Autobus, La Spezia in controtendenza: +47,4% di nuove targhe

LA SPEZIA – Tra chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Continental, brand che da 150 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato un Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore sia a livello nazionale, sia a livello locale. Per capire quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti in Liguria, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie Euro* del parco circolante in Regione e nelle singole province.

In controtendenza con la Regione: La Spezia segna +47,4% nuovi autobus immatricolati

Nel 2020 in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019. Sopra la media nazionale il calo della Liguria, al -25,1%. Quasi tutte le province vedono una diminuzione di nuove targhe: La Spezia è la peggiore con -38,1%.

Uno scenario simile si presenta per il trasporto persone. Le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020 (-31%). A livello regionale la Liguria segna -26,7% e, tra le province, l’unica a registrare segno positivo è La Spezia (+47,4%).

Alimentazione autobus, l’ibrido solo a La Spezia

Lo scorso anno, il parco circolante di autocarri merci in Italia ha raggiunto le 4.221.718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6%); i rimanenti sono a benzina (4,6%), a metano (2,2%), a benzina e gas liquido (1,2%), ibridi ed elettrici (0,1% ognuno). In Liguria il benzina e gas liquido supera il metano (1,85% vs 0,94%) mentre elettrico e ibrido si fermano a 0,17% e 0,11%. La Spezia è la provincia con il numero più elevato di mezzi a metano (1,8%) e solo lo 0,1% di ibridi ed elettrici.

Il parco autobus nel nostro Paese registra nel 2020 99.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7%), seguiti però dal metano (4,8%). Sotto l’1% rimangono l’elettrico, il benzina, benzina e gas liquido e l’ibrido.

In Liguria il gasolio detiene il 98,2% del parco circolante. Il metano segna lo 0,8%, seguito subito dall’elettrico allo 0,7% che supera il benzina (fermo allo 0,2%). I bus ibridi sono presenti unicamente a La Spezia (0,2%), dove il 97,2% dei mezzi rimane a gasolio e il restante a metano.

A La Spezia quasi un autobus su 4 ha massimo 5 anni

La fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (18,9%), seguita dai 15-20 anni (17,9%) e 20-30 anni (15,7%).

Stesso schema in Liguria con rispettive percentuali di 20,4%, 18,2% e 17,2%. La quota di autocarri di oltre 30 anni è al 12,5%, mentre i mezzi più recenti di massimo 5 anni salgono al 18,6%. In linea con la media provinciale La Spezia segna il 16,5% di veicoli giovani e il 13,5% di quelli più anziani, la percentuale più alta in Regione.

Considerando il parco autobus nel nostro Paese, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4% del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7%. Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante (54,4%).

In Liguria la quota di bus tra 0 e 5 anni supera quella dei mezzi ultraventennali (27% vs 18,8%). A La Spezia la differenza tra le due fasce è lieve: il 24,7% degli autobus di massimo 5 anni supera leggermente la quota di quelli sopra i 20 anni di età, al 23,4%.

Più di uno su 3 è Euro 5 e 6

Dall’analisi della categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (Euro 5 ed Euro 6), che corrisponde al 31,8% del totale; ciò nonostante, quelli più vecchi (Euro 0, Euro 1 ed Euro 2) continuano a coprire una quota superiore (33,3%).

Benché anche in Liguria gli Euro 5 e 6 siano abbastanza diffusi (30%), le classi più inquinanti sono comunque di più e arrivano al 32,4%. Numeri simili anche a La Spezia dove gli Euro 0,1 e 2 arrivano al 33,2% e superano le categorie più recenti (al 28,2%).

In Italia la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 38,2%. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, ed Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 arrivano al 38,6% del totale.

In Liguria la quota di Euro dalla 0 alla 2 è invece inferiore rispetto alla fascia Euro 5 e 6 (20,9% vs 37%), così anche a La Spezia (27,9% vs 35,2%).

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