Su: Marco Buticchi | Giù: Donatella Bianchi

SU
Marco Buticchi
scrittore

I MISTERI DI USTICA E BOLOGNA
NEL “MARE DEI FUOCHI”

E’ uscito giovedì scorso il nuovo romanzo – il sedicesimo per l’esattezza – di Marco Buticchi, maestro dell’avventura della Longanesi con un milione e mezzo di copie vendute all’attivo. Quello in libreria da pochi giorni si intitola “Il mare dei fuochi” e l’autore affronta due misteri italiani: la strage di Ustica e quella di Bologna. E tra il DC-9 esploso in volo e l’ordigno alla stazione ferroviaria Buticchi intravede un legame e presenta i due eventi tragici come tessere di uno stesso puzzle.

Lo scrittore lericino sposa la tesi del complotto ma non presume di fornire spiegazioni certe. «Io mi limito a indicare degli scenari – ha dichiarato in una intervista – Tuttavia ho la sensazione che gli italiani siano l’unico popolo a credere che i 16 morti della strage di Ustica siano un caso».

Le 85 vittime di Bologna per lo scrittore erano una promessa da onorare. Quarantun anni fa, quando accadde la tragedia, Buticchi era stato appena congedato dal servizio militare che aveva prestato a Bologna. Aveva visto in tv i suoi commilitoni scavare tra i detriti e aveva giurato che non si sarebbe dimenticato di loro. “Il mare dei fuochi” è stata l’occasione per mantenere quel giuramento.

La rievocazione di quegli anni bui inizia quando i due protagonisti delle storie di Buticchi, l’archeologa Sara Terracini e l’ex agente del Mossad Oswald Breil, incontrano la vedova di un ufficiale che si sospetta assassinato per coprire un traffico di rifiuti tossici affondati nel Mediterraneo.


GIU’
Donatella Bianchi
presidente Parco 5 Terre

COMUNITA’ MARINARA ALL’ATTACCO
PER IL SENTIERO “SOTTO CHIAVE”

La presidente del Parco 5 Terre Donatella Bianchi non è ancora riuscita ad istaurare un rapporto di collaborazione e condivisione dei progetti con la Comunità Marinara delle stesse 5 Terre. La quale non perde occasione per punzecchiarla. Come è avvenuto per il sentiero tra Manarola e Corniglia di cui, secondo la Comunità, si fanno suonare le campane a morto.

L’indice accusatore viene puntato sul Parco che, alla fine del 2020, aveva approvato lo stanziamento ministeriale di 3 milioni per il tunnel di collegamento Levanto-Monterosso dimenticandosi, così scrive, le urgenze del sentiero e del villaggio Europa. La Comunità Marinara ricorda che il sentiero Verde Azzurro venne riaperto nel 2013, dopo un intervento imponente di messa in sicurezza e la costruzione di tre passerelle pedonali, subito ribattezzate in loco “ponti tibetani”, con un investimento di 580 mila euro.

Ma dopo mezza giornata di libero accesso, scattarono nuovamente i lucchetti dei cancelli d’acciaio. Nel 2013 Donatella Bianchi non era presidente del Parco e quella frettolosa chiusura del sentiero non le è addebitabile. Ma ancora oggi il sentiero è abbandonato e i cancelli sono chiusi. E la Comunità Marinara continua a fare le bucce alle scelte del Parco accreditandosi come coscienza critica delle politiche sul territorio.

Possibile che Parco e Comunità non riescano a dialogare?

Renzo Raffaelli

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