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Il Premio della Bontà assegnato all’Anffas

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di Giuseppe Savoca.

La Messa pontificale dell’Epifania, celebrata ieri mattina 6 gennaio nella cattedrale di Cristo Re dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, è stata ancora una volta l’occasione per la consegna del premio diocesano della solidarietà. Il premio, che da qualche anno è tornato a chiamarsi – anche nella motivazione ufficiale – con il nome originario di “premio della bontà”, è intitolato al nome di “Siro Silvestri”, il vescovo che lo istituì circa quarant’anni or sono. Quest’anno il premio è infatti giunto alla sua trentanovesima edizione, ed è stato assegnato alla sezione spezzina dell’Anffas, una sigla importante nell’ampio panorama del volontariato sociale spezzino. L’ “Anffas Onlus La Spezia”, infatti, è l’associazione delle famiglie delle persone affette da disabilità intellettiva o relazionale. Fondata in Italia nel 1958, l’associazione ha da sempre il carattere di “associazione di famiglie”, anche per sottolineare il ruolo centrale e fondamentale delle famiglie nella cura e nella ricerca di un’adeguata qualità della vita per coloro che sono affllitti da tali disabilità. Anche alla Spezia l’Anffas è attiva da decenni, e, da quattordici anni, segue molte persone con disabilità intellettiva nel proprio centro socio educativo, che è stato aperto nel capoluogo provinciale in viale Amendola, 92. Vi trascorrono il proprio tempo libero ragazzi e ragazze diversamente abili di tutta la provincia. All’interno del centro, in particolare, le persone disabili possono partecipare a dei laboratori pomeridiani per la dare vita ad esperienze di socializzazione e di condivisione, promuovendo così reale integrazione ed avversare ogni forma di esclusione. Il servizio viene effettuato nei giorni feriali dal lunedì al venerdì, con orario settimanale dalle 15 alle 18.30, e servizio di pullmini. Il centro è aperto a persone con disabilità intellettiva che desiderano trascorrere il loro tempo libero anche se  inseriti in altre  realtà di vita o in  altri centri con sede in città e provincia. Ieri mattina, dopo la Comunione, il direttore della Caritas don Luca Palei, dando l’annuncio dell’assegnazione del premio, ne ha letto le motivazioni, che ripercorrono appunto l’importante cammino svolto da Anffas alla Spezia, come altrove in Italia, in tutti questi anni. Il vescovo Palletti ha quindi consegnato al presidente della sezione Anfaas e ai suoi collaboratori la somma messa a disposizione, come ogni anno, dal Lions club “Spezia Host”. Era presente anche il parroco della cattedrale e primicerio del capitolo monsignor Pier Carlo Medinelli. Questa il testo delle motivazioni letto in cattedrale per conto della commissione di assegnazione del premio: “Valutate ampiamente le candidature giunte, la commissione ha ritenuto opportuno conferire il premio della bontà per l’anno 2017 all’Anffas della Spezia. Trattasi dell’associazione che dal 1958 opera per la valorizzazione delle persone diversamente abili e dei loro familiari. Il premio viene conferito agli operatori come riconoscimento dell’impegno costante e qualificato che li vede attivi nel promuovere i diritti inalienabili ad una vita libera e indipendente, rispettosa della dignità delle persone diversamente abili”. Dopo la lettura della motivazione, il vescovo ha consegnato il premio ai responsabili dell’associazione, presenti diversi tra coloro che frequentano il centro. Per il Lions “Host” erano presenti il vice presidente Francesco Orlandini, Francesco Bernardi e Dino Corsini. Ancora una volta la cerimonia, che si tiene quasi alla conclusione del periodo natalizio, ha voluto rappresentare un segno concreto di riconoscimento della solidarietà, presente davvero in maniera significativa anche nella realtà spezzina, e troppe volte ignorata o sottovalutata. Ai dirigenti, ai soci, agli operatori ed a tutti i partecipanti alle attività dell’Anffas spezzina inviamo, per il premio ottenuto, le felicitazioni più vive della nostra redazione.

GIORNATA MONDIALE DELLE PERSONE MIGRANTI

Domenica prossima 14 gennaio la Chiesa celebra la giornata mondiale delle persone migranti. L’evento, anno dopo anno, ha assunto un’importanza crescente, per l’oggettivo incremento di questo fenomeno, ormai davvero definito epocale. Per la Chiesa si tratta però di una iniziativa molto antica, segno di una indubbia capacità di anticipare i tempi: la giornata sarà infatti la 104.a della serie iniziata all’inizio del secolo scorso. La giornata di domenica, in particolare, si collegherà, in questo 2018, con la giornata mondiale della pace, appena celebrata il 1° gennaio, che Papa Francesco ha inteso infatti dedicare al tema “Migranti e profughi, uomini e donne di pace”. Alla Spezia, la celebrazione diocesana – che non esclude quelle tenute nelle parrocchie per iniziativa dei singoli parroci – si terrà domenica mattina alle 10.30 alla Spezia, nella parrocchia santuario di Santa Rita, ai Vicci. Il vescovo Luigi Ernesto Palletti presiederà la Messa, caratterizzata da canti e preghiere guidati dalle singole, ed ormai numerose comunità non italiane che sono presenti a Spezia, in particolare africane e sudamericane. Al termine, presso i locali della parrocchia, ci sarà un momento di festa per tutti. Lo scorso anno i vescovi delle diocesi della Liguria proprio su questo tema avevano pubblicato un importante documento, dal titolo “Migranti segno di Dio che parla alla Chiesa”: un testo per offrire alle comunità cristiane – scrivono i vescovi – una riflessione che aiuti a leggere le migrazioni come un segno di Dio che parla alla Chiesa, non dimenticando le cause del fenomeno. “L’arrivo dei richiedenti asilo nei nostri paesi – prosegue il documento – solleva non solo problemi di ordine sociale ed economico, ma anche ecclesiale, perché fa emergere la profonda difficoltà delle nostre comunità ad essere evangelizzatrici verso queste persone, anche solo nella modalità dell’accoglienza. Persino il rapporto con gli immigrati cristiani spesso risulta estremamente faticoso”. Di qui la necessità di un nuovo passo verso l’accoglienza, cercando di comprendere “le ragioni che spingono enormi masse di persone ad abbandonare il proprio paese”.  “La migrazione – scrivono i vescovi – coinvolge la vita di tutti, ci ‘tocca’ tutti in eguale maniera”. Sollecita le diocesi ad un profondo ripensamento delle modalità con cui “offriamo la proposta evangelica”: “Ora che l’annuncio ad gentes non è più solo ai confini della terra, ma è entrato prepotentemente nella nostra vita sociale, le comunità cristiane devono usare parole e porre gesti capaci di dire il Vangelo anche agli stessi migranti che vengono da una formazione cristiana”. “Il fenomeno delle migrazioni forzate – scrive ancora il messaggio – domanda un rinnovamento del linguaggio e della prassi dell’evangelizzazione a cui, come Chiesa, non possiamo sottrarci”. Il primo passo da cui partire è “un profondo cambio di prospettiva: fino ad ora la missio ad gentes ha prevalentemente favorito l’atteggiamento di chi è chiamato a portare ad altri il Vangelo, la cultura, gli aiuti. Ora il mondo, le culture, le religioni interpellano le nostre Chiese”. “Occorre anzitutto ascoltare: i profughi sono portatori di culture altre, di stili di vita differenti, di sensibilità alternative alle nostre e, quando cristiani, di un patrimonio di esperienza di fede e vita ecclesiale da cui abbiamo molto da imparare, specie in un contesto così secolarizzato come il nostro”. Il vescovo Palletti, a sua volta, aveva illustrato il messaggio del Papa per la giornata della pace nel corso della Messa dell’ultimo giorno dell’anno in cattedrale alla Spezia

Veppo, festa della famiglia

Torna anche quest’anno, in alta Val di Vara, la bella tradizione della parrocchia di Veppo, nel comune di Rocchetta Vara, che nel corso del periodo natalizio organizza una festa per la famiglia. La festa ha carattere vicariale, e quindi sono invitate tutte le famiglie della zona, anche in formazione. L’appuntamento religioso è per oggi pomeriggio 7 gennaio alle 15.30. Il vescovo Luigi Ernesto Palletti, accolto dal parroco don Mario Perinetti e dai collaboratori, celebra la Messa per le famiglie e nell’occasione amministra la Cresima. Un segno forte di speranza in una zona, la Val di Vara, interessata da molti anni dal fenomeno sociale dello spopolamento.

A Roverano il primo pellegrinaggio mariano del 2018

Sabato prossimo 13 gennaio si terrà a Roverano, in Val di Vara, il primo dei pellegrinaggi mariani mensili nel nuovo anno 2018. I pellegrini si ritrovano alle 8 al Termine di Roverano, iniziando con la recita del Rosario sino al santuario mariano, dove il vescovo Luigi Ernesto Palletti presiederà la Messa. Al termine, il consueto ristoro in comune. Questo evento sarà anche l’occasione per il primo incontro diocesano delle confraternite, ora guidate da un nuovo priore, Francesco Garibotti di Mattarana, che a inizio d’anno ha sostituito, dopo molti anni, Luciano Currarino di Legnaro. Dopo la Messa di sabato, infatti, il vescovo resterà a Roverano e, nel salone vicino al santuario, terrà alle 10 una catechesi alle confraternite. Il programma annuale del priorato era stato messo a punto nei giorni scorsi in occasione dell’incontro augurale del direttivo con il vescovo, tenutosi alla Spezia, nel salone “Da Pozzo”, presente il delegato vescovile monsignor Giorgio Rebecchi. Il segretario Oscar Calisto, in detta occasione, ha illustrato ai presenti le proposte di attività per il 2018, concordate con il vescovo. Il secondo incontro, con la catechesi di Quaresima, sarà ancora a Roverano sabato 24 febbraio.Venerdì 9 marzo, alle 18, le confraternite inizieranno alla Spezia, nella chiesa di Santa Maria Assunta, le “24 ore per il Signore”, tornando a concluderle il giorno dopo con la Messa solenne. Domenica 8 aprile, al santuario dell’Agostina di Riccò del Golfo, raduno diocesano, al quale seguirà, sabato 21 aprile, il pellegrinaggio al santuario di Nostra Signora della Corona, presso Verona. Il pellegrinaggio dei confratelli giovani sarà invece domenica 6 maggio a Cremolino di Alessandria. In giugno ci saranno incontri nazionali a Milano. Infine, domenica 18 novembre ci sarà a Corvara la Messa di suffragio per i defunti. Nel corso del nuovo anno, inoltre, sarà realizzato un libro sulla storia delle confraternite della provincia della Spezia.

Itala Mela e il suo tempo

La figura e l’opera di Itala Mela, la spezzina proclamata beata nel corso del 2017sarà al centro dell’incontro di venerdì prossimo12 gennaio al Convegno “Maria Cristina”. Ne parlerà alle 17, nella sala “Monsignor Silvestri” di Casa Massà, in via Cadorna 4 alla Spezia, il giornalista e studioso Egidio Banti, con particolare riferimento al contesto civile ed ecclesiale in cui Itala visse. Tutti sono invitati.

Il primo nato del 2018

E’ nato a Spezia il primo bambino ligure nel 2018. Si chiama Dariel e appartiene ad una famiglia di origine dominicana, da tempo naturalizzata in città. La costituiscono il padre, la mamma e il fratello di undici anni. Dariel è venuto alla luce meno di un minuto dopo la mezzanotte, nel reparto di ostetricia dell’ospedale “Sant’Andrea”. Erano passate solo poche ore quando il bambino, che gode ottima salute, e la mamma hanno ricevuto la visita del vescovo Luigi Ernesto Palletti. Come ogni Capodanno, infatti, il vescovo quella mattina ha celebrato una Messa nel reparto dove vengono alla luce i nuovi spezzini. A Dariel, ai suoi genitori e al fratello le nostre felicitazioni.

«Fin che la barca va… »

Anticipiamo la notizia che l’ufficio diocesano di Pastorale per la famiglia organizza alla Spezia per domenica 28 gennaio, nell’oratorio della parrocchia di Mazzetta, l’incontro “Fin che la barca va… e oltre”, rivolto alle giovani coppie che hanno partecipato agli incontri di preparazione al matrimonio. All’incontro, che inizia alle 18.15, saranno presenti il vescovo e il giornalista e mediatore familiare Marco Scarmagnani. Seguirà una cena insieme nell’oratorio parrocchiale, per la quale occorre prenotare entro il 21 gennaio, telefonando al numero 328.5834990. Durante l’incontro sarà attivo un servizio di animazione per bambini e bambine.

Mostra d’arte al “Del Santo”

E’ stata inaugurata venerdì scorso la prima mostra del nuovo anno al centro culturale “Angiolo Del Santo”, di via Don Minzoni 62 alla Spezia, sede locale dell’Unione artisti cattolici. La rassegna ospita opere delle pittrici spezzine Giuliana Garbusi e Cettina Nardiello, che sono stata presentate dal presidente degli artisti cattolici Guido Barbagli. La mostra, che ha per titolo “Quando l’ingenuità incontra la fiaba e la fantasia”, resterà aperta sino a mercoledì 17 gennaio con apertura al pubblico dalle 17.30 alle 19, tutti i giorni esclusi la domenica e il lunedì.

Messa di suffragio per padre Dionisio

Passano gli anni e anche i decenni, ma alla Spezia è sempre vivo il ricordo di padre Dionisio Mazzucco, il frate cappuccino che, oltre ad essere stato per molto tempo cappellano dell’Arsenale militare spezzino, fondò ai Colli, nella sede di Villa Podestà, l’opera del “Sorriso francescano”, da sempre molto attiva a sostegno dei bambini orfani e delle famiglie in difficoltà. A ventotto anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel gennaio 1990, una Messa di suffragio viene celebrata stamani domenica 7 gennaio alle 11 nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, in via XX settembre, 150, alla Spezia, già affidata ai Cappuccini della provincia di Liguria. Presiede l’amministratore parrocchiale don Giuseppe Savoca. Nel corso del rito, viene ricordato anche padre Alfredo Fazio, scomparso lo scorso anno dopo essere stato per molto tempo parroco al Sacro Cuore e superiore dell’attiguo convento dei Cappuccini, del quale faceva parte lo stesso padre Dionisio. Tutti sono invitati.

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