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Gruppo Partito Democratico: «Silenzio sul futuro di Acam e la sua aggregazione»

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Federica Pecunia, Luca Erba, Dina Nobili, Marco Raffaelli.

LA SPEZIA – «Alla  conferenza capi gruppo di questa mattina emerge nelle parole dell’assessore Asti il metodo di questa amministrazione nel trattare i temi importanti della città. Dopo mesi di silenzio sul futuro di Acam e la sua aggregazione l’amministrazione, a seguito dell’assemblea dei soci in cui è stato presentato  il piano di aggregazione, accelera mettendo la quinta, per altro senza mai aver dato spiegazioni in merito a questa accelerazione. Ma il fatto surreale e’ che l’assessore Asti, presente a nome dell’amministrazione, non abbia  la minima idea di quali siano i motivi di questa nuova tempistica e aggiunge, cosa grave, che l’istruttoria delle delibere non necessità di molti passaggi nelle commissioni. Ogni consigliere si deve studiare la delibera a casa e poi venire preparato in consiglio comunale. Ecco finalmente si sono chiarite molte cose oggi: che quando erano minoranza chiedevano la partecipazione, il confronto, mille commissioni su ogni argomento. Oggi scopriamo che tutto è fatto per nulla. Anzi i consiglieri devono studiare. Premesso che  riteniamo  fondamentale ma anche scontato il fatto che ogni consigliere abbia tra i suoi doveri quello di prepararsi e approfondire. Facciamo  presente che il gruppo Pd è favorevole all’aggregazione, anzi nel merito pensa che questa sia la conclusione di un giusto percorso amministrativo politico delle precedenti amministrazioni  in ordine al futuro della azienda e dei suoi lavoratori. Certo che se questo è il metodo che l’amministrazione condivide, cioè quello di dare pesanti accelerate su argomenti importanti e banalizzare il lavoro delle commissioni non rende la dovuta   importanza al lavoro dell’assemblea consiliare.

A fronte di una grande disponibilità da parte nostra, oggi l’amministrazione si è mostrata impreparata ad affrontare compatta un tema cosi rilevante per la nostra comunità e nel farlo siamo costretti a rilevare una grande differenza tra l’agire amministravo di prima e quello dell’attuale governo. Si è sempre portato all’attenzione dei commissari ogni pratica e lo si è fatto dando il giusto tempo per capire e approfondire.

Poi è pur vero che alla fine ogni rivolta interna nelle riunioni dei capi gruppo a cui abbiamo assistito fino ad oggi, si è sempre risolta perché nessuno rinuncia alla paghetta e quindi si può anche ingoiare qualche rospo, come quello di dover votare l’aggregazione e ora doverlo fare nelle ferie natalizie.

 Il destino a volte è proprio beffardo.»

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