LA VIGILIA. L’ora dei centravanti

Dopo Cagliari, si affronterà un’altra formazione alla nostra portata, una di quelle che con ogni probabilità sarà invischiata nella lotta per non retrocedere fino alle ultime settimane. Evitare quella sorta di “stagione nata male”, alzare la testa e il livello di ferocia agonistica, immagazzinare compattezza, andare a caccia di episodi positivi e di concretezza sotto porta, quel che è mancato contro l’Udinese

LA SPEZIA – Non è da considerarsi gara “spartiacque”, per lo Spezia, quella di domani a Venezia.
Non sarebbe plausibile una risoluzione logica di questo tipo dopo appena tre turni di campionato.

Certo è che, dopo Cagliari, si affronterà un’altra formazione alla nostra portata, una di quelle che con ogni probabilità sarà invischiata nella lotta per non retrocedere fino alle ultime settimane.
Una formazione pericolosa, quella di Zanetti: una squadra che ha mantenuto l’ossatura dello scorso anno, che ha confermato lo stesso allenatore, che viene dalla prima vittoria stagionale e che ritroverà il suo stadio.
Una squadra con entusiasmo, quindi, sulla falsariga di quel che fu l’inizio dello scorso torneo per le aquile di Vincenzo Italiano.

La gara contro l’Udinese ha mostrato solo un lieve difetto di personalità nei primi minuti di gioco, qualcosa su cui dover lavorare alacremente per non rischiare di compromettere gare alla portata, che necessitano di essere affrontate senza handicap, rincorse o salite.
Il cantiere di Thiago Motta è ancora aperto ma, per sua stessa ammissione, tempo non ce n’è poi cosi tanto per trovare la quadra e iniziare ad accelerare, scrollandosi di dosso fin da subito ogni possibile alone di negatività portato da risultati che non arrivano.

Evitare quella sorta di “stagione nata male”, alzare la testa e il livello di ferocia agonistica, immagazzinare compattezza, andare a caccia di episodi positivi e di concretezza sotto porta, quel che è mancato contro l’Udinese in un secondo tempo nel quale i ragazzi in maglia bianca hanno fatto intravedere scorci di un potenziale davvero importante.

Ci sarà bisogno di tutti i centravanti disponibili, della forza fisica e dell’imprevedibilità di Nzola, della potenza e della voglia di esplodere davvero, all’età giusta, di Manaj, della sfrontatezza, della gamba e del talento di Antiste, confidando che pure un giocatore come Salcedo possa tirar fuori, da un momento all’altro un piccolo coniglio dal cilindro, stante le sue qualità fisiche e tecniche.

Giocatori, tutti, con potenziali enormi.
Le sorti di questa squadra, inutile dirlo, sono legate al loro grado di crescita settimanale.

Non è da considerarsi gara “spartiacque”, per lo Spezia, quella di domani a Venezia.
Non sarebbe plausibile una risoluzione logica di questo tipo dopo appena tre turni di campionato.

Certo è che, dopo Cagliari, si affronterà un’altra formazione alla nostra portata, una di quelle che con ogni probabilità sarà invischiata nella lotta per non retrocedere fino alle ultime settimane.
Una formazione pericolosa, quella di Zanetti: una squadra che ha mantenuto l’ossatura dello scorso anno, che ha confermato lo stesso allenatore, che viene dalla prima vittoria stagionale e che ritroverà il suo stadio.
Una squadra con entusiasmo, quindi, sulla falsariga di quel che fu l’inizio dello scorso torneo per le aquile di Vincenzo Italiano.

La gara contro l’Udinese ha mostrato solo un lieve difetto di personalità nei primi minuti di gioco, qualcosa su cui dover lavorare alacremente per non rischiare di compromettere gare alla portata, che necessitano di essere affrontate senza handicap, rincorse o salite.
Il cantiere di Thiago Motta è ancora aperto ma, per sua stessa ammissione, tempo non ce n’è poi cosi tanto per trovare la quadra e iniziare ad accelerare, scrollandosi di dosso fin da subito ogni possibile alone di negatività portato da risultati che non arrivano.

Evitare quella sorta di “stagione nata male”, alzare la testa e il livello di ferocia agonistica, immagazzinare compattezza, andare a caccia di episodi positivi e di concretezza sotto porta, quel che è mancato contro l’Udinese in un secondo tempo nel quale i ragazzi in maglia bianca hanno fatto intravedere scorci di un potenziale davvero importante.

Ci sarà bisogno di tutti i centravanti disponibili, della forza fisica e dell’imprevedibilità di Nzola, della potenza e della voglia di esplodere davvero, all’età giusta, di Manaj, della sfrontatezza, della gamba e del talento di Antiste, confidando che pure un giocatore come Salcedo possa tirar fuori, da un momento all’altro un piccolo coniglio dal cilindro, stante le sue qualità fisiche e tecniche.

Giocatori, tutti, con potenziali enormi.
Le sorti di questa squadra, inutile dirlo, sono legate al loro grado di crescita settimanale.

Dennis Maggiani

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