avvio degli interventi

 

Acquisto di unità immobiliari per immigrati in Valbrevenna

Matteo Rosso (FdI-AN) ha presentato un’interrogazione sul fatto che nella frazione di Casareggio nel Comune di Valbrevenna, la Croce Bianca sarebbe interessata ad acquistare più unità immobiliari dove collocare immigrati. La località – spiega Rosso – è un piccolissimo agglomerato di case a circa 850 metri di altezza con soli cinque residenti, si raggiunge percorrendo una strada poco agevole, non è servita da mezzi pubblici, l’acqua scarseggia e non ci sono negozi . Il consigliere ha chiesto se la notizia corrisponda al vero e, in tal caso, come si ritiene di gestire la situazione visto che la località è quasi completamente isolata.

L’assessore all’immigrazione Sonia Viale ha rilevato che la distribuzione degli immigrati non nei poteri dell’amministrazione regionale, ma sta provocando forti criticità che incidono pesantemente sulle comunità liguri. Viale ha manifestato condivisione per l’ordinanza emessa dai sindaci di altre regioni che impone ai soggetti privati, che hanno intenzione di partecipare ai bandi di assegnazione di immigrati mettendo a disposizione uno o più alloggi, di comunicarlo al primo cittadino. Analoga comunicazione – ha spiegato – va fatta anche nel momento dell’eventuale assegnazione del bando per permettere al Comune le necessarie verifiche di natura igienico sanitaria sui locali messi a disposizione.

 

Ridurre la mobilità passiva nel settore radiologico dalla ASL5 verso la Toscana.

Francesco Battistini (Rete a sinistra liberaMENTE Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da collega di gruppo Giovanni Pastorino, in cui ha chiesto alla giunta quali misure cliniche, tecniche e organizzative sono state adottate per raggiungere il risultato, dichiarato dalla direzione sanitaria di ASL5, sulla riduzione di mobilità passiva in radiologia verso la Toscana e quale sarebbe la quota di riduzione dal novembre 2016 ad oggi. «Il confronto tra l’indice di attrazione e l’indice di fuga fornisce, in primo luogo, un quadro della capacità del Servizio Sanitario Regionale – ha concluso – di essere efficace ed efficiente nell’erogazione dei servizi sanitari e nel rispondere al bisogno di salute, fornendo, indirettamente, un dato importante sulla qualità percepita nell’erogazione dei servizi sanitari da parte dei cittadini».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha annunciato con soddisfazione che la mobilità passiva nel suo complesso verso la Toscana si è ridotta nel 2016 di 6087 prestazioni, con una corrispondente contrazione economica. Contemporaneamente è stato registrato un incremento delle prestazioni di oltre 10 mila unità prodotte dalla Asl 5. L’assessore ha sottolineato che la riduzione della mobilità passiva non è solo verso la Toscana ma anche verso le altre regioni confinanti. Nel settore radiologico è sta registrata una riduzione delle fughe soprattutto per quanto riguarda Risonanza Magnetica e Tac. «Questi risultati – ha concluso – sono il frutto d una grande azione della direzione strategica, che continuerà anche nel futuro».

 

Applicare l’articolo 38 delle Norme di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque 2016-2021

Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Luigi De Vincenzi, in cui ha chiesto alla giunta se intenda intervenire sulle problematiche inerenti l’attuazione concreta dell’articolo 38 delle Norme di Attuazione del PTA e di specificare che l’ambito di applicazione della nuova norma di attuazione opera in continuità a quanto già disciplinato dalla legge Regionale 4 del 2012, inerente a interventi di carattere urbanistico e non ai singoli interventi edilizi. In particolare, il consigliere ha rilevato che la norma, pur nella bontà degli intendimenti, risulta assai complessa e di difficile comprensione soprattutto per quanto riguarda gli interventi edilizi di minore entità e ha chiesto alla giunta di intervenire in modo da facilitarne l’applicazione.

L’assessore al ciclo delle acque Giacomo Giampedrone ha condiviso le obiezioni del consigliere circa la complessità della norma e ha annunciato che gli uffici si stanno confrontando con il territorio per introdurre una circolare esplicativa che renda più facile l’applicazione delle nuove misure.

 

Reddito di inclusione e accordi edili.

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta come intende organizzare le attività dei Centri per l’Impiego, per dare seguito a quanto previsto dai protocolli e consentire alle imprese di ottemperare agli impegni presi sull’assunzione dei lavoratori svantaggiati, con particolare riferimento ai beneficiari del Reddito di inclusione. Rossetti ha domandato, inoltre, alla Regione come intenda organizzare le attività dei Centri per l’Impiego per quanto riguarda gli strumenti disponibili e le procedure di relazione con i servizi sociali degli Enti locali. Il consigliere ha ricordato che il 3 luglio e l’8 settembre 2017 sono stati siglati due protocolli tra Regione, assessore Giampedrone e associazioni interessate e ordini professionali che individuavano, fra l’altro, le linee di indirizzo dei disciplinari di gara per l’affidamento di lavori inerenti la prevenzione e la sistemazione del dissesto idrogeologico e i requisiti di ammissione per accedere all’elenco delle imprese per l’affidamento dei lavori relativi a interventi in materia di dissesto idrogeologico. Tra i requisiti si prevede l’obbligo di assumere almeno un lavoratore svantaggiato.

L’assessore al lavoro Gianni Berrino ha spiegato che i protocolli sottoscritti prevedono che i lavoratori svantaggiati possano essere assunti fra i soggetti che beneficiano delle misure di sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e dell’assegno di disoccupazione e che, da una prima valutazione per individuare chi potrebbe essere avviato al lavoro dopo i bandi relativi a interventi per il dissesto idrogeologico, ci sarebbero circa 50 persone con un profilo adeguato. «Ma questi lavoratori dovranno essere effettivamente avviabili al lavoro – ha spiegato – solo di fronte ad una chiara indicazione delle mansioni da svolgere. Pertanto allo stato attuale – ha spiegato – appare prematuro immaginare la compilazione di elenchi o graduatorie, considerando che i Centri per l’impiego potranno svolgere le preselezioni specifiche usufruendo del raccordo con i Servizi sociali dei Comuni. L’attività svolta fino ad ora dai Centri – ha concluso – è un’analisi preventiva dei profili di quanti percepiscono la SIA tenendo conto, inoltre, che i protocolli prevedono l’inserimento anche di lavoratori che beneficiano della Cassa Edile, che non è gestita dai Centri».

 

Strada Provinciale n. 31 della Ripa

Raffaella Paita (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega del gruppo Juri Michelucci, in cui ha chiesto alla giunta di raggiungere un accordo con Salt per ridurre il pedaggio autostradale nel tratto Brugnato – Santo Stefano di Magra. Paita ha rilevato che la strada provinciale della Ripa è un asse viario fondamentale per la qualità della vita di un bacino di oltre ventimila abitanti in cui agisce uno dei poli artigianali più importanti della provincia, con oltre mille imprese e dove è stimato il passaggio giornaliero di circa 20.000 mezzi di trasporto. Tuttavia, dallo scorso 15 agosto, la strada permane chiusa, e sono previsti interventi di ripristino che consentiranno la riapertura a senso unico alternato entro le prime settimane di dicembre 2015.

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha ribadito che per la strada c’è il forte impegno della Regione Liguria che per la messa in sicurezza della strada ha fissato uno stanziamento di 7 milione di euro. A fronte di ciò, secondo l’assessore «la richiesta  è oramai sorpassata rispetto all’intervento nei confronti di Salt». Ritornando agli interventi  in atto per la messa in sicurezza della strada, Giampedrone ha anche ricordato che al momento la strada è percorribile a senso unico alternato e la viabilità viene proibita solo quando vengono raggiunti determinati livelli di pericolosità, da registrare con l’ausilio di pluviometro.

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