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Luigi Manconi: “Mobilitiamoci per l’approvazione delle leggi sullo Ius Soli e sul Testamento Biologico”

LA SPEZIA – L’incontro organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo sul tema “La sfida dei diritti civili. Dallo ius soli al testamento biologico” è stato molto vivace, ricco di approfondimenti culturali e di appassionate riflessioni politiche. Rosaria Lombardi e Chiara Guastalli hanno introdotto sulle due leggi in materia -già approvate alla Camera e da lungo tempo ferme al Senato-, poi è toccato a Luigi Manconi, senatore e sociologo, personalità da molto tempo impegnata nel campo dei diritti civili.

Nei prossimi giorni il Senato affronterà il disegno di legge sul testamento biologico, poi toccherà a quello sullo ius soli: “ma le due leggi sono a rischio -ha detto Manconi-, e la responsabilità sta nella codardia e nella viltà politica di quella parte del Parlamento che pur dichiarandosi a parole a favore ora ha paura di perdere qualche voto”. Il centrosinistra, ha continuato Manconi, “non ha avuto la necessaria determinazione e intelligenza perché domina ancora la vecchia idea secondo cui i diritti sociali sono gli unici per cui vale la pena di mobilitarsi, mentre i diritti civili sono considerati ‘borghesi’”. In realtà le due tipologie di diritti sono indistinguibili, “perché la persona ha un’identità intera”: la questione del sollievo ai malati terminali e quella della cittadinanza ai ragazzi nati e cresciuti nel nostro Paese sono “due grandi questioni sociali”. Sulla cittadinanza ai figli degli stranieri Manconi ha detto: “Lo ius soli corrisponde alla nostra idea di civiltà giuridica, la società greco-romana è stata fondata sullo ius soli, perché la cittadinanza è sempre stata un atto di libertà, l’esito di un incontro, di uno scambio, di una comunanza… lo ius sanguinis è invece un principio barbaro, tipico dei regimi autoritari e fascisti, fondato sulla continuità biologica che nega la libera scelta”. Il punto di connessione tra lo ius soli e il testamento biologico è quello della “libertà” e della “dignità”: nel caso del testamento biologico “la libertà e la dignità di autodeterminarsi nel proprio fine vita, questione che nulla ha a che fare con l’eutanasia”.

“Questi valori contano più di un risultato elettorale”, ha detto Manconi tra gli applausi. Questa la conclusione: “Non sono ottimista sull’esito parlamentare, ma molto dipende da voi. Non è vero che non c’è nulla da fare, la mobilitazione della società civile sarà fondamentale”.

Molti gli intervenuti nel dibattito, tra i quali Marco Cattaruzza, Marco Nacher, Pino Lena e Anna Maria Vassale. Ha concluso Giorgio Pagano, Presidente di Mediterraneo, che ha preso impegno, a nome di tutti i presenti, perché la mobilitazione per l’approvazione delle due leggi sia forte anche nella nostra città.