Buoni i segnali con l’Udinese, ma occhio ai dettagli nei momenti chiave

La gara con l’Udinese lascia segnali positivi dalla prestazione, in particolare dei panchinari Agudelo e Verde, ma anche dal Sala regista di giornata. Attenzione però ai momenti chiave della gara sia dal punto di vista difensivo che di quello offensivo, viste anche le tante occasioni avute.

LA SPEZIA – Da questa settimana parte una nuova rubrica, la chiameremo il “borsino aquilotto” ed è facilmente intuibile che conterrà il pro e il contro della situazione attuale in casa Spezia.
Tasteremo il polso della squadra e di tutto quello che gira intorno al mondo delle maglie bianche.

Partiamo dai PRO di questa settimana:

Prestazione con l’Udinese – Per essere la prima gara ufficiale con il 4-3-3, senza aver avuto l’opportunità di giocare amichevoli o di poter testare al meglio tutti gli interpreti, non si può certo esprimere un giudizio negativo.
Logico che ci siano cose da registrare, situazioni tattiche da affinare, ma la squadra, dopo un avvio prudente, si è sciolta, soprattutto nella ripresa.
È piaciuto l’atteggiamento della squadra che ha anche provato a leggere i momenti del match, senza lasciarsi andare a un attacco scriteriato.
Dicevamo del secondo tempo, quando sono stati anche i cambi a dare la svolta al match.

Agudelo e Verde – Parlavamo di cambi, in particolare la scelta di Thiago Motta di utilizzare Agudelo da mezzala e Verde da falso nove, è stata vincente perché hanno contribuito a cambiare l’inerzia del match.
Pericolosi per la velocità di pensiero ed esecuzione, sono andati anche entrambi vicino al gol, specie Verde, al quale solo l’intervento di testa di Nuytinck a portiere battuto, ha negato la gioia del gol.
Sorgerà adesso il dubbio al tecnico: continuare a tenerli come riserve di lusso, in grado di spaccare il match, oppure impiegarli dall’inizio?

La prestazione di Sala da regista – Da tempo Motta lo sta considerando un centrocampista in grado di agire sia da regista che da mezzala, tanto che nel primo 4-3-3 di stagione, è stato proprio lui a mettersi davanti alla difesa con Kovalenko e Maggiore ai suoi lati.
La prestazione è stata buona, considerando che per lui è un ruolo nuovo, ma ha mostrato ottimo adattamento.
Logico al momento non attendersi giocate sopraffine, ma la sua capacità difensiva consente alla squadra di avere un baluardo nella zona nevralgica.

l pubblico del Picco – Tra gli elementi positivi di questa settimana non si può non includere anche il ritorno del pubblico al Picco, anche se solo al 50% della capienza.
L’effetto “stereo” delle Curve, seppur non piene, è stato d’impatto e di certo quando termineranno queste inutili limitazioni, il Picco potrà tornare a essere un fattore importante, ne siamo convinti.

Passiamo ora ai CONTRO di questa settimana:

Il gol preso nel momento decisivo – Come successo a Motta, anche Gotti ha cercato di cambiare l’inerzia della gara nel secondo tempo, facendo anche esordire Samardzic, classe 2002, tedesco di origine Serba.
È stato proprio lui a decidere il match, infilandosi in posizione centrale tra le maglie della difesa aquilotta, peraltro schierata al meglio.
Una finta, sinistro e destro vincente con la partecipazione della difesa spezzina.
Lettura dei momenti chiave e massima attenzione ai particolari, sono venuti meno in quel frangente, si poteva anche ricorrere a un fallo, solo 11 sono stati gli interventi fallosi da parte dei bianchi, spendere anche un giallo avrebbe evitato una sconfitta.

La sterilità offensiva – Per la prima volta in questo campionato, i bianchi non segnano nemmeno una rete e ciò alla fine risulta decisivo, a fronte anche di un buon numero di conclusioni verso la porta.
Sono stati infatti 19 i tiri verso la porta dello Spezia, di cui 6 nello specchio, uno dei quali respinto dalla pelata dell’esperto difensore friulano.
Intendiamoci nessuna delle conclusioni si può dire fosse “a botta sicura“, ma di certo c’è bisogno di maggiore efficacia in area di rigore perché in gare scorbutiche come quella con l’Udinese, sbloccare il risultato spesso vuol dire vincere la gara.

Kovalenko e Colley – Non parliamo di prestazioni disastrose, ma di certo da loro ci si aspetta qualcosa di più.
Il centrocampista ucraino ha dalla sua le ancora limitate presenze nel nostro campionato, nonostante sia arrivato in Italia a gennaio scorso, ma di sicuro sta capendo che non bastano le qualità per ben figurare, ma serve anche un po’ di “garra” in più.
Per Colley l’attenuante di essere stato impiegato sulla fascia che predilige di meno, anche se può comunque puntare l’uomo e far valere il suo uno contro uno.
Qualche spunto buono, ma nel complesso una tacca sotto la sufficienza.

l calendario – Concludiamo i contro con l’accenno al calendario delle prossime gare che vedrà i ragazzi di Motta impegnati prima a Venezia e poi nel doppio turno casalingo con Juventus e Milan.
Il prossimo è uno scontro diretto di grande importanza, le successive due saranno gara proibitive, anche se il successo con il Milan della scorsa stagione ha creato un precedente significativo.
La squadra dovrà essere brava ad assorbire il doppio KO ormai in archivio per portare a casa punti pesanti dalla prima di queste sfide, per poi provare nell’impresa di farne altri con l’aiuto del pubblico del Picco.

Enrico Lazzeri

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