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Rappresentazione del Natale

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LA SPEZIA – Martedì scorso: una lunga fila di bambini “invade” le strade del quartiere di Fossitermi. Accompagnati dalle insegnanti e da alcuni genitori, gli alunni della scuola primaria “Sacra Famiglia” salgono verso la chiesa di Gaggiola. Hanno preparato una rappresentazione di Natale con i canti e la scena della Natività per dire ai loro genitori, nonni ed amici che è giusto festeggiare il Natale, perché storicamente Gesù è venuto per stare con gli uomini, nascendo come ogni bambino e vivendo in una famiglia proprio come noi. E chi meglio di un bambino può “vedere” il Natale di Gesù ? Camminano spediti verso la collina, desiderosi di presentare quanto hanno preparato. In un baleno la grande chiesa di Gaggiola si riempie dei loro colori: bianco e rosso dei cantori, multicolori dei personaggi della scena della Nascita. “Mai vista tanta gente in questa chiesa, neppure la notte di Natale”, dice stupito il rettore padre Gian Luigi Ameglio. I canti si susseguono, mentre i personaggi danno vita al presepe. Fanno sul serio questi bambini, guidati dalle insegnanti e dalle Piccole Suore della Sacra Famiglia: l’armoniosa melodia si diffonde nella chiesa ed arriva dritta al cuore. I bambini comprendono la preziosità del messaggio che stanno dando ai loro genitori. Il Natale consumistico, al giorno d’oggi, fa la sua parte per cancellare il vero significato del Natale, ma quanto sta avvenendo nel santuario non passa invano. I canti natalizi certo restano nel cuore di tutti, all’uscita, ricordando che l’uomo non può essere solo persona che consuma cose o esperienze, bensì una persona che sa cogliere l’importanza di tradizioni che hanno un senso proprio se vissute alla luce dei valori cristiani. Davvero un grande augurio di “Buon Natale” quello offerto a Gaggiola dalla comunità educante della “Sacra Famiglia”.

Si è spento Luigi Novelli
Un altro lutto per il mondo della scuola spezzina e in particolare per la sua componente cattolica: si è spento infatti Luigi Novelli, per molti anni, nel dopoguerra, figura di spicco nell’area dei maestri cattolici ed anche nella vita politica spezzina. Insegnante e direttore didattico, guidò tra gli altri il circolo di via Napoli, e fu presidente del consiglio scolastico provinciale. Militante della Democrazia cristiana, nel 1963 sostituì alla segreteria provinciale il leader locale del partito Giorgio Morandi, eletto senatore. Svolse poi numerosi incarichi nel consorzio provinciale acqua e gas e quindi in società del gruppo Acam. Si divideva tra via del Popolo, al Canaletto, dove aveva la residenza, e l’abitato di Madrignano, in val di Vara, al quale era molto legato. Lascia a tutti il ricordo di una persona schiva ma attenta e sincera nel rapporto con gli altri. Alla famiglia le nostre condoglianze.

Quelle radici cattoliche del sessantotto
Cinquant’anni fa iniziava il “Sessantotto”: un complesso fenomeno sociale, culturale, politico e di costume, destinato a divenire quasi uno spartiacque nella storia del Novecento. Ma esso, come tutti i fenomeni di quel tipo, non fu univoco, né lineare, e venne preparato, spesso sotto traccia, da una pluralità di eventi, o cause remote. In Italia, ad esempio, molto più che altrove nel mondo, la “contestazione” ebbe anche una dimensione di carattere religioso, presente all’interno del mondo cattolico. Ciò avvenne anche alla Spezia, e nei prossimi mesi potrà essere interessante discuterne. A fine novembre 1967 si tenne a Rimini, per iniziativa del locale circolo “Maritain”, un convegno nel quale, sul tema del rapporto tra cattolici e politica, si confrontarono il direttore della rivista “Questitalia” Wladimiro Dorigo, un giovanissimo Achille Occhetto e il senatore socialista Luigi Anderlini. A quel convegno, che segna in qualche modo l’inizio di un confronto molto acceso negli anni seguenti (si pensi alla “strategia dell’attenzione” di Aldo Moro così come alla “scelta socialista” delle Acli), partecipò lo spezzino Giuliano Giaufret. Con la moglie Helene e con altri amici, in gran parte provenienti dalla Fuci e da altri organismi cattolici, Giaufret aveva fondato alla Spezia il gruppo “Don Milani”. Il priore di Barbiana era morto pochi mesi prima, e quindi l’iniziativa spezzina fu una delle prime assunte nel suo nome. A suscitare interesse non era tanto, allora, la posizione pedagogica di don Milani (”Lettera a una professoressa”), quanto quella pacifista, che lo aveva portato sotto processo a Firenze per la difesa dell’obiezione di coscienza al servizio militare. Il tema della pace era il vero collante dei gruppi cattolici spezzini vicini al “Don Milani”, molto fermi, ad esempio, nella condanna dei bombardamenti americani in Vietnam. Ma già da anni Spezia era stata crocevia di incontri di area cattolica tra Genova e Firenze: dal gruppo genovese della rivista “Il gallo”, con cui aveva contatti la beata Itala Mela, al vivace cattolicesimo fiorentino di La Pira, dal quale era sorto già nel 1962 il circolo di cultura “Adone Zoli”, coordinato dallo stesso Giaufret. Il Sessantotto cattolico, insomma, non fu affatto, nel tempo del dopo Concilio, un fenomeno improvviso, bensì fu preparato, anche alla Spezia, da anni di intenso dibattito.

Egidio Banti

Cosi il Ciofs prepara i cuochi del futuro
Dal 13 al 16 dicembre si sono svolti alla Spezia, nella sede del Ciofs, l’ente di formazione professionale delle suore salesiane, gli esami per il rilascio del diploma per la qualifica di “tecnico dei servizi di sala e bar”, valido su tutto il territorio nazionale e nell’Unione Europea. Il gruppo, formato da allievi e da allieve già in possesso della qualifica di “operatore della ristorazione” acquisita nei percorsi triennali del Ciofs – fp Liguria, ha frequentato il nuovo corso specialistico della durata di novecentonovanta ore, tra “stage” ed area professionale. L’esperienza formativa rappresenta anche alla Spezia una grande opportunità per l’inserimento nel mondo del lavoro, nel settore ristorativo, con prestazioni professionali di alto livello. Nel percorso è stato possibile sperimentare anche il sistema duale, attraverso la cosiddetta “alternanza rafforzata”: una grande opportunità per ottenere un diploma lavorando, con un percorso per singolo allievo di 490 ore di corso in aula e 500 di formazione in una azienda del settore. Così, lo scambio professionale si va via via arricchendo lungo il percorso. Il quarto anno per il diploma IeFP è stato realizzato grazie alla collaborazione degli allievi, del gruppo dei formatori, che ha creduto nella possibilità di riuscita dei giovani, e delle aziende del settore, che hanno permesso la realizzazione dello stage e dell’alternanza. “Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina, è certo che non ci sarà raccolto”: queste parole del compianto cardinale Carlo Maria Martini esprimono molto bene l’impegno del Ciofs nel perseguire, aggiornandola, l’esperienza educativa di Don Bosco: aiutare i giovani a diventare persone competenti, capaci di gestire un ruolo sociale attivo di valore pubblico, attraverso il lavoro ben fatto, cittadini consapevoli capaci di assumersi responsabilità per il bene comune.

Giuseppe Savoca

Gli auguri del vescovo
Si è svolto ieri mattina, alla Spezia, il consueto incontro augurale del vescovo con la curia diocesana e con tutti i collaboratori. Nel salone “Da Pozzo” dell’episcopio, il vicario generale monsignor Enrico Nuti ha rivolto anzitutto a monsignor Luigi Ernesto Palletti gli auguri di tutti per il Santo Natale. Il vescovo ha ringraziato e, dopo un breve bilancio della situazione sociale e religiosa della diocesi, ha ricordato in particolare, per l’anno che termina, l’evento della beatificazione di Itala Mela. Per il 2018, ha ricordato il Sinodo dei vescovi sui giovani ed ha richiamato all’attualità del Natale, anche alla luce del messaggio che pubblichiamo qui sopra. Dopo aver ringraziato il suo predecessore monsignor Bassano Staffieri per la sua costante presenza, ha concluso contraccambiando di cuore, gli auguri che gli erano stati rivolti.

Museo, presepi da collezione
Una bella mostra di “presepi da collezione” è in corso al Museo diocesano di via del Prione 156, alla Spezia. Resterà aperta sino al 28 gennaio con il seguente orario: giovedì dalle 10 alle 12.30, venerdì, sabato e domenica anche il pomeriggio dalle 16 alle 19. Il Museo organizza anche, nella sua sede, due concerti natalizi, ad ingresso libero: il primo sarà venerdì prossimo alle 17.30, con il coro della parrocchia di Nostra Signora della Salute detta della Scorza; il secondo sarà venerdì 5 gennaio, alle 17.30, con il coro della cattedrale di Cristo Re.

Chiusura degli uffici di curia
Durante il periodo natalizio, gli uffici della curia diocesana di via Don Minzoni alla Spezia resteranno chiusi. Riapriranno martedì 2 gennaio.

Ai lettori
A tutti i nostri lettori, rivolgiamo gli auguri più cordiali di un sereno e santo Natale da parte di tutta la redazione di “Avvenire – Spezia 7”.

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