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SPEZIA – PESCARA 4 – 0 | Pioggia di gol, le Aquile tornano a far paura

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E’ Maggiore a dare inizio alle danze, poi Ammari, Granoche e Forte completano lo spettacolo. Gara senza storie dall’inizio alla fine, attacco ospite annichilito da una difesa super. Bianchi a quota 20. 

TERZI IN PANCHINA, TOCCA A CAPELLI, GILARDINO K.O, ECCO FORTE, NEL PESCARA SPAZIO AL TRIO MANCUSO – PETTINARI – CAPONE

Dopo quattro pareggi consecutivi, lo Spezia cerca riscatto nella gara interna contro il Pescara, tre punti avanti gli aquilotti. Senza Gilardino e con Terzi in panchina, Gallo riparte dall’ormai consueto 4-3-1-2, lanciando dal 1′ Manfredini tra i pali, De Col, Giani, Capelli e Lopez sulla linea difensiva, Pessina, Bolzoni e Maggiore in mediana, con Mastinu dietro la coppia d’attacco composta da Granoche – Forte.

Classico 4-3-3 per il tecnico Boemo, che schiera Fiorillo in porta, Crescenzi, Coda, Perrotta e Mazzotta dietro, Brugman, Carraro e Palazzi a centrocampo, Mancuso, Pettinari e Capone tridente offensivo.

LA SBLOCCA MAGGIORE, AQUILE AVANTI AL TERMINE DEI PRIMI 45′

Dinamico e aggressivo l’inizio di uno Spezia in palla e a proprio agio tra le mura amiche: Granoche ci prova subito in avvio con una bella torsione di testa, mentre Giani tenta la botta da fuori, non inquadrando però la porta. Se il Pescara si riversa dalle parti di Manfredini con qualche sporadica verticalizzazione, le Aquile, dopo una fase di studio sulla mediana, sfiorano dapprima il gol con un colpo di testa di Forte, salvo poi colpire alla mezz’ora grazie allo spezzino Maggiore che, dopo l’ottimo filtrante di un ispirato Forte sulla destra, spedisce la palla in rete il pallone che vuol dire uno a zero e secondo gol in maglia bianca per il classe ’98, il primo al Picco.

Colpito al cuore, il Delfino è poi costretto a metter mano alla panchina, complice gli infortuni di Coda e Palazzi che cedono il passo a Fornasier e Coulibaly. Sterile la reazione degli abruzzesi, aggrediti da uno Spezia protagonista soprattutto sulla corsia laterale, dove un inesauribile e puntuale Lopez scodella palloni a raffica per l’accorrente e battagliero Granoche.

AMMARI, GRANOCHE, FORTE: LO SHOW E’ SERVITO

Sotto una pioggia battente, il secondo tempo si apre all’insegna del Pescara, alla ricerca del pari con la botta dal limite di Brugman, sicura la respinta di un attento Manfredini. Nel momento di massimo sforzo, però, ecco che lo Spezia trova il raddoppio grazie a turbo Ammari – entrato da appena 30 secondi al posto di Mastinu – letale nel trafiggere Fiorillo dopo l’azione personale di uno scatenato Maggiore. Seconda rete in altrettante presenze per il franco algerino, a testimonianza dell’ottimo colpo messo a segno dal Ds Andrissi.

Non contento, lo Spezia avrebbe persino poco dopo l’occasione del gioco, partita e incontro con Granoche e Forte, ma la confusionaria difesa ospite riesce a sbrogliare in qualche modo.

Dento anche Masi, fuori Capelli, costretto ad uscire a causa di un problemino fisico e bianchi costantemente in avanti alla ricerca del terzo gol: è Forte a cercar gloria al 65′, debole però la conclusione parata senza problemi da Fiorillo. Di diverso avviso, invece, il Diablo Granoche, che al 74′ non perdona, chiudendo i conti grazie a una girata sotto porta dopo l’angolo battuto sulla destra da Ammari.

Qualche scampolo di partita anche per il giovane Soleri, fuori Granoche, ma il poker lo serve Forte: ottimo filtrante di Ammari per De Col, pallone al centro e tocco morbido del numero nove ex Perugia, alla seconda rete in campionato.

Ingordigia allo stato puro per uno Spezia scatenato, a un passo dal quinto gol ancora con Forte, ma Fiorillo respinge la conclusione ravvicinata col piede, sancendo di fatto il termine di una giornata nera per i suoi.

Le Aquile tornano invece alla vittoria nel migliore dei modi, agganciando proprio a quota 20 gli abruzzesi. E ora la classifica non fa più paura.

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