Operativo il camper della Pubblica assistenza per le persone in difficoltà

Cinque accessi il primo giorno. Antonini dei servizi alla persona: “Pubblica assistenza ci sarà sempre”. Dal Tavolo delle povertà, Guerrizio: “Un aiuto concreto”. Il dottor Tani: “Un servizio che ‘parla’ alle persone”.

LA SPEZIA – Tornano gli appuntamenti con l’ambulatorio di strada. Il servizio è reso possibile dal camper messo a disposizione della Pubblica assistenza della Spezia. Questa mattina il mezzo è stato posizionato all’interno dell’oratorio salesiano Don Bosco di Via Roma, alla Spezia. Il ritorno dell’ambulatorio mobile è il frutto di un impegno importante stabilito dal Tavolo delle povertà che vede protagoniste molte associazioni del territorio.

Oggi dalle 7.45 alle 10 sono partite le prime visite e in totale ci sono stati cinque accessi, uno dei quali al Pronto soccorso. Il camper sin dalla sua messa su strada ha svolto un ruolo fondamentale in campo sanitario soprattuto con l’avvento del Covid 19. Di fatto, con l’arrivo della pandemia non ha eseguito più le visite mediche ma si è prestato anche per i servizi legati ai tamponi sia al Palasport che in Piazza Brin, solo per citare due esempi.

Il mezzo sarà a disposizione, in Via Roma nei locali dell’oratorio nel lato del campo da basket, tutti i lunedì. Il bilancio della mattinata è affidato al responsabile dei servizi alla persona della Pubblica assistenza della Spezia Maurizio Antonini, Eloisa Guerrizzio  portavoce del Tavolo delle povertà e il dottor Francesco Tani medico volontario che ha seguito gli accessi.

“La Pubblica assistenza c’è assieme al Tavolo delle povertà e Buon mercato – spiega Maurizio Antonini – per dare questo servizio, partito prima della pandemia, che ha funzionato molto bene e dato risposte concrete a chi è in difficoltà. Oggi siamo tornati su strada e la Pubblica assistenza ci sarà sempre e comunque, nonostante tutto e tutti”.

Il Tavolo delle povertà ha sempre garantito i servizi sanitari per chi ha maggiori difficoltà sia al Montagna che con le unità di strada. In questo mare di solidarietà sia i medici che gli infermieri hanno dato disponibilità nel momento in cui i volontari intercettavano situazioni di fragilità fuori dai contesti protetti.

“Il ritorno del camper da una maggiore sicurezza anche ai volontari – spiega Eloisa Guerrizio – perché così sanno dove indirizzare le persone fragili potendo fornire loro orari e luoghi per evenutali necessità. In questo momento siamo in attesa anche di poter aumentare le uscite settimanali con le postazioni fisse e una itinerante”.

Con i dati alla mano, risalenti al 2019 e primi mesi del 2020, il camper ha avuto 120 pazienti. Il dottor Francesco Tani ha fatto un primo bilancio: “Siamo alla prima giornata della ripresa dopo quasi un anno di sosta, dovuto alla pandemia. Le condizioni epidemiologiche sono cambiate quindi ci permettono di ricominciare. In questo primo giorno, nel corso del quale pensavamo di fare una semplice uscita, abbiamo avuto cinque contatti e una delle persone visitate ha avuto necessità di accedere al Pronto soccorso. Questo dimostra che c’è molta aspettativa e attenzione su questo servizio, da parte di chi ne ha bisogno. Nell’anno della pandemia il camper è stato usato per contrastare il Covid, come richiesto dall’Asl 5. Siamo stati tra i primi in Italia a permetterlo perché questo ambulatorio era già pronto e autorizzato. Ringraziamo anche i colleghi che sono stati sempre disponibili. I nostri medici e i nostri volontari sono sempre stati sempre attivi per mantenere il servizio per le persone con fragilità. La presenza del camper aumenta in maniera esponenziale gli accessi, perché è una postazione fisica, visibile più di un servizio diffuso sul territorio e diventa un elemento concreto che ‘parla’ alle persone”.

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