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“Perché ho votato a favore del Crocifisso in Consiglio Comunale”

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Oscar Teja, Consigliere Comunale “Gruppo Toti – Forza Italia” La Spezia.

LA SPEZIA – «Nell’ultimo Consiglio Comunale mi sono aggiunto in sede di discussione come firmatario della Mozione per appendere il Crocifisso in Sala Consiliare.

Sono rimasto molto interrogato nei giorni scorsi, prima della votazione, di fronte a questa Mozione, e mi hanno colpito molto le polemiche susseguite alla sua votazione.

Credo che però la questione, che ha destato scandalo già duemila anni fa, non si sia esaurita e non si esaurirà con l’ultimo Consiglio Comunale, anzi credo che sia più urgente di prima, proprio per il motivo di essere un Fatto accaduto nella storia ed irriducibile.

E’ innegabile che questo Fatto, spesso visto come insieme di regole, formalismo ed emozione, abbia cambiato il mondo e che sia origine della nostra storia ed identità culturale.

Il Crocifisso rappresenta un simbolo religioso, educativo e identitario e proprio per questo non ha mai assunto un valore limitativo, ma rappresenta un elemento di coesione in una società che non può prescindere dalla sua tradizione cristiana.

Allo stesso tempo quando il valore del Crocifisso è separato dalla sua origine esso diventa ideologia.

Basti pensare che le più grandi tragedie del XX secolo provocate dall’ideologia – nazismo e comunismo – odiavano il Crocifisso.

Il punto centrale è che il Cristianesimo non lo si difende brandendolo come un’ideologia, ma testimoniando nella vita quotidiana come risposta ai bisogni di ogni singola persona.

Mi viene da chiedere a questo punto se il Cristianesimo può essere ancora un’esperienza interessante.

Per me, cattolico praticante, può ancora essere attrattiva e generare un’umanità diversa anche qui ed ora a La Spezia?Altrimenti potremmo appendere dieci Crocifissi in ogni luogo pubblico e rimanere indifferenti.

Io sono totalmente d’accordo che venga esposto il Crocifisso ma non può essere il “quid” di una battaglia ideologica.

E’ qualcosa che mi chiama a essere un uomo vivo nel mio quotidiano e di riconoscere anzitutto il “mio” errore, il “mio” bisogno di essere accolto.

Sono le vite concrete, come quelle del Papa, dei Santi o di tante persone comuni, che ci fanno capire che il Crocifisso non è una cosa di duemila anni fa, ma una cosa viva oggi.

C’è chi esulta al Crocifisso appeso senza vivere i problemi della nostra città, penso per esempio agli Operatori Socio-Sanitari che chiedono dignità per il proprio lavoro o ai vari quartieri su cui si sta lavorando per fermare il loro degrado.

Le dichiarazioni di buoni propositi però non bastano: bisogna entrare dentro ai problemi e costruire luoghi di vera convivenza.

Come afferma il Consiglio di Stato in un suo recente parere “ si deve pensare al crocifisso come ad un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato. Nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più di esso, a farlo. “

Quindi sì al Crocifisso, per una vera ed autentica integrazione civile che non può trascurare i punti di riferimento che fondano la nostra società, e sì al Crocifisso proprio perché non conosco altri segni che trasmettono con tanta forza il senso “del nostro umano destino”.»

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