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Consiglio Regionale di giovedì 21 dicembre

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Ritardi degli interventi di mitigazione del rischio idraulico del fiume Entella

Luca Garibaldi (Pd) con un’interrogazione ha ricordato i ritardi relativi agli interventi di mitigazione del rischio idraulico del bacino del fiume Entella. In particolare il consigliere ha evidenziato che ad oggi «sono disponibili finanziamenti pari a 10 milioni 134 mila euro per il progetto relativo al tratto terminale dell’Entella, a valle del Ponte della Maddalena». Ma non risulterebbe ancor pubblicato il bando di gara. Il consigliere ha evidenziato che il 17 maggio 2016, a seguito di un’interrogazione, l’assessore regionale aveva dichiarato che l’iter era stato precauzionalmente sospeso in attesa della decisione del Tribunale Superiore delle Acque, prevista all’epoca per il 19 ottobre 2016. Garibaldi ha chiesto, quindi, alla giunta quale iniziative intenda intraprendere per consentire lo sblocco delle risorse necessarie e garantire l’avvio dell’opera.

Assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone ha replicato ricordando le sue risposte ad altre interrogazioni sull’argomento: «Lei ha una risposta scritta che dà tutti i connotati sui passaggi che Regione Liguria ha fatto sia di tipo legale, per quanto riguarda i pareri dell’Avvocatura rispetto al ricorso al Tribunale delle Acque, sia tecnici di bilancio, rispetto al mancato trasferimento dei fondi, che è fondamentale per fare partire l’opera». Giampedrone ha ricordato la recentissima approvazione del collegato alla finanziaria: «La sua interrogazione è antecedente l’approvazione del DDL 182, che ha le disposizioni che lei ha elencato». Giampedrone ha ricordato le comunicazioni e i solleciti fatti all’allora Città metropolitana dal 2016: «E’ evidente che serve, non solo in questo caso, uno scatto, affinché chi non può trasferire queste risorse porti, però, avanti le opere. Questa è la scelta che abbiamo attuato ed è stata approvata ieri».

 

Convocazione di un tavolo sulle discariche nel Parco Montemarcello-Magra-Vara

Francesco Battistini (Rete a Sinistra & liberaMente Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Gianni Pastorino, in cui ha chiesto alla giunta lo stato dell’iter per la costituzione del tavolo di lavoro sulle discariche presenti nel Parco Montemarcello-Magra-Vara e la data della prima convocazione. Il consigliere ha ricordato che nella seduta del 5 maggio 2017 era stata approvata dal Consiglio una mozione in cui si chiedeva l’istituzione di un tavolo di lavoro che coinvolga tutti gli enti istituzionali che insistono sul territorio del parco e i consiglieri di minoranza dell’Assemblea Legislativa della Liguria. Il tavolo deve redigere un piano di intervento sulla base dei dati raccolti dalle caratterizzazioni e dalla geolocalizzazione delle discariche, recuperare i fondi per attivare il piano di intervento e redigere il crono programma di intervento sulle discariche nel parco.

L’assessore ai parchi Stefano Mai ha risposto che il tavolo non è stato ancora costituito perché primariamente è necessario dargli delle “gambe” e cioè dargli la possibilità di essere operativo, vista l’importanza e la complessità del lavoro che occorre fare. E questo sarà possibile con un contributo di 50 mila euro, messo a disposizione dall’assessorato all’ambiente, previsto nel bilancio in fase di approvazione. Si prevede, quindi, la piena operatività in tempi stretti.

 

Scarsa illuminazione della galleria  di Velva nel Comune di Maissana

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta quali azioni verranno attuate nei confronti della Provincia della Spezia per eliminare il guasto all’impianto di illuminazione della galleria situata nei pressi dell’abitato di Torza di Maissana,  lungo il tratto ex strada statale 523 Sestri Levante – Varese  Ligure.

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha premesso che la strada nei prossimi mesi i tornerà ad essere di competenza statale. Ha poi chiarito che lo scorso 11 dicembre è stato effettuato un sopralluogo  durante il quale sono state verificate  le condizioni di scarsa illuminazione. E’ stata peraltro verificata la presenza di idonea cartellonistica di avviso, fissa e provvisoria. In attesa di poter ripristinare la completa illuminazione – ha puntualizzato Giampedrone  – sarà emessa specifica ordinanza  di divieto di transito nella galleria per i ciclisti. Giampedrone ha ribadito l’impegno della Regione, nel frattempo, a reperire ed impiegare  tutte le risorse che si rendessero disponibili, a qualsiasi  livello  per realizzare gli interventi di manutenzione.

 

Fondi regionali per la messa in sicurezza delle sponde del fiume Entella

Gabriele Pisani (Movimento 5 Stelle) con un’interpellanza sottoscritta dall’intero gruppo ha chiesto alla giunta  perché sono state finanziate le opere sulla sponda del fiume Entella, lato Chiavari, per realizzare il nuovo muro d’argine (sotto ponte della Libertà) e non quelle di Lavagna e se, alla luce di quanto previsto dalle funzioni amministrative di competenza della Regione in materia di difesa del suolo, al fine di garantire una più organica tutela dai rischi idrogeologici, non fosse più opportuno intervenire in contemporanea sul ripristino di entrambe le sponde del fiume Entella ed evitare così le criticità di una sponda non adeguatamente rinforzata rispetto all’altra.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha annunciato che il 28 dicembre verrà portato in giunta un provvedimento che permetterà di recuperare i residui delle accise del 2017 . «Abbiamo contattato la struttura commissariale del Comune di Lavagna che ci conferma la possibilità dell’investimento di 195 mila euro, che era parte di cofinanziamento del progetto, e noi interverremo, come Regione Liguria, con 430 mila euro». Secondo Giampedrone con queste cifre potrà essere coperto l’intervento principale, dando una risposta per il ripristino delle aree colpite da dissesto idrogeologico e dallo stato di emergenza e per riallineare il bacino alla risposta per le piene cinquantennali nei tempi più brevi possibili, una volta che verrà erogato il finanziamento.

 

Sui corsi per mediatori interculturali

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra & liberaMente Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Francesco Battistini, in cui ha chiesto alla giunta di attivare un corso per mediatori culturali e, nel caso non fosse previsto un imminente corso, di patrocinarne uno e, possibilmente, integrarlo con un percorso di creazione d’impresa affinché questi possano configurarsi in soggetto giuridico per introdurre una sana e opportuna concorrenza all’interno dell’ambito della mediazione culturale, che rischia di diventare monopolio esclusivo di un solo ente”. Pastorino ha spiegato che il mediatore interculturale «è un operatore sociale che svolge attività di mediazione tra i cittadini immigrati e la società di accoglienza, promuovendo la rimozione delle barriere culturali e linguistiche, una cultura di accoglienza e integrazione socio-economica nei confronti degli immigrati, la valorizzazione delle culture di appartenenza, la conoscenza dei diritti e dei doveri vigenti in Italia per gli immigrati, l’accesso a servizi pubblici e privati».

L’assessore alla formazione Ilaria Cavo: «Sono state destinate risorse del Fondo Sociale Europeo alla formazione di questa figura e, precisamente, sono stati presentati due progetti nel bando cosiddetto “over quaranta”, che abbiamo emanato nel 2015 e sono progetti su Imperia e su Spezia. I progetti presentati sono passati al vaglio della Commissione e sono stati attivati i corsi». Cavo ha ricordato l’emanazione di un bando per l’inclusione sociale sostanzioso che prevedeva la possibilità di presentare progetti, che, in realtà, non sono pervenuti. L’assessore ha, quindi, spiegato nel dettaglio le opportunità fornite anche dalla procedura a sportello della “formazione continua”: la prossima finestra si aprirà a febbraio. La formazione continua dei nuovi occupati – ha detto – prevede finestre alternativamente aperte e finanziamenti che possono essere continuamente erogati, quindi le risorse sono a disposizione. «Ovviamente sta alle cooperative e agli enti – ha concluso – presentare progetti mirati che troveranno il finanziamento dove saranno presentati».

 

Telelavoro e smart working

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra & liberaMente Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Francesco Battistini, in cui ha ricordato che in seguito ad una interpellanza presentata dallo stesso consigliere nell’aprile scorso sul telelavoro e lo smart working, l’assessore al personale Berrino aveva risposto che l’amministrazione entro dicembre 2017 intendeva sperimentazioni materiali di lavoro a domicilio per dipendenti regionali. Pastorino ha rilevato: «Più del 50% delle grandi aziende hanno adottato il “lavoro agile” con un aumento della produttività del 5-6% , telelavoro e smart working sono attuati da 19 Regioni, oltre al Comune di Genova e, fra gli altri, da Liguria Digitale».  Il consigliere ha chiesto quali passi in avanti sono stati fatti e quanti lavoratori della Regione oggi utilizzino sistemi di telelavoro uguali o simili a quelli usati in altri enti locali liguri o in aziende controllate dallo stesso ente Regione.

L’assessore al lavoro Gianni Berrino ha detto che lo scorso novembre questa amministrazione ha appreso di non essere stata individuata tra quelle che beneficeranno del supporto per la sperimentazione pilota di “lavoro agile”, un apposito progetto che  prevedeva l’affiancamento  specialistico. Seppur non selezionata – ha puntualizzato Berrino – la Regione potrà beneficare  di una specifica attività di supporto coordinata dal Dipartimento per le pari opportunità, attraverso una piattaforma interattiva che sarà disponibile nei prossimi mesi. La prima sperimentazione dovrebbe quindi essere possibile in tempi brevio, già nel 2018.

 

Disagi alle linee ferroviarie a seguito del fenomeno detto gelicidio

Giovanni Lunardon (Pd) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, ha ricordato i fortissimi disagi che hanno colpito   le linee ferroviarie e i pendolari liguri domenica 10 dicembre, lunedì 11 e martedì 12, a seguito del cosiddetto fenomeno del gelicidio. In particolare il consigliere ha ribadito che i pendolari non solo hanno subìto la soppressione di decine di treni e ritardi generalizzati ma, in alcuni casi, sono stati costretti a sostare in treno anche per 4 ore. Lunardon ha chiesto alla giunta se ritenga che Trenitalia e R.F.I. abbiano fatto tutto quanto in proprio potere per ridurre i disagi dei pendolari e se corrisponde al vero che, in particolare, non sia stato attivato tempestivamente il servizio sostitutivo e cosa intenda fare la giunta per evitare in futuro che si ripetano questi disagi, tenuto conto che è imminente la predisposizione del nuovo contratto di servizio.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino il quale ha spiegato di avere mandato segnalazioni in merito sia al Ministero dei trasporti sia a RFI per sollecitare piani adeguati alla gestione delle emergenze e chiedendo una relazione dettagliata sul piano di emergenza attuato, i provvedimenti adottati, i servizi soppressi e quelli sostitutivi adottati e le informazioni fornite alla clientela. Berrino ha deciso, sentito il prefetto, di istituire un tavolo tecnico. «Il nuovo contratto di servizio, in corso di definizione, – ha concluso – prevederà la predisposizione di un piano di intervento con le procedure per affrontare le emergenze».

 

Finanziamento dei “muretti a secco”.

Giovanni Barbagallo (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Luigi De Vincenzi , in cui ha chiesto alla giunta di finanziare nel Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 le domande rimaste fino ad oggi non finanziate ed in attesa di un intervento della Regione Liguria, relative al bando “Supporto agli investimenti non produttivi connessi all’adempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali” con il quale possono essere finanziati, tra gli altri, gli interventi per il ripristino dei “muretti a secco”. «Le domande pervenute per il ripristino dei muretti a secco sono state circa 3 mila di cui solo 500 circa – ha spiegato – sono state istruite e restano circa 2500 domande istruite e da finanziare provenienti dal territorio. La forte domanda territoriale non deve essere mortificata in alcun modo».

L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha spiegato che in seguito al bando regionale del 2016 per complessivi 8 milioni di euro sono pervenute 3266 domande di cui 710 sono state ammesse al finanziamento e oltre duemila, ritenute ammissibili, non sono state finanziate per esaurimento dei fondi. Mai ha annunciato che, proprio per rispondere a queste ampie richieste nei primi mese dell’anno prossimo verrà emanato un altro bando per 6 milioni di euro.

 

Trasferimento del Day Hospital oncologico del San Bartolomeo di Sarzana.

Francesco Battistini (Rete a Sinistra & liberaMente Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Gianni Pastorino, in cui ha chiesto alla giunta i costi per l’allestimento della struttura di day hospital oncologico presso l’ospedale San Bartolomeo di Sarzana e perché la direzione della ASL 5 ha deciso di smantellare la struttura, mai utilizzata, senza trasferirla altrove. Il consigliere ha ricordato che «dopo oltre 15 anni, in  seguito alle forti pressioni dei cittadini, é stata allestita da oltre un anno presso l’ospedale la struttura per la somministrazione di farmaci antiblastici, ma non è mai stata utilizzata per le funzioni per cui è stata predisposta. Nelle scorse settimane, inoltre, la direzione di ASL5 ha deciso di smantellare la struttura, utilizzandone i locali per gli uffici di direzione di presidio e professioni sanitarie».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha detto che  a seguito di un sopralluogo ed in considerazione della difficoltà di accesso per pazienti barellati, sono stati individuati nella stessa struttura al quarto piano,  come sede idonea  all’ampliamento del day hospital oncologico già esistente, gli spazi  attualmente occupati dall’hospice. Le attività di hospice saranno trasferite il prossimo anno nella nuova struttura prospiciente l’ospedale di Sarzana, che è in fase di ultimazione.

 

Utilizzo Paxman Scalp Cooling

Matto Rosso (FdI-An) ha presentato un’interrogazione per sapere se è possibile adottare anche in Liguria il sistema Paxman Scalp Cooling per i pazienti che affrontano la chemioterapia. Paxman Scalp Cooling” – ha spiegato – è una cuffia simile ad un casco da parrucchiera, serve a contenere uno degli effetti più comuni ed angoscianti provocati dalla chemioterapia: la caduta dei capelli, che si verifica a causa dell’atrofia parziale o totale della radice del bulbo pilifero, attaccato dal farmaco. «All’ospedale Sant’Anna di Torino è stata acquistata una rivoluzionaria apparecchiatura per aiutare i pazienti sottoposti a chemioterapia a non perdere i capelli – ha aggiunto – e l’utilizzo di questo strumento e la sua diffusione rappresentano una speranza di migliorare la qualità di vita dei pazienti sottoposti a chemioterapia, poiché riesce ad evitare nel 50-70% dei casi la perdita dei capelli».

L’assessore alla sanità Sonia Viale  ha evidenziato l’importanza del tema e ha dichiarato di avere già dato l’input di procedere alle verifiche per la collocazione di uno dei macchinari necessari per questo tipo di tecnica, in uno degli ospedali liguri. Viale ha spiegato che è già stato attivato un protocollo clinico per l’attuazione di questo sistema in nove ospedali italiani e i risultati conseguiti sono positivi. La gestione è prettamente infermieristica. Al costo iniziale di acquisto non se ne aggiungono altri successivi di entità rilevante relativi al suo funzionamento..

 

Situazione dei “Centri Salute” in Provincia di Savona.

Luigi De Vincenzi (Pd) ha presentato un’interrogazione per sapere se «la giunta crede ancora nella bontà del progetto dei “Centri Salute” operanti nella Provincia di Savona o se intende ridimensionarlo in un immediato futuro, come sembrerebbe da alcune notizie informali». De Vincenzi ha rilevato che nella provincia operano molteplici “Centri Salute”, associazioni di medici di medicina generale, frutto di un progetto di sanità territoriale ormai decennale sostenuto e valorizzato dalla Regione e condiviso dagli Enti Locali, che assicurano continuità assistenziale per 365 giorni all’anno, week end, prefestivi e festivi compresi, e sono un’esperienza più che positiva e molto radicata nel territorio. «Durante la stagione estiva e nei momenti di grande flusso turistico gli operatori del settore – ha aggiunto – hanno un punto stabile dove poter inviare i loro clienti in caso di necessità».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha premesso che questo progetto era nato da una delibera del 2012 e richiedeva «una sperimentazione quinquennale e prevedeva una serie di cose, che non sono state realizzate, che dovevano essere monitorate ma, all’epoca nessuno lo fece». L’assessore ha rilevato che i costi a carico della Asl delle prestazioni dei Centri salute, che sono organizzati in forma societaria o cooperativa, sono superiori a quelle degli ambulatori. L’attuale direzione della Asl – ha aggiunto – ha effettuato una serie di accertamenti incontrando, fra gli altri, anche i rappresentanti dei Centri Salute. «Non facciamo speculazioni e – ha concluso Viale – lasciamo completare alla direzione generale questo percorso per mettere in serenità e sicurezza e, soprattutto, per mettere a posto le pratiche amministrative e riaprirle nel rispetto delle regole, senza abbandonare questa preziosa esperienza della Asl2».

 

Dichiarazioni apparse sui social del direttore generale dell’ASL 2

Luigi De Vincenzi (Pd) ha presentato un’interrogazione sottoscritta anche da un altro componente del gruppo, Raffaella Paita, con la quale ha ricordato che durante la discussione sul nuovo piano sociosanitario ha segnalato la presenza di eco cardiografi guasti da oltre un mese nel reparto di cardiologia e terapia intensiva coronarica all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. A seguito di queste segnalazioni sono stati effettuati gli interventi di riparazione. Il consigliere sottolinea però che, a seguito di quanto accaduto,  «il direttore della asl2 ha aperto sui social una polemica assolutamente inopportuna nei toni come nei contenuti, mettendo in discussione la buona fede del consigliere regionale e minacciando ritorsioni nei confronti del presunto dipendente dell’Asl 2 che ha documentato con materiale fotografico il guasto del macchinario». De Vincenzi ha chiesto alla giunta di richiamare  il direttore «affinché tenga in futuro un atteggiamento più rispettoso nei confronti del ruolo di controllo legittimamente svolto dal Consiglio regionale, nella consapevolezza che la segnalazione di casi di inefficienza dei servizi è svolta al solo fine di sollecitare  verifiche e, se necessario, adottare misure correttive nell’interesse dei cittadini utenti».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha spiegato che, dopo la segnalazione del consigliere, ha provveduto immediatamente a chiedere delle verifiche al direttore generale da cui è emerso che le apparecchiature erano funzionanti e il reparto era in sicurezza. «Nei giorni precedenti – ha aggiunto – c’era stato un guasto temporaneo ad un eco cardiografo, poi riparato, e il reparto di cardiologia del presidio era stato dotato di un eco cardiografo sostitutivo quindi non c’è stata interruzione di servizio. Per quanto riguarda le dichiarazioni sui social, l’assessore ha avuto rassicurazioni che non sono state pronunciate dal direttore generale tuttavia «si può arrivare ad una composizione attraverso un incontro e io posso farmi tramite per rasserenare la situazione, fra il consigliere De Vincenzi e il direttore generale».

 

Futuro dell’attività chirurgica nel Polo ospedaliero di Sestri Levante

Luca Garibaldi (Pd) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta se e quale tipo di attività chirurgica che attualmente si svolge a Sestri Levante è destinata a restare nel polo ospedaliero. Il consigliere ha sottolineato, fra l’altro, che l’attuale organizzazione dell’offerta ospedaliera per l’ASL 4 prevede la presenza nell’ospedale di Sestri Levante di un complesso di reparti che svolgono attività chirurgiche,  con più di 2000 interventi l’anno.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha ribadito che nell’Asl 4  i tre presidi ospedalieri restano, senza modificare la loro identità, peraltro ben precisata nel documento. Il presidio di Sestri Levante – ha puntualizzato – è assolutamente integrato nel sistema sanitario ligure con la sua  precisa fisionomia.

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