Brucia i rifiuti industriali e provoca un incendio, risolutivo l’intervento della Polizia Provinciale

Denunciato un imprenditore della Val di Vara per illeciti ambientale e incendio colposo.

Peracchini: “L’attenzione della provincia sulle tematiche ambientali è alta. La polizia provinciale compie costantemente un’azione di prevenzione in tutto il territorio, questo in parallelo ai molti programmi di tutela dell’ambiente che ci vedono impegnati. Situazioni come quella in cui sono intervenuti i nostri agenti, scongiurando che un incendio potesse avere espansione e arrecare danni più gravi, sono gravissime. È impensabile che ancora oggi vi sia chi attua certi comportamenti censurabili che non ammettono giustificazioni”.

LA SPEZIA – Un imprenditore della Val di Vara è stato deferito dalla Polizia Provinciale all’Autorità Giudiziaria per un illecito concernete lo smaltimento di rifiuti derivanti dalla sua attività e per aver provocato un incendio. Un comportamento tanto superficiale quanto incauto, infatti l’uomo aveva pensato di disfarsi del materiale di scarto della propria impresa tramite l’abbruciamento a terra dei rifiuti, provocando così un principio di incendio che si stava rapidamente espandendo.

Questo comportamento, che costituisce già un reato punito rigidamente in quanto è vietato dalla specifica normativa ambientale, ha portato a però a ben più gravi conseguenze e solo il pronto intervento degli Agenti della Provincia ha evitato un danno ancor più elevato.

Una pattuglia della Polizia Provinciale in servizio sul territorio ha notato una densa colonna di fumo che si innalzava alla periferia di Brugnato. Giunti sul posto gli Agenti hanno appurato che si trattava di un principio d’incendio che aveva già interessato un vicino cannetto posto fra alcuni insediamenti artigianali. Oltre agli operatori della Polizia Provinciale è giunta sul luogo anche una squadra del Distaccamento di Brugnato del Comando Vigili del Fuoco della Spezia che prontamente è riuscita ad avere ragione delle fiamme che stavano già attaccando la vegetazione. L’intervento ha così scongiurato situazioni di serio pericolo.

L’azione dei Vigili del Fuoco si è poi estesa anche al piazzale di una vicina azienda dove si è stata accertata l’origine dell’incendio. Tutto era infatti dovuto al propagarsi delle fiamme derivanti dallo smaltimento di un cumulo di rifiuti speciali costituiti fondamentalmente da legno e pannelli e prodotti resinati, posto in prossimità della vegetazione. Il fuoco, anche a causa del protrarsi delle alte temperature climatiche e grazie alla vegetazione particolarmente secca, si è propagato in breve tempo verso l’area verde sfuggendo al controllo.

Gli agenti della Polizia Provinciale, dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso, hanno denunciato il rappresentante legale della impresa, sia per la gestione illecita dei rifiuti, sia per l’ulteriore reato di incendio colposo, conseguente all’attività non consentita di abbruciamento degli stessi rifiuti. Al termine delle prime indagini la pratica è stata trasmessa al competente Magistrato titolare del fascicolo aperto sulla base di quanto relazionatogli dalla Polizia Provinciale nell’immediatezza del fatto.

“L’attenzione della Provincia sulle tematiche ambientali è alta. La Polizia Provinciale compie costantemente un’azione di prevenzione in tutto il territorio, questo in parallelo ai molti programmi di tutela dell’ambiente che ci vedono impegnati anche in importanti progetti di riqualificazione, come, ad esempio, quello delle reti fognarie. – commenta il Presidente Pierluigi Peracchini – Il rispetto delle norme, l’applicazione del corretto processo di gestione dei rifiuti, da parte di tutti, in questi mesi ha consentito risultati da record che sono patrimonio dell’intera comunità. I comportamenti illeciti, gli atteggiamenti scorretti danneggiano il lavoro che tutti assieme, enti pubblici e cittadini, stiamo portando avanti. Situazioni come quella in cui sono intervenuti i nostri agenti, scongiurando che un incendio potesse avere espansione e arrecare danni più gravi, sono gravissime. È impensabile che ancora oggi vi sia chi attua certi comportamenti censurabili che non ammettono giustificazioni”.

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