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Sommergibile “Da Vinci”. Paolo Asti risponde all’Ammiraglio Nascetti

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Paolo Asti – Assessore alla Cultura e Turismo del Comune della Spezia.

LA SPEZIA –  “Nessun effetto in natura è senza ragione. Se intendi la ragione non ti bisogna esperienza”.

Sono le parole frutto della mente del genio di Leonardo da Vinci la migliore risposta alla voglia di muovere le acque manifestata a mezzo social, e riprese da alcuni organi di stampa, da parte dell’ex presidente di Promo Studi Ammiraglio Dino Nascetti in merito al progetto di musealizzazione del sommergibile “Da Vinci”. Fin dal primo incontro, che insieme al Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini abbiamo avuto con Nascetti, si è  preso atto che l’amministrazione Federici , in sede di approvazione del bilancio preventivo 2017/2019 (avvenuta in data 30 marzo 2017), aveva disposto l’inserimento di un capitolo per il finanziamento della musealizzazione del  “Da Vinci” con fondi derivanti da alienazioni patrimoniali. Di tale disponibilità, chiaramente vincolata a cessioni immobiliari, è stata data successivamente comunicazione a Promostudi, di cui Nascetti era presidente e ne aveva perorato il coinvolgimento come braccio operativo.  Dunque i  750 mila euro di impegno finanziario da parte del Comune della Spezia trovavano e trovano disponibilità in 50 mila euro con avanzo di amministrazione e per 700 mila con un impegno che, al momento, trova ancora solo un riscontro virtuale nel bilancio dell’amministrazione. Di tutto questo Nascetti è stato debitamente informato, anche quando l’amministrazione Peracchini ha ribadito la propria volontà finanziaria di partecipare al progetto.

Constato ora che, forse perché troppo preso dalla stesura di una tempistica d’intervento sul piano tecnico, l’ammiraglio sembra averlo scordato, non rendendo edotta la Marina Militare quando, nell’ottobre scorso, lo Stato Maggiore ha approvato la proposta di utilizzo museale del sommergibile di cui resterebbe per altro proprietaria con conseguenti problematiche di investimento da parte del Comune, ed eventualmente della Regione Liguria. Naturalmente l’impegno potrebbe passare attraverso la costituzione di società di scopo che, a seguito delle direttive stringenti della legge Madia, trovano complicazioni, alle volte insormontabili, sul piano amministrativo.

Precisato ciò, è mio dovere ricordare a Nascetti gli sforzi fino ad oggi compiuti dal Sindaco Peracchini per trovare altre forme di finanziamento, alternativo o suppletivo, a quelle previste nell’accordo iniziale che oggi non sono di fatto disponibili. Vale la pena di segnalare che nonostante il periodo di ferie, mercoledì scorso, 3 gennaio, dirigenti e tecnici del Comune, insieme ad alcuni assessori, si sono riuniti per provare a trovare una soluzione positiva alla vicenda, cercando di rispettare la scadenza del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci. Impresa praticamente impossibile con il posizionamento del “Da Vinci” in Calata Paita. Infatti i lavori necessari ad ospitare un così pesante e ingombrante scafo, nei tempi utili all’espletamento della gara d’appalto e realizzazione dei lavori strutturali di contenimento e di supporto alle attività inerenti a un museo, certo realisticamente non si può pensare che si possano concludere in sedici mesi o nei diciotto disponibili a partire dal novembre scorso. Da qui lo studio di eventuali posizionamenti del battello alternativi a Calata Paita, capaci comunque di mantenere tra i soggetti appartenenti all’impresa anche l’Autorità di Sistema Portuale.

Credo poi doveroso rendere noto che il piano finanziario di sostenibilità economica gestionale del Museo “Da Vinci”, prospettatoci dall’ammiraglio Nascetti, abbia carattere di empiricità dovuto alla mancanza di uno studio di approfondimento adeguato che, secondo il principio del “buon padre di famiglia”, il Sindaco e gli amministratori devono mettere in atto nel momento in cui sono chiamati ad impegnare somme di denaro a nome della collettività, tanto più se così ingenti.

Voglio quindi tranquillizzare la cittadinanza: il “Da Vinci” non è caduto nel dimenticatoio, anzi, sul Da Vinci, come nel mese di dicembre avevo comunicato verbalmente a Nascetti,  è in corso una realistica valutazione sulle opportunità, concrete o meno, che questo potrebbe offrire allo sviluppo turistico della Città in rapporto al costo di circa due milioni e mezzo di euro complessivi di investimento necessari per portare a termine la sua musealizzazione, senza dimenticare poi gli oneri che ci impegnerebbero nella sua gestione.”

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