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Pagano: «Riflessione sull’elezione di Lara Ghiglione a segretaria della Cgil»

Giorgio Pagano, Cooperante, già Sindaco della Spezia.

LA SPEZIA – «L’elezione di Lara Ghiglione a segretaria della Cgil spezzina segna una svolta. La Cgil è stata per molti anni il sindacato in primo luogo degli operai. Le poche donne dirigenti erano operaie. Nel grande palco del Monteverdi, dove si festeggiavano i sessant’anni di Giuseppe Di Vittorio (1952), c’erano solo uomini. Il libro della Cgil del 2001 ”Il Sindacato nella storia spezzina” raccoglie solo due testimonianze femminili, non a caso di due operaie, le filandine Delfina Betti e Ines Maloni. Secondo la Cgil e la sinistra la fabbrica era “punto di orientamento politico, di fiducia, elemento di unificazione ideale e quindi forza determinante per lo sviluppo futuro”, per dirla con Anelito Barontini, che di quel mondo fu la figura più prestigiosa. Gli operai che si formarono nell’antifascismo e nella Resistenza espressero una classe dirigente, sindacale e politica, che gestì le fabbriche con i Consigli di Gestione e fu poi protagonista di lotte durissime negli anni della rottura dell’unità antifascista, della chiusura delle fabbriche e dei licenziamenti politici. Una fase nuova si aprì con le lotte in difesa della cantieristica alla fine degli anni Sessanta: si affacciò sulla scena una nuova generazione di dirigenti sindacali e politici operai.

Il cambiamento profondo avvenne negli anni Ottanta: crisi dell’industria, perdita di centralità degli operai, crescita del terziario. Le donne acquisirono peso nel mondo del lavoro e nel sindacato. Non a caso Lara proviene dalla scuola, come Sonia Bertella, prima segretaria donna della Cisl. Cisl e Uil, meno “operaie” della Cgil, hanno avuto per prime segretarie donne (nella Uil Nadia Maggiani).

Lara è una “pasionaria”, combattiva e diretta, che ha chiari gli obbiettivi di fondo. Il primo: la città del futuro ha ancora bisogno dell’industria -tecnologica e innovativa- e quindi degli operai, non solo del turismo e dei servizi. Il secondo: aumentano le diseguaglianze nel mondo del lavoro, serve un sindacato che tenga tutti assieme, anche i disoccupati, i giovani che si sbattono nei mille lavoretti, i lavoratori delle ditte di appalto. Il terzo: a parità di mansioni si sono aggravate le differenze di stipendio tra uomo e donna, che vanno abbattute. Settant’anni fa, il 22 dicembre 1947, fu approvata la Costituzione, fondata sul lavoro e l’eguaglianza. Attuarla è la “missione della vita” dei giovani sindacalisti, donne e uomini, di oggi.»