Documentari e video interviste del borgo di Groppo, realizzati dai bambini, residenti e villeggianti

SESTA GODANOAnche i muri parlano… a Groppo! è un’iniziativa nata dal basso e ben accolta dal comune di Sesta Godano, volta alla valorizzazione del borgo, della memoria orale e del dialogo intergenerazionale.

Il contesto emergenziale ha determinato una sempre maggiore confidenza da parte delle fasce più giovani della popolazione riguardo l’utilizzo di device e nuove tecnologie, destando talvolta un po’ di preoccupazione nelle famiglie. Per opposto vi sono state notevoli difficoltà nel dialogo fra le generazioni, in parte perché gli anziani risultavano essere i soggetti più a rischio per quanto riguarda il COVID19 e quindi erano necessarie specifiche attenzioni anche nel limitare le visite e in parte proprio perché gli spostamenti stessi dai centri urbani alla campagna, dove sovente risiede il nonno o la nonna in pensione, sono stati bloccati fino quasi ad inizio estate.

Da qui l’idea di riprendere il dialogo fra nonni e nipoti, mettendo a frutto quelle specifiche competenze acquisite in “DAD”, favorendo un loro utilizzo più consapevole e socialmente utile. Come? Invitando i bambini del paese, residenti e villeggianti, a costruire piccoli documentari e video interviste riguardo il borgo di Groppo, le sue tradizioni, la sua memoria. I video realizzati dalle famiglie e dai bambini anche con il supporto di Comune di Sesta Godano sono stati  associati a QR code e saranno posti dai primi di ottobre a servizio di eventuali visitatori al caratteristico borgo per tramite di pannelli installati in loco e disponibili anche online presso le pagine ufficiali del Comune di Sesta Godano.

I video sono perfettibili e implementabili, posto che vi sono ancora molte cose che andrebbero aggiunte e perfezionate. D’altra parte volontà era primariamente quella di valorizzare la memoria orale, che gli stessi anziani sovente tendono a sottovalutare, ritendo il raccontino dell’infanzia o l’episodio, così come la quotidianità di un tempo esperienze di poco conto, condannando il passato e l’identità del territorio all’oblio. Ai bambini è piaciuto per una volta poter utilizzare il cellulare di mamma o papà in modo autonomo, giocare a fare i “giornalisti” e i “cameramen” per qualche tempo, al punto che quasi non notavano l’impegno e la fatica riposta nella messa a punto di domande, nella raccolta di informazioni e stesura dei testi. Fra i video inoltre si ritrovano esperienze personali legate a luoghi del borgo, che hanno un forte impatto emotivo, a indicare che la memoria di un luogo è fatta anche di sentimenti.  Spicca fra i vari interventi la favoletta del lupo e della volpe di Pian di Lago (sul Monte Gottero), che la nonna di ieri, raccontava alla nonna di oggi quando ancora era bambina e che avremmo forse rischiato di perdere per sempre se non fosse stata registrata. Nei video si parla anche di “modernità” di “Groppo e gli Spaventapasseri”, evento estivo che ha portato il borgo alla definizione di “Capitale Regionale degli Spaventapasseri”.

Infine un gioco, uno scherzo dialettale, fatto dagli adulti, che hanno dato voce alle celebri ed enigmatiche maschere apotropaiche della casa torre all’entrata del borgo. Poste lì da tempo inenarrabile a vigilare sugli antichi accessi al paese da estranei e malviventi, le maschere sono state immaginate poco contente nel vedere i bimbi di ieri e quelli di oggi intenti a preparare una piacevole accoglienza a visitatori e “foresti”, un esempio di tipica ospitalità ligure!

In questo senso, non curanti delle maschere, l’invito a visitare il borgo e un ringraziamento a famiglie di Groppo, residenti e villeggianti, che hanno impiegato al meglio il tempo del tradizionale “riposo estivo”.

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