Il “Road to Rome 2021” approda ad Aulla

Accoglienza partecipata ed integrata ai pellegrini in cammino per il ventennale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.

AULLA – Sono arrivati nella giornata di ieri, giovedì 19 agosto, nel pomeriggio, i camminatori partiti a metà giugno da Canterbury e diretti a Santa Maria di Leuca attraverso la nuovissima ed incontaminata Francigena del Sud, per la marcia-evento di oltre 3.000 km “Via Francigena. Road to Rome 2021. Start Again!” organizzata dall’Associazione Europea delle Vie Francigene – AEVF in occasione del 20° anniversario della sua fondazione e del 27° anniversario del riconoscimento della Via Francigena quale “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”, avvenuto nel 1994.

Un’occasione speciale che Aulla, presidio e centro religioso di grande importanza del più lungo cammino d’Europa e tappa n. 30 dell’itinerario di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, nel suo viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, ha voluto festeggiare mettendo a sistema una eccezionale rete di accoglienza che ha visto la fattiva collaborazione dell’Associazione Amici di San Caprasio e delle Pro Loco Città di Aulla, Caprigliola, Viviamo Albiano e Quercia d’Oro.

La staffetta è entrata in città passando dal Castello Malaspina di Terrarossa, dove il bordone del pellegrino è stato consegnato dal Sindaco di Licciana Nardi nelle mani della Presidente del Consiglio Comunale Silvia Amorfini. I camminatori sono poi transitati dal Comune, procedendo a raggiungere l’Abbazia di San Caprasio, in assoluto uno dei più antichi punti di sosta della Via Francigena, fatta erigere da Adalberto di Toscana in posizione strategica alla confluenza dei fiumi Magra e Aulella, con annesso spedale. Qui, accolti dal Dott. Riccardo Boggi, Direttore del Museo di San Caprasio, i pellegrini hanno ammirato l’abbazia benedettina, una delle più importanti della Toscana medievale, e scoperto la sua affascinante storia, fatta di lunghi secoli di oblio cui fecero seguito i terribili bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (inclusa la caduta sulla struttura di un’enorme bomba miracolosamente rimasta inesplosa), per beneficiare poi di nuova vita grazie agli scavi archeologici ed ai restauri compiuti tra il 2001 e il 2010 che hanno permesso straordinarie scoperte, riportando alla luce incredibili testimonianze.

All’interno degli scavi ancora aperti e visibili al pubblico, nella zona absidale della chiesa i camminatori hanno ripercorso, ammirati, l’avvincente storia architettonica dell’edificio, apprezzando le murature di due absidi corrispondenti a fasi precedenti della chiesa (databili all’ VIII e al IX secolo d.C. , mentre l’edificio attuale risale al secolo XI); la presenza di numerose sepolture medievali; le tracce di bombardamenti riconducibili al secondo conflitto bellico; ma soprattutto, al centro dello scavo, le due fosse che corrispondono alle due successive sepolture delle reliquie di San Caprasio, dapprima (nel sec. IX-X) in una cassa di legno, poi (nel XI sec.) in un rarissimo sarcofago in stucco. Le reliquie del Santo, eremita del V sec. d.C. defunto in Provenza, sono giunte ad Aulla nel IX secolo; sono state recuperate durante gli scavi nel 2003 e sono oggi conservate all’interno dell’altare maggiore della chiesa.

La visita dei pellegrini è poi proseguita all’interno del Museo, allestito in quella che anticamente fu la sala capitolare ed in cui si è efficacemente ricostruito il mondo dell’abbazia medievale. In questi spazi, percorrendo un emozionante viaggio nel tempo, i camminatori hanno potuto apprezzare le testimonianze delle recenti campagne archeologiche, con le ricostruzioni degli abiti e degli strumenti utilizzati nell’abbazia, oltre a numerosi oggetti e reperti che testimoniano il passaggio di un gran numero di pellegrini diretti a Roma in epoca medievale: monete, medaglie votive, conchiglie provenienti da Santiago de Compostela – tutti elementi a sostegno dell’enorme importanza che Aulla ha rivestito per i pellegrini diretti in Terra Santa da tutta Europa.

Dopo la fatica – pur gratificante – del cammino, il gruppo ha poi raggiunto la località di Quercia, dove l’Associazione “La Quercia d’Oro” ha organizzato per l’occasione, sullo sfondo delle maestose Alpi Apuane, una speciale cena a base di focaccette e prodotti tipici del territorio.

La serata è poi proseguita con un ulteriore appuntamento nel chiostro-giardino della struttura museale di San Caprasio per una suggestiva immersione nella musica medievale ad opera dei cantastorie Franca Baronio e Paolo Zuccotti che, nel rispetto delle sonorità arcaiche tramandate nel tempo, hanno restituito ai presenti una testimonianza artistica di limpida semplicità, il più aderente possibile allo spirito dell’epoca.

Il programma di accoglienza ai pellegrini sul territorio è poi proseguito questa mattina, venerdì 20 agosto, attraverso il sentiero detto “Dei Briganti”, con la visita al santuario della Madonna degli Angeli, sito in località Arforara, nato come ospizio altomedievale di strada, nominato nel “Registrum Novum” e “Registrum Vetus” quale termine di riferimento della dogana del sale, negli accordi presi tra il Comune di Lucca e quello di Sarzana nel 1259.  Qui, i pellegrini hanno apprezzato la storia di un luogo sacro che assunse una certa importanza nel corso del XVII secolo, quando il marchese Negri Pavese si salvò da un’imboscata all’altezza dell’antico spedale, dove presso una maestà una schiera di angeli avrebbe sostenuto il suo cavallo consentendogli di saltare oltre gli aggressori: un fatto che spinse lo stesso marchese a far erigere nel 1664 un tabernacolo votivo. Successivamente, nel 1665 fu avviata la costruzione del santuario, abbellito da un altare marmoreo dello scultore carrarese Giovanni Baratta, donato alla chiesa dagli eredi del marchese nell’anno 1763.

Dopo la visita al santuario, percorrendo uno dei tracciati recuperati con lodevole impegno dai giovani caprigliolesi in collaborazione con la Pro Loco del luogo, i pellegrini hanno raggiunto il borgo dalla caratteristica forma a stella cometa protesa sulla val di Magra, dove sono stati accolti dai rappresentati della Pro Loco e della Cooperativa L’Ortara, che per l’occasione ha organizzato una deliziosa degustazione a km 0 a base di prodotti del territorio.

La gradita sosta gastronomica ha permesso ai pellegrini di rifocillarsi prima di proseguire con la visita guidata all’antico borgo mediceo, alle sue suggestive mura volute da Cosimo de’ Medici, alla torre cilindrica ed alla chiesa parrocchiale. Il borgo è rientrato nel progetto del museo diffuso en plein air “Le Vie dei Medici”, quale parte di un sistema integrato di cammini locali finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione degli itinerari medicei.

Insomma, un’accoglienza entusiastica e decisamente speciale, come riferito agli organizzatori dagli stessi pellegrini, unica per il calore, l’originalità e la ricchezza delle occasioni organizzate con il supporto dell’Amministrazione: un passaggio che lascerà in tutti noi il ricordo di un’esperienza indimenticabile.

Nelle parole del vicesindaco Roberto Cipriani, anche assessore al Turismo. “Aulla è stata uno dei Comuni fondatori della Via Francigena, 20 anni fa, e siamo orgogliosi di essere tappa di questo evento che rappresenta un momento intenso per la nostra comunità. La crescita della Via Francigena è stata importante per lo sviluppo di un turismo più consapevole che riscopre valori e territori un tempo marginali, ora diventati importanti a livello nazionale ed internazionale, nel segno di un turismo in grado di promuovere cultura e di portare migliaia di persone attraverso luoghi ancora inesplorati, con le proprie popolazioni e tradizioni. Siamo felici che la nostra accoglienza, culminata con il dono ai pellegrini di un piccolo omaggio in ceramica, che abbiamo preferito ad una fredda targa, sia stata tanto gradita”.

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