Parco Portofino: Toti e Piana, “Il parco si farà solo se condiviso da tutti enti territorio”

Ministro Cingolani, “I comuni hanno capito che può essere un’opportunità”.

GENOVA – “Ci siamo presi l’impegno con il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani di aprire un tavolo di lavoro entro la fine di agosto per presentare una proposta di perimetrazione del Parco di Portofino, con specifiche regole di salvaguardia e di governance. Dal canto suo il ministero metterà in campo le risorse economiche, i bandi, il Pnnr per la digitalizzazione. Rivedremo quindi un decreto che il Tar ha costretto ad emettere ma che non è condiviso dai sindaci del territorio e nemmeno da Regione. Ovviamente metteremo mano alle perimetrazioni, alle regole di salvaguardia per far sì che il Parco, così importante anche dal punto di vista economico, possa avere tutte le virtù di un Parco senza averne i danni, ragionando anche su una eventuale fusione con l’Area marina protetta. Da lì cominceremo a lavorare. La cosa fondamentale, per cambiare segno a una sentenza del Tar che giudico turpe, è che il Parco si farà solamente se sarà condiviso appieno dagli Enti territoriali e vissuto come un’opportunità. Non ci sarà nessuna imposizione”.

Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti dopo l’incontro sul Parco di Portofino con il ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani e con i sindaci coinvolti, dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha definito l’ampliamento di quello che potrebbe diventare un nuovo Parco nazionale, passando dagli attuali 1.056 ettari a 5.363 ettari.

“L’idea è quella di discutere cosa debba diventare l’area del Parco Nazionale – ha spiegato il ministro Cingolani – però dobbiamo anche capire la perimetrazione definitiva di mare e di terra e come possa essere compatibile con le istanze del territorio, verificando l’impatto sulle altre opere. E’ stata una riunione costruttiva e i sindaci erano perfettamente coscienti del fatto che questa possa diventare una grande opportunità, ma dobbiamo verificare che esistano compatibilità con le necessità del territorio. Vogliamo ampliare i confini ma in una maniera intelligente”.

“È stato un confronto essenziale che abbiamo auspicato sin dall’inizio e a più riprese – aggiunge il vice presidente e assessore ai Parchi di Regione Liguria Alessandro Piana – per scongiurare che scelte non condivise possano ripercuotersi sulle possibilità di sviluppo o sulla gestione delle attività a carattere pubblico. Ho fortemente sottolineato l’importanza di partire dal territorio, considerandone anche la morfologia e la dimensione perché è difficile adoperare come metodo decisionale il mero parametro numerico, per di più standardizzato ad altre regioni significativamente più grandi della Liguria. La nostra regione in chilometri quadrati è inferiore alla sola provincia di Cuneo, ma non per questo ha fatto mancare, ad esempio attraverso il sostegno ai Parchi Regionali o alle diverse Aree Marine Protette, il suo apporto, la tutela e la programmazione necessaria alla salvaguardia e al potenziamento degli stessi. Quindi un’estensione di oltre 1000 ettari appare considerevole e riveste un valore di primaria importanza”.

“Il messaggio forte che è uscito dalla riunione odierna è che i territori che sono compatibili con il progetto del parco li dobbiamo accompagnare con le regole di salvaguardia necessarie – afferma il direttore generale di ANCI Liguria Pierluigi Vinai – mentre dobbiamo consentire ai territori che non risultano compatibili di essere esclusi dal progetto, affinché non ricevano un danno dal punto di sviluppo economico e per i processi di trasformazione”.

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