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Foggiano purosangue e spezzino d’adozione, domani all’Alberto Picco: per la prima volta non tiferò per le aquile

LA SPEZIA – Sono Aldo Sebastiani, foggiano di nascita classe 1963 ma spezzino d’adozione ormai dal 1994, visto che è in questa bella città che vivo e lavoro dopo aver sposato mia moglie Paola, spezzina doc nata e cresciuta a Mazzetta e dove è nato e cresciuto mio figlio Diego.

Scrivo questa poche righe per presentare la partita di domani sera 8 dicembre all’Alberto Picco, dove si incontreranno, per la prima volta nella loro lunga e gloriosa storia in un campionato professionistico Spezia e Foggia (l’unico precedente è una semifinale di coppa Italia di Lega Pro nel 2012, l’anno del triplete degli aquilotti).

Al cuore non si comanda, per cui per la prima volta non tiferò per le aquile, di cui sono un abbonato in Curva Ferrovia e che spesso ho seguito in trasferta, ma per la squadra della mia città natale che dopo lunghissimi 19 anni è tornata in serie B, un campionato che le compete per tradizione e meriti sportivi acquisiti nei suoi cento anni di storia, esattamente come compete allo Spezia per la sua gloriosa storia ultracentenaria e per il campionato vinto nel 1944, battendo il Grande Torino, che solo una federazione miope ha voluto riconoscere con colpevole ritardo.

Per l’occasione avrei voluto organizzare un incontro istituzionale tra le due amministrazioni comunali, far conoscere i due territori così lontani ma molto simili, ricchi di storia, tradizione, e turismo ma purtroppo non ci sono riuscito.

Nonostante avessi la disponibilità del vicesindaco di Foggia, contattato personalmente, e nonostante l’incontro avuto con l’assessore allo sport della Spezia, resosi disponibile nel mettermi in contatto con l’Ufficio di Gabinetto del sindaco della Spezia, non siamo a riuscire a combinare, e me ne dispiace perché il calcio, e lo sport in generale, sono un formidabile veicolo di comunicazione e di promozione.

Mi auguro che ci sia rispetto tra le due tifoseria, la curva Ferrovia farà la sua parte, come sempre, il Foggia dovrebbe essere seguito da un buon numero di tifosi, nonostante la classifica deficitaria e le cronache giudiziarie che lo hanno lambito, tifosi soprattutto residenti al nord come me, perché al cuore appunto non si comanda:

“certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi, e poi ritornano” canta Venditti.

Vinca il migliore

Aldo Sebastiani