Su: Cristina Ponzanelli / Giù: Roberto Cingolani

SU
Cristina Ponzanelli
sindaco di Sarzana

SARZANA CITTA’ PULITA
PARTE LA RIVOLUZIONE

A Sarzana parte l’operazione “Città pulita”. Una autentica rivoluzione destinata a cambiare le abitudini dei cittadini e a restituire il decoro smarrito di un centro storico bellissimo amato da moltissimi turisti. L’operazione, annunciata nei giorni scorsi, scatterà il 18 ottobre.

L’hanno presentata il sindaco Cristina Ponzanelli e l’assessore Roberto Italiani. Il nuovo sistema di raccolta prevede tre postazioni nel centro storico (piazza Avis, piazza Ricchetti e porta Romana) ognuna dotata di 10 contenitori in cui si potrà conferire ventiquattr’ore su ventiquattro. Successivamente arriveranno le isole nella periferia e nelle frazioni che contrasteranno l’abbandono dei rifiuti che oggi sfigura molte zone del centro.

Il modello è quello del Comune capoluogo che, subito applicato, è diventato il fiore all’occhiello dell’amministrazione Peracchini. Decoro, pulizia e sicurezza sono le parole d’ordine delle giunte di centro-destra e anche l’amministrazione Ponzanelli, in sella dopo settant’anni di giunte di centrosinistra, intende metterle in pratica.

In realtà Sarzana cercò di essere pioniera vent’anni fa nella gestione dei rifiuti affidandosi ad un sistema fortemente innovativo che prevedeva l’uso dei “canguri”, contenitori interrati a cui accedere con tessera magnetica. Non funzionò e ora Sarzana avvia la seconda rivoluzione.

Consapevole che per scoraggiare gli episodi di inciviltà serve una efficiente videosorveglianza e sanzioni per i tanti “furbetti” abituati ad abbandonare ovunque i sacchetti dei rifiuti.


GIU’
Roberto Cingolani,
ministro della Transizione ecologica

IL MINISTRO APRE AL NUCLEARE
QUANDO DECIDERA’ SULL’ENEL?

La Spezia con la centrale Enel vuol voltare pagina e abbandonare i combustibili fossili, che siano il carbone o il gas. E il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, da cui dipende il futuro della centrale di Vallegrande, volta pagina a suo modo aprendo al nucleare di quarta generazione e attaccando gli “ambientalisti radical chic che sono parte del problema”.

Un’uscita, quella del ministro, che ha disorientato e provocato reazioni piccate, soprattutto da parte degli ambientalisti. A Cingolani spetta l’ultima parola sulla centrale che l’Enel vorrebbe trasformare da carbone a gas. Tutto il territorio si è pronunciato contro il progetto: il Comune capoluogo e il comune di Arcola, la Provincia e la Regione, anche se dalla giunta regionale non è arrivato un vero e proprio atto amministrativo. Difficile, a questo punto, un pronunciamento che ignori la volontà del territorio che è stata forte e plebiscitaria.

Il futuro della centrale spezzina con il nucleare di cui si parla non c’entra nulla. Ma le mosse del ministro vengono lette e valutate anche qui con molta attenzione. E’ vero che solo pochi mesi fa Cingolani aveva ricordato i due referendum con i quali gli italiani hanno bocciato il nucleare. Ma ora sembra aver invertito la rotta. Ma come è possibile – si chiedono in molti – che un fisico e un ricercatore come lui non consideri che ci vorranno decenni per il nucleare di quarta generazione e che resterà comunque il problema delle scorie (sia pur ridotte) da smaltire? Per non parlare dei territori che dovrebbero ospitare le centrali atomiche del futuro. Ma oggi il territorio in ambasce, per altre ragioni, è quello spezzino.

Renzo Raffaelli

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