Su: Massimo Perotti / Giù: Don Rocco Grippo

SU
MASSIMO PEROTTI

OTTO SUPERYACHT
VENDUTI IN DUE MESI

Il cantiere San Lorenzo di Massimo Perotti ha venduto la decima unità di Explorer, il superyacht di 47 metri dotato di tecnologie di ultima generazione e in grado di compiere traversate oceaniche. Explorer è uno yacht da sogno attrezzato per ospitare a poppa un tender o una imbarcazione a vela sino a 9 metri di lunghezza. Ma anche di ospitare – udite, udite – un idrovolante o un sommergibile.

Con il decimo esemplare della linea Explorer, il San Lorenzo ha messo a segno la vendita dell’ottavo superyacht in metallo di lunghezza compresa tra i 44 e i 57 metri, in soli due mesi e mezzo. Massimo Perotti, torinese, è l’uomo dei record a livello mondiale nel suo campo: in 25 anni ha fatto lievitare il fatturato della San Lorenzo da 40-50 milioni a 500 milioni ed è riuscito nel miracolo di far raddoppiare il valore dell’azione della sua società durante l’anno della pandemia.

Il coronavirus non ha scalfito, dunque, l’operatività della San Lorenzo e neppure la politica delle assunzioni che non ha mai subito stop: durante l’emergenza sanitaria sono stati assunti 200 operai per far fronte all’inattesa richiesta di imbarcazioni. Perotti un rammarico ce l’ha e lo esterna abbastanza spesso: l’assenza sul territorio provinciale di un hotel a 5 stelle dove ospitare i suoi clienti supervip. Che è costretto a dirottare in Versilia.

GIU’
Don Rocco Grippo

IL PARROCO E LA FEDE
PERDUTA NEI VACCINI

Nessun virus ha fatto strage come questi vaccini”. E’ la scritta comparsa nella bacheca della chiesa San Giovanni Battista di Monterosso che ha fatto sobbalzare il vescovo mons. Ernesto Palletti. Il quale ha espresso il suo disappunto al parroco don Rocco Grippo in una lunga telefonata.

Ma come, deve aver detto il vescovo al sacerdote, abbiamo chiesto ai fedeli di entrare in chiesa con la mascherina, abbiamo distanziato i banchi, durante la messa l’officiante allunga l’ostia nella mano per la comunione, non invita più i fedeli a scambiarsi un segno di pace, cioè a stringersi la mano, e si è provveduto persino a svuotare le acquasantiere pur di contenere il contagio, e lei, don Grippo, mi fa questa sortita no vax incurante dei lutti e del dolore di tante famiglie che hanno perso i loro cari? Si occupi di fede, per favore, e non di vaccini.

Deve aver detto questo il costernato vescovo della diocesi preoccupato che dibattiti e polemiche su vicende sanitarie e politiche entrino in chiesa a dividere i parrocchiani. Don Rocco non crede all’efficacia dei vaccini ed è scettico nei confronti della comunità scientifica.

Se fosse vissuto nel Seicento probabilmente si sarebbe rifiutato di accostare l’occhio al cannocchiale di Galileo e di constatare le rivoluzionarie scoperte scientifiche di allora.

Renzo Raffaelli

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