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Mostra “25 anni di arrivi e partenze”

I Santini Del Prete 25 anni di non-Arte. Mercoledì 6 dicembre, ore 17.00. Ingresso libero.

LA SPEZIA – Prosegue la serie de “I Mercoledì del CAMeC”, in questa occasione in collaborazione con l’Archivio Carlo Palli, Prato, depositario di una colossale e importantissima collezione che conta quindicimila tra opere e testimonianze.

Mercoledì 6 dicembre alle 17, al CAMeC (Centro Arte Moderna e Contemporanea – piazza C. Battisti,1) con ingresso libero, un appuntamento speciale con I Santini Del Prete e i loro “25 anni di non-Arte”. Insieme a loro stessi, diverse opere inedite dedicate ai loro “25 anni di arrivi e partenze”. All’incontro parteciperanno Carlo Palli e Laura Monaldi, curatori del volume appena dato alle stampe che ne festeggia l’anniversario. Il video di Stefano Cecchi, “Oggi si vola”, ne racconterà l’ormai annosa vicenda e la performance “Happerform 25” sarà l’ulteriore esternazione dell’infaticabile duo.

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Il sodalizio nasce nel 1992 quasi fatalmente per la curiosa complementarietà dei cognomi di Franco Santini e Raimondo Del Prete, accomunati dalla stesso mestiere di ferroviere e da una comune passione per la mail art, l’arte visiva e la diffusa creatività contemporanea. Si dilettano quali rappresentanti militanti della non-arte che non è in contrapposizione all’arte, bensì in armoniosa dialettica per il completamento degli opposti. Si esprimono con azioni, video, installazioni, opere fotografiche e pittoriche. Partendo dal modello degli storici happening di Allan Kaprow e contaminandolo con il concetto più attuale multimediale e onnicomprensivo di performance, il duo ferroviario cerca di superare la coniugazione tra arte e vita, aggiungendo un elemento ulteriore: la non-arte. Pertanto attraverso la rappresentazione di loro stessi in azione tentano la copulazione tra arte e non-arte con l’auspicio di emozionare, rallegrare, coinvolgere se stessi e gli astanti. Nel 1999 partecipano alla Biennale di Venezia accompagnati dalla curatrice Patrizia Landi, che sorregge un cartello recante la scritta “NON SONO ARTISTI SONO FERROVIERI”. Nel loro viaggiare incontrano, fra gli altri, Dario Fo, Shozo Shimamoto, Enrico Baj, Pablo Echaurren e Carlo Palli, che, con il suo Archivio, nel 2017 organizza i festeggiamenti per i venticinque anni di attività.