Pubblica assistenza della Spezia. Andrea Frau: “Dieci anni che mi riempiono d’orgoglio”

“Lascio un ente sano e forte. Legge sui servizi funebri resta una ferita aperta”.

Termina l’incarico del presidente della Pubblica assistenza della Spezia. 

LA SPEZIA – “Un anziano volontario mi fermò nell’ingresso della sede e mi disse: ‘Presidente oggi ha in mano una grande responsabilità, dovrà prendere decisioni importanti. Si ricordi che non si può accontentare tutti altrimenti non si fa il bene di nessuno. Agisca con la testa, ma anche con il cuore’ ogni volta che mi sono trovato in difficoltà ho tentato di ascoltare questo consiglio”. È questo il primo ricordo da presidente della Pubblica assistenza della Spezia per l’avvocato Andrea Frau che si avvia verso la conclusione del suo secondo mandato all’interno dello storico ente. Mentre si attendono le ultime nomine per il nuovo consiglio direttivo, Frau fa un bilancio di questi dieci anni, molto intensi segnati da una serie di grandi cambiamenti contraddistinti da una battaglia ancora aperta, quella sulla legge regionale 15/20 che rivede in negativo la gestione dei servizi funebri per la Pubblica Assistenza e chiaramente due anni di pandemia.

Era il 2011 quando Andrea Frau assunse l’incarico, a titolo gratuito e senza compenso come prevede la normativa. Trovò una situazione particolarissima e il primo atto fu quello di rimboccarsi le maniche e tentare di riorganizzare l’ente. “Mi è sempre stato ricordato il ruolo di questa associazione – racconta – e in tanti mi hanno sempre detto ‘Noi siamo la Pubblica assistenza e quando eravamo in Via Prione…’. Ma il dato di fatto è che i tempi erano già cambiati: era necessario rinsaldare i rapporti con le istituzioni e comprendere anche il mercato senza dimenticare il nostro costante impegno sia per i servizi alla persona che in quelli delle onoranze funebri. Oggi, lascio un ente in ottima salute economica che ha visto chiudere il 2020 con un importantissimo avanzo d’esercizio, il completo rinnovo del parco mezzi: altre due nuove ambulanze sono in arrivo. A questo si aggiunge l’assunzione di nuovo personale, dopo tanti anni: giovani che hanno vinto i concorsi pubblici a cui hanno partecipato. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata la perseveranza di Michele Battaglini, che è in Pubblica assistenza da quarant’anni, e la dedizione del vice presidente Inaco Bianchi”.

Il rapporto con gli altri enti ha fatto la differenza e la Pubblica assistenza della Spezia gioca un ruolo centrale anche nel Tavolo delle Povertà. Anche in questo caso, l’unione di intenti ha portato a grandi cose. ” Quando assunsi il mio incarico mi scontrai con un mondo frammentato che vedeva una grande ostilità reciproca tra le singole compagini: ognuno era teso a coltivare in autonomia il proprio angolo. Anche la Pubblica assistenza era parte di questa frammentazione – spiega il presidente -. Da allora, per fortuna, questo atteggiamento, anche se non completamente sopito, è cambiato per la volontà di alcuni dei suoi protagonisti come il Tavolo delle Povertà e la Caritas che hanno visto nei loro attuali vertici Eloisa Guerrizzo e Don Luca Palei coloro che hanno saputo rendere consapevoli tutte le forze in campo della necessità di un fronte comune. Come Pubblica assistenza abbiamo dato costantemente il nostro contributo e tra i fiori all’occhiello c’è sicuramente la creazione del servizio del camper ambulatorio in ausilio dei senza fissa dimora, dove Ordine dei medici, Collegio Infermieri, Ordine farmacisti e Tavolo delle povertà con i loro volontari hanno partecipato con entusiasmo. L’ariete che con la volontà, l’intelligenza e il fine umorismo ha consentito il successo di questo progetto è stato dottor Francesco Tani: un uomo eccezionale”.

Un percorso complesso e ricco che a dieci anni di distanza per il presidente Frau rappresenta motivo di orgoglio, però le tempeste giungono e si può dire che dall’arrivo della pandemia a oggi le acque restano agitate sia per il Covid che per la Legge regionale sui servizi funebri.

“Quando è scoppiata la pandemia, come tutti, ci siamo trovati in affanno – prosegue -. Le dotazioni necessarie a salvaguardare i nostri addetti, dipendenti e volontari, non si trovavano. In alcune occasioni pensammo addirittura di interrompere il servizio. Eravamo preoccupatissimi per il nostro esercito di volontari: alcuni di loro, infatti, anche per l’età erano più esposti di altri al contagio Covid e quindi, per tutelarli, abbiamo chiesto loro di restare a casa. I superstiti si sono rimboccati tutti le maniche, indossando l’uniforme ed andando dove possibile a tamponare i vuoti creatisi. L’attuale e futuro consigliere Nino Postorino ha venduto l’anima al diavolo per far funzionare tutto: coordinando giorno e notte i servizi. Credo che la maggior parte dei suoi capelli bianchi siano frutto di quel periodo (ride, NdR). Un grande ringraziamento per l’impegno a volontari e dipendenti che hanno consentito che mai, e sottolineo mai, ci siano stati buchi nel servizio.”

Quell’occasione, così difficile dimostrò la solidità dell’ente. “Senza i dipendenti amministrativi tutto ciò non sarebbe stato possibile – aggiunge il presidente -. Le ferie sono state dimenticate, gli orari si sono allungati a dismisura. Anna Gabrielli la nostra coordinatrice e capo contabile, è riuscita insieme all’economo Maurizio Antonini a guidare questo successo riuscendo a far tornare i conti anche di fronte all’emorragia di tutti i costi aggiuntivi dovuti alla pandemia. Bravissimi davvero. Da non dimenticare Luca Orsetti il responsabile del personale e dei servizi che ha guidato il buon funzionamento di tutto il gruppo”.

Se la prima tempesta della pandemia era stata superata a luglio 2020 ne arrivò un’altra: la legge regionale 15/20 sui servizi funebri. Il presidente Frau definisce quel momento uno “tsunami”.

“Non ci bastava, la pandemia, l’aumento delle famiglie povere e bisognose, le continue richieste di aiuto anche dai Servizi del Comune che hanno basato su di noi la soluzione di moltissime problematiche, non bastava, ci voleva   la politica a porre un enorme ostacolo alla nostra sopravvivenza ed alla possibilità di poter svolgere i nostri servizi a favore della Comunità – spiega -. Siamo riusciti a rimanere a galla solo perché il nostro equipaggio era ottimo: mi piace paragonarci a un bellissimo e rinnovato veliero a cui, di volta in volta, gli eventi hanno tentato di aprire falle prontamente riparate ed a cui, nottetempo, la Regione con il proprio rostro ha tentato di dare il definitivo addio. E’ stato un impegno giornaliero per tentare di convincere tutti dell’errore legislativo compiuto, per cercare aiuto in ogni pertugio, lunghe notti insonni. Commovente la partecipazione della Cittadinanza alla raccolta firme, lo sdegno espresso per quando si tentava di compiere: credo sia stata questa la svolta nell’atteggiamento della politica che si è resa conto del frastuono che sarebbe conseguito di fronte ad un mancato stop all’entrata in vigore dell’odiata norma”.

In questi dieci anni Frau ricorda con orgoglio inaugurazione della prima nuova ambulanza sotto il suo mandato, l’allegria di tutti e la curiosità delle persone che applaudivano “consce che si stava lavorando per il loro benessere”. Tra i momenti più tristi uno molto recente: “Sarò ripetitivo ma la legge 15/20 e la discussione in commissione regionale, alla quale partecipai come delegato Cipas, sono ferite aperte. In quella seduta ebbi la sensazione di scontrarmi con giochi già fatti, guidati da interessi non comprensibili. Il mero rinvio mi fa pensare che tale sensazione non fosse così sbagliata”.

L’ultimo pensiero del presidente Frau va a chi prenderà il suo posto e dovrà tenere le redini dell’associazione: “Il mio successore e il nuovo consiglio si trovano ad ereditare un enorme incognita. La strada per affrontarla è stata tracciata ed è necessario continuare a tenere alta l’attenzione sul problema in tutte le sedi. Mi auguro che la politica in questo intervallo di tempo non riesca a modificare tale volontà convincendo del contrario, continuando a gridare le false promesse sino ad oggi fatte. Mi auguro che questo cambio di pilota induca finalmente il nostro primo cittadino (primus inter pares) a prendersi a cuore un ente storico, fulcro della comunità, impegnandosi fattivamente nella richiesta di modifica della legge, uscendo dall’angolo dove sino ad oggi si è nascosto per non prendere posizione”.

Sono convinto che impegni quale quello che mi trovo ad abbandonare debbano avere una fine prefissata. Con il tempo si rischia che prevalga l’abitudine, che venga meno la spinta propositiva e l’entusiasmo. E’ necessario un ricambio ed il limite dei due mandati è una cosa corretta per consentire tutto questo – conclude -. La bellissima esperienza fatta, mi ha arricchito nella persona e nell’anima. Spero che coloro che sino ad oggi sono stati compagni di viaggio obbligati si trasformino in veri amici. Non ho alcuna intenzione d’ingerire sul nuovo corso. Ora mi riposo, se riposo può chiamarsi la vita di ogni giorno”.

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