Lunga vita alla Sala Cinematografica

LA SPEZIA – La pandemia ha modificato molte cose, anche il nostro modo di accedere alla cultura. Durante il periodo più segnato dalle restrizioni ad esempio i cinema sono stati a lungo chiusi e il modo di vedere i film è cambiato sempre di più. Si sono visti molti film, anche per riempire le lunghe giornate passate a casa, ma lo si è fatto sugli schermi delle tv, dei computer, dei tablet. Usufruendo soprattutto delle piattaforme di streaming.

Da qualche mese i cinema hanno riaperto e la domanda si impone: la sala cinematografica ha ancora un futuro o è destinata a tramontare? Giordano Giannini – studioso di cinema e operatore culturale in città e provincia – per rispondere a questa domanda chiama in causa la volontà degli spettatori di continuare a vivere un’emozione differente, capace di essere generata solo dalla sala cinematografica.

In sala c’è un unico stimolo visivo, lo schermo gigante, e tutto intorno il buio.

Questa condizione può produrre esperienze molto intense dal punto di vista emotivo e percettivo, lo stesso film visto su un piccolo schermo non genera le stesse sensazioni ma un’esperienza più leggera, senza quell’immersione totale che il cinema garantisce.

E poi c’è la dimensione collettiva, il fatto di vedere il film assieme ad altre decine di persone, quasi un rito. Una tradizione che ha una sua bellezza.

Proprio per questo l’augurio è che vedere film chiusi in casa in solitudine non sia diventata la norma ma una parentesi provvisoria generata dalla situazione sanitaria. Lunga vita alla sala cinematografica.

Vimal Carlo Gabbiani

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