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L’avversaria – Cremonese: il liuto suona dolci note

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Riconquistata la cadetteria dopo 11 stagioni, la squadra di Tesser vuole ritagliarsi il ruolo di sorpresa del campionato, ambendo alle parti alte della classifica. Una rosa equilibrata, rinforzata dal mercato e in costante crescita: gli ingredienti per il doppio salto sembrano esserci tutti. 

LA SPEZIA – Grazie al tre a due al fotofinish sulla Racing Roma e a un girone di ritorno super, la Cremonese di Attilio Tesser è tornata a calpestare i campi della cadetteria dopo undici, lunghissime, stagioni.

Attenzione, però, a definire i lombardi una semplice matricola, considerate le ambizioni di una squadra che si è posta l’obiettivo di andare ben oltre la quota 50. E in effetti i 23 punti in classifica e l’ottava posizione testimoniano la forza di una rosa che vuole ritagliarsi la nomea di sorpresa del campionato.

Grazie ad un ottimo mercato estivo – che ha visto l’arrivo dalle parti dello Zini il portiere Ujkani, i difensori Dos Santos Claiton, Almici, Renzetti e Garcia Tena, i centrocampisti Croce, Castrovilli, Macek, Arini e Cinelli, oltre alla punte Mokulu, Paulinho e l’ex Piccolo- i grigio – rossi hanno rinforzato una rosa già qualitativamente elevata, aggiungendo esperienza e personalità necessarie per affrontare la B.

Dei 23 punti sin qui conquistati, 15 arrivano dalle vittorie – due ottenute in casa, tre quelle fuori – mentre otto sono i pareggi e solo tre le sconfitte, una in casa contro il Palermo e due in trasferta sui campi di Parma e Bari.

Schierata a rombo con il 4-3-1-2, la Cremonese predilige un gioco offensivo – 24 le reti messe a segno – non trascurando però affatto la fase difensiva, dove i 18 gol subiti dicono che i lombardi rappresentano una delle retroguardie meno battute del torneo.

La sensazione di questi primi mesi è insomma quella di una squadra in grado di giocarsela contro ogni avversario, consapevole di una forza che col passare del tempo si sta sempre più instaurando nella testa e nelle gambe dei giocatori. Una sorta di Spal che, partita con molta umiltà, ha poi dato il là alla grande cavalcata verso i grandi palcoscenici della massima serie: chissà se, a distanza di 22 anni, anche i lombardi torneranno a gustarsi queste sensazioni.

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