Up and Down, i personaggi della settimana

Up
ANDREA CORRADINO

Andrea Corradino, presidente della Fondazione Carispezia, è il volto del rilancio in grande stile del Festival della mente di Sarzana arrivato alla diciottesima edizione. Dopo quella minimalista dello scorso anno, penalizzata dalla pandemia, Corradino è deciso a rinsaldare il rapporto con il pubblico in presenza, pur con le inevitabili limitazioni, e ad allargare la platea dei visitatori on line.

Durante la presentazione della rassegna, che si svolgerà dal 3 al 5 settembre, il presidente della Fondazione ha ribadito che il Festival è diventato un elemento identitario del nostro territorio e di Sarzana in particolare, fugando le voci che si rincorrono ogni anno sul suo trasferimento nel comune capoluogo. Il festival di quest’anno sarà originale, nel senso che scandaglierà le origini di idee, linguaggi, guerre ed emozioni, con lo sguardo rivolto al futuro.

Corradino ha assicurato che la Fondazione non farà mancare risorse alla cultura e agli eventi di qualità come, appunto, il Festival della Mente. Capace di sviluppare otto euro per ogni euro investito (studio di un ricercatore della Bocconi) intercettando parte di quel popolo colto che legge più di cinque libri al mese, va a teatro e frequenta assiduamente le librerie.

Down
SAURO MANUCCI

Dalla Regione è arrivato un perentorio altolà al progetto di trasformazione della centrale Enel a carbone a impianto a turbogas. Meno inquinante ma sempre inquinante. Per una volta consiglieri di maggioranza e di opposizione si sono trovati d’accordo e hanno approvato un ordine del giorno in cui si riconoscono tutti: lista Sansa, Pd, Lega, M5S, Linea condivisa.

Un passaggio molto atteso e molto importante perché senza l’approvazione della Regione è assai improbabile che il governo dia via libera alla centrale a turbogas. A pronunciarsi sulla scottante vicenda sono stati i consiglieri delle commissioni Ambiente e Lavoro, in riunione congiunta. Si sono registrate soltanto tre astensioni, tra le quali quella del consigliere spezzino di Fratelli d’Italia Sauro Manucci. Il quale ha pensato, astenendosi, di mandare un segnale al governo cui spetta l’ultima parola.

«I partiti che hanno presentato l’ordine del giorno – ha dichiarato Manucci – sono quelli che guidano l’esecutivo nazionale e quindi è doveroso chiedere un impegno anche del Governo e non solo della Regione». Giusto. Ma non sarebbe stato più efficace un voto unanime di tutti i commissari? Sull’Enel Manucci reclama l’impegno del governo ma lui si disimpegna.

Renzo Raffaelli

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