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Federico Barli e il “Prestito Interno Redimibile” del Partito Socialista Italiano

Federico Barli iscritto al Partito Democratico.

LA SPEZIA – “E’ di questi giorni la polemica giornalistica sui prestiti rimborsabili del partito comunista italiano. Tra i miei ricordi più cari c’è questo prestito rimborsabile a 10 anni del partito socialista di unità Proletaria.

Mio nonno, Casentini Mario, internato nel campo di concentramento civile di Guttenafen fino al 29 marzo 1945, rientrato in Italia sottoscrisse il prestito per L100 perché riteneva che attraverso il partito si potesse costruire un paese migliore e democratico. Era uno strumento di autofinanziamento importante con cui i militanti aderivano ad un idea.

Sono orgoglioso di mio nonno, non chiederò rimborso a nessuno degli eredi di quel partito ma credo che sia importante far emergere che quegli strumenti di finanziamento erano patrimonio di tutti i partiti popolari e di tutti i partiti della sinistra.

Alla nascita del PD ho creduto che tutti i valori di militanti socialisti, azionisti, comunisti e del cattolicesimo democratico, potessero finalmente trovare casa e sintesi in quel progetto e vorrei che il Pd sentisse questo come un debito politico, il vero debito che tutti i dirigenti dovrebbero onorare.”