“Ad occhi chiusi nel blu”. Nel mare del Tino il primo percorso sensoriale per non vedenti

LA SPEZIA – Il Tino si conferma sempre di più come il luogo dell’inclusione, delle sfide, delle reti solidali tra le associazioni. Lo ha dimostrato anche l’ultima iniziativa, in ordine di tempo, che ha centrato importanti obiettivi coinvolgendo sull’isola un gruppo di ragazzi non vedenti in un progetto innovativo ”Percorsi nel blu”.

Guidati dalla responsabile, la dottoressa Erika Mioni, affiancata da un team di studenti in qualità di tutor, i giovani hanno affrontato un percorso sensoriale “Ad occhi chiusi nel blu”, sperimentando, per la prima volta, la scoperta di forme di vita marine attraverso capacita’ di percezione come il tatto e le emozioni, escludendo la vista.

Il circuito, partendo dagli stimoli sensoriali raccolti durante lo studio degli organismi marini spiaggiati, si è concluso con l’esplorazione tattile della parete rocciosa dell’isola, in snorkeling. Preziosa ,in questa fase, è stata la collaborazione dei volontari dell’Associazione “Amici dell’isola Tino“, presieduta da Elisabetta Cesari, del Cai della Spezia con il presidente Alessandro Bacchioni e degli operatori di “Life on the sea“ onlus.

Intenso è stato il programma della giornata che ha impegnato i partecipanti in attività diverse: Laura Lombardi, presidente della sezione spezzina della Lega contro i tumori ha svolto un trekking e una lezione di Yoga come attività utili alla prevenzione di queste gravi patologie; l’Associazione “il mondo dei fari“ insieme al Comando Marifari, attraverso i suoi membri ha intrattenuto i presenti, nella sala storica, con racconti sul lavoro dei faristi.

Le emergenze archeologiche e ambientali hanno stupito tutti per il loro interesse. Soddisfatti gli organizzatori e soprattutto l’Unione italiana Ciechi della Spezia che attraverso il presidente Samuele Marras ha espresso il suo compiacimento.

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