laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Inaugurata la mostra “Ritagli di cielo, ritagli di mare” di Maria Capellini

LA SPEZIA – Domenica 17 è stata inaugurata la mostra di Maria Capellini nella sala tonda dello studio d’arte ” Via Tommaseo 32″.

La mostra presenta sculture e tavole realizzate con materiali di recupero raccolti principalmente sulla spiaggia che si è formata a Vernazza a seguito del disastroso alluvione del 2011,  fanno parte del ciclo “ritagli di cielo , ritagli di mare” che celebra il fascino dei segni dello zodiaco e di alcune creature marine fantastiche e ruota intorno al tema dell’acqua che è fonte di vita ma che può anche trasformarsi improvvisamente in fonte di morte.

L’artista da anni pratica una forma suggestiva di ecoarte che utilizza il rifiuto,  lo astrae  e lo consegna metaforicamente ad una seconda vita sul piano dell’arte.

Scrive Valerio Cremolini: “Si resta, infatti, piacevolmente sorpresi a cogliere la naturalezza plastica di arrugginiti pezzi di lamiera, che Maria Capellini, si direbbe prodigiosamente, eleva al rango di vere e proprie sculture, talune dagli evidenti riferimenti antropomorfi. La mostra s’inserisce in un progetto di sensibilizzazione del problema dell’abbandono dei rifiuti, richiamando le gravi conseguenze in termini di degrado e di alterazione dell’equilibrio naturale dell’ambiente in generale e sullo spreco, davvero enorme, di risorse e materiali.”.

Eros-e-Tanatos

Artista dalla creatività eterogenea e suggestiva, coniugata con una sensibilità tutta al femminile, capace di utilizzare il rifiuto e, astraendolo, consegnarlo metaforicamente a una diversa materia produttiva e a una nuova valenza culturale: linguaggio analogico di un’espressione creativa messa a disposizione dello sviluppo sensibile e dell’educazione anche dei più giovani fruitori dell’arte.
Talora sono oggetti o luoghi riscattati dal degrado dell’abbandono, fatti emergere per raccontare, per farci sognare ed emozionare, declinando l’ecoarte come nuova categoria del bello. Altre volte, come nelle opere esposte, sono le presenze insistenti della spirale e la sua analogia con il turbine a generare con interventi minimali nuove e culturali presenze significanti.presenta