Accoglienza dei cittadini afghani: il Prefetto rivolge un appello alle Istituzioni ed alla società civile

LA SPEZIA – In ragione della grave situazione umanitaria in atto in Afghanistan, il nostro Paese è impegnato nel trasferimento e nell’accoglienza dei cittadini afghani che hanno collaborato con le Forze armate e le Autorità italiane, nonché dei loro familiari.

A tal fine, nei giorni scorsi, il Prefetto della Spezia ha diramato una circolare ai Sindaci in merito alle possibili linee di intervento volte a favorire e promuovere il concorso delle Istituzioni e della società civile nell’ospitalità dei cittadini evacuati. L’obbiettivo è quello di individuare idonee collocazioni nelle strutture di accoglienza del territorio ove ospitare i collaboratori afgani e i loro familiari al termine del periodo di isolamento fiduciario, attualmente in fase di svolgimento.

Il concorso nell’accoglienza da parte delle Amministrazioni Comunali potrà essere regolato previa sottoscrizione di accordi di collaborazione tra la Prefettura e l’Ente Locale interessato, secondo la disciplina del sistema dei C.A.S. e con oneri a carico del Ministero dell’Interno. Le strutture di accoglienza così individuate potranno, se del caso, successivamente confluire nel sistema S.A.I., in relazione alle eventuali possibilità di ampliamento della rete stessa.

Manifestazioni di disponibilità possono pervenire anche da parte di enti pubblici, organizzazioni non governative, associazioni del terzo settore, ovvero da enti di culto o da singoli cittadini, con l’impegno di fornire standard adeguati di ospitalità, accoglienza ed assistenza con le proprie risorse professionali ed economiche, sulla base di intese con la Prefettura.

L’accoglienza dei cittadini afghani che hanno collaborato con il contingente militare nazionale ed internazionale in Afghanistan – ha dichiarato il Prefetto Inversinipuò essere concretamente realizzata grazie alla solidarietà ed alla collaborazione di tutti i soggetti pubblici e privati presenti in Provincia, al fine di aiutare quanti stanno lasciando il proprio Paese e affrontano una situazione di particolare sofferenza”.

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