UIL, Mario Ghini. “Burocrazia e timidezza arginano lo sviluppo della Liguria”

Spendere bene e subito le risorse del Pnrr in infrastrutture e sanità, ricordiamoci anche i 16 miliardi di investimenti previsti prima del Covid.

GENOVA – “Il lavoro e la coesione sociale devono ritornare ad essere centrali nelle politiche economiche e sociali del Governo, del Paese, della Liguria”, lo ha affermato Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria, nell’ambito del Consiglio regionale che si è svolto oggi a Genova alla presenza di PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil. Questo non può che farci riflettere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, un’occasione per la Liguria da spendere bene nei tempi previsti, soprattutto per quanto riguarda comparti come infrastrutture e sanità.

“Abbiamo davanti agli occhi lo stato in cui versa il territorio, siamo in piena crisi per quanto riguarda la mobilità e i trasporti: ogni giorno sembra di ascoltare un bollettino di guerra, i blocchi e le code nelle nostre autostrade ci fanno perdere economia e arrestano il nostro sviluppo”. Nelle scorse settimane, si è svolto il Forum Ambrosetti nel corso del quale è emerso un dato interessante: la Liguria è una delle regioni che avrebbe reagito meglio alla crisi innescata dalla pandemia.

“Tuttavia pare anche che il territorio abbia bisogno di uno scatto decisivo – spiega Ghini – si parla di oltre 16 miliardi di investimenti da fare in infrastrutture, investimenti che, a onore di cronaca, erano previsti prima dell’arrivo del Covid, ma per i quali oggi manca una stima precisa per il futuro. Inoltre occorre abbattere la burocrazia, vera palla al piede dello sviluppo di questo Paese insieme alla corruzione”.

I ritardi sui tempi di realizzazione delle grandi opere costano alla Liguria una mancata crescita del Pil dello 0,5%, pari a circa 700 milioni (stima al 2023). La Liguria ha bisogno di rendere il sistema dei porti liguri un modello di riferimento internazionale negli ambiti green e della digitalizzazione, di potenziare il sistema sanitario anche con la collaborazione dei privati, ma con il mantenimento del controllo pubblico, per arrivare a un modello di assistenza predittiva, personalizzata e capillare e a misura di persona. Occorre rendere la Liguria regione leader nella cybersecurity, puntando sia su aziende già presenti come Ansaldo, Cisco, Leonardo, Fincantieri, Piaggio ma creando anche opportunità di insediamento per nuove realtà, puntando sulla transizione ecologica per diventare un modello virtuoso in ambito internazionale. Occorre anche considerare il turismo una bella fetta di economia, non un accessorio perché in Liguria abbiamo il mare e i monti.

“Possiamo fare tanto ma abbiamo di fronte due nemici temibili e terribili: la burocrazia e anche la timidezza, che hanno fatto tanti danni in passato e che, ancora oggi, sono elementi che arginano la ripartenza – chiude Ghini – Su questo, il modello Genova non ha fatto così tanta scuola. Abbiamo il dovere di sfruttare le opportunità, non farlo sarebbe qualcosa di intollerabile dopo le tragedie vissute da questo territorio”.

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